Sparta è una città della Grecia situata in Laconia. Durante l'età classica divenne una delle polis più prominenti della zona, e al suo apice fu una società fortemente militarizzata in cui ogni cittadino maschio veniva addestrato fin da piccolo a servire in battaglia la propria città. Questa particolare impostazione fu in grado di fornire a Sparta alcuni dei migliori guerrieri dell'epoca, e la potenza militare degli spartani raggiunse un prestigio leggendario in tutto il mondo greco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione, Sparta nacque nel X secolo a.C. dalla fusione tra i villaggi di Cinosura, Limne, Mesoa e Pitane. I villaggi erano insediamenti abitati da popolazioni doriche stabilitesi in zona. A capo del governo cittadino vi erano due re provenienti da due dinastie separate: gli Agiadi e gli Euripontidi.

Periodo classico[modifica | modifica sorgente]

Nel 480 a.C. Sparta fu guidata dal re agiade Leonida, che cadde nella Battaglia delle Termopili durante la seconda invasione persiana in Grecia. Il sacrificio degli spartani giocò un ruolo chiave nella guerra, che vide vincitori i greci. In seguito alla guerra, Atene divenne la potenza egemone locale mettendosi a capo della Lega di Delo.

Nel 448 a.C. il piccolo Alexios, nipote di Leonida, fu condannato a morte dopo che la Pizia del Tempio di Delfi predisse per conto della Setta di Cosmos che il nipote di Leonida avrebbe portato Sparta alla rovina. Sua sorella Kassandra tentò di salvare suo fratello, ma finì per spingere inavvertitamente un anziano della città nel crepaccio del Monte Taigeto, condannandosi a morte per omicidio. Suo padre Nicolao attuò la sentenza, gettando anche lei nel burrone. Tuttavia, entrambi i bambini sopravvissero e divennero entrambi abilissimi guerrieri, mentre loro madre Myrrine abbandonò la città.

In questo periodo Sparta e Atene divennero arcinemiche e, per contrastare la Lega di Delo, anche la prima stabilì una sua rete di alleanze, nota come Lega del Peloponneso. Il conflitto tra le due leghe scoppiò nel 431 a.C. con la guerra del Peloponneso. In questo periodo Sparta era governata dal sovrano euripontide Archidamo e dall'agiade Pausania.

Attorno al 428 a.C. la misthios Kassandra fece ritorno a Sparta insieme alla madre Myrrine. Lì il generale Brasida le informò che la città avesse recentemente reclamato la loro casa in seguito alla sparizione di Nicolao. Prima di chiedere udienza ai re, Brasida le consigliò di affrontare la rivolta degli iloti a Sparta per incontrare il favore dei sovrani. Successivamente, Kassandra e sua madre incontrarono i re Archidamo e Pausania. Archidamo non era ancora pronto a perdonare gli avvenimenti del Taigeto, quindi Pausania propose alla misthios di dimostrare la sua lealtà verso Sparta. Archidamo la incaricò di aiutare la conquista della Beozia mentre Pausania le chiese di scortare il campione Testicle in Ellade e assicurarsi della vittoria di Sparta alle Olimpiadi. Dopo l'incontro Brasidas informò le due di aver trovato un membro della Setta in Arcadia. Myrrine scelse di seguire Brasida, mentre Kassandra avrebbe portato a termine i compiti dei re. Durante la sua permanenza a Sparta Kassandra incontrò anche il generale Lisandro che le diede il compito di uccidere i polemarchi ateniesi.

Nel 427 a.C. Kassandra tornò a Sparta con prove schiaccianti del tradimento di Pausania nei confronti della polis. Myrrine fece convocare gli efori prima dell'incontro, e Pausania venne allontanato da Sparta. Avendo anche portato a termine i compiti assegnatele, Archidamo concesse a Kassandra e Myrrine di tornare a vivere nella loro casa. Prima che Pausania fuggisse dalla Laconia, venne ucciso da Kassandra. Una volta che le due fecero ritorno nella loro casa, Brasida venne a chiedere alla misthios aiuto in battaglia per sconfiggere gli ateniesi a Pilo, avvertendola che suo fratello stesse combattendo per i nemici.

Fatto ritorno a Sparta nel 422 a.C., Kassandra raccontò a sua madre che nella battaglia di Anfipoli suo fratello Alexios rimase disperso in battaglia ma probabilmente ancora in vita. Recatesi sul Monte Taigeto in visita al luogo che sconvolse la loro vita, trovarono lì anche lo stesso Alexios. Dopo aver provato per l'ennesima volta a convincerlo a lasciare la Setta per tornare dalla sua famiglia, lui minacciò la madre con la sua spada, costringendo Kassandra ad ucciderlo. Dopo la morte di suo fratello, Kassandra cercò di riunire la sua famiglia organizzando una cena nella sua vecchia casa con sua madre, Nicolao e Stentore, figlio adottivo di Nicolao.

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