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'''Shao Jun''' (1505 - ?) è stata un membro del [[Assassini Cinesi|ramo cinese]] dell'[[Ordine degli Assassini]] durante il [[Rinascimento]]. Nata come concubina dell'imperatore [[Zhengde]], dopo la morte dell'uomo venne salvata dagli Assassini, al cui servizio Shao Jun dedicò poi il resto della sua vita.
 
'''Shao Jun''' (1505 - ?) è stata un membro del [[Assassini Cinesi|ramo cinese]] dell'[[Ordine degli Assassini]] durante il [[Rinascimento]]. Nata come concubina dell'imperatore [[Zhengde]], dopo la morte dell'uomo venne salvata dagli Assassini, al cui servizio Shao Jun dedicò poi il resto della sua vita.
   
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Shao Jun nacque in condizioni di prigionia reale in Cina sotto il dominio del debole imperatore Zhengde, decimo imperatore della [[wikipedia:it:Dinastia Ming|dinastia Ming]].<ref name="Enciclopedia">''[[Assassin's Creed: Enciclopedia]]''</ref>
 
Shao Jun nacque in condizioni di prigionia reale in Cina sotto il dominio del debole imperatore Zhengde, decimo imperatore della [[wikipedia:it:Dinastia Ming|dinastia Ming]].<ref name="Enciclopedia">''[[Assassin's Creed: Enciclopedia]]''</ref>
   
Zhengde, noto per la sua indole infantile, per la sua mancanza di interesse per le questioni urgenti riguardanti lo stato e per la condotta di vita dedita al lusso, ebbe una grande considerazione per Shao Jun, che inserì tra le sue concubine già prima che la giovane ebbe raggiunto l'adolescenza. Per circa dieci anni, Jun servì l'imperatore come concubina, accompagnandolo per i suoi viaggi in luoghi lontani ed esotici, per cui Zhengde provava una certa passione. Sebbene solo una concubina, quindi, grazie a tali interessi dell'imperatore, Jun ebbe la possibilità di visitare molti più luoghi e di conoscere più personaggi stranieri di quanto potessero fare molti uomini liberi del suo tempo.<ref name="Enciclopedia"/>
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Zhengde, noto per la sua indole infantile, per la sua mancanza di interesse per le questioni urgenti riguardanti lo stato e per la condotta di vita dedita al lusso, ebbe una grande considerazione per Shao Jun, che inserì tra le sue concubine già prima che la giovane ebbe raggiunto l'adolescenza. Per circa dieci anni, Jun servì l'imperatore come concubina, accompagnandolo per i suoi viaggi in luoghi lontani ed esotici, per cui Zhengde provava una certa passione. Sebbene solo una concubina, quindi, grazie a tali interessi dell'imperatore, Jun ebbe la possibilità di visitare molti più luoghi e di conoscere più personaggi stranieri di quanto potessero fare molti uomini liberi del suo tempo.<ref name="Enciclopedia" />
   
Tuttavia, dopo la morte di Zhengde, avvenuta nell'aprile del 1521, la Cina cadde nel caos provocato dalla lotta per la successione al trono. Fu durante questo periodo caotico che Jun entrò in contatto con l'Ordine degli Assassini; un giorno, i membri dell'Ordine penetrarono nel palazzo imperiale e liberarono la ragazza insieme ad altre concubine. Grata verso coloro che la avevano liberata, Jun si dedicò fin dai suoi primi anni di libertà al servizio dell'Ordine degli Assassini, addestrandosi per diventarne un membro.<ref name="Enciclopedia"/>
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Tuttavia, dopo la morte di Zhengde, avvenuta nell'aprile del 1521, la Cina cadde nel caos provocato dalla lotta per la successione al trono. Fu durante questo periodo caotico che Jun entrò in contatto con l'Ordine degli Assassini; un giorno, i membri dell'Ordine penetrarono nel palazzo imperiale e liberarono la ragazza insieme ad altre concubine. Grata verso coloro che la avevano liberata, Jun si dedicò fin dai suoi primi anni di libertà al servizio dell'Ordine degli Assassini, addestrandosi per diventarne un membro.<ref name="Enciclopedia" />
   
 
===Declino dell'Ordine===
 
===Declino dell'Ordine===
Alcuni anni dopo la sua fuga, Jun ed il suo Mentore decisero di fare ritorno al palazzo imperiale per liberare le altre concubine con cui la ragazza era cresciuta. Dopo essersi introdotti a palazzo, tuttavia Jun scoprì che molti dei suoi amici erano stati torturati ed uccisi tramite la pratica del [[wikipedia:it:Lingchi|lingchi]] su ordine del cugino e successore dell'imperatore Zhengde, Jiajing. Dopo la scoperta, Jun ed il suo Mentore fuggirono dal palazzo imperiale.<ref name="Enciclopedia"/><ref name="Embers">''[[Assassin's Creed: Embers]]''</ref>
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Alcuni anni dopo la sua fuga, Jun ed il suo Mentore decisero di fare ritorno al palazzo imperiale per liberare le altre concubine con cui la ragazza era cresciuta. Dopo essersi introdotti a palazzo, tuttavia Jun scoprì che molti dei suoi amici erano stati torturati ed uccisi tramite la pratica del [[wikipedia:it:Lingchi|lingchi]] su ordine del cugino e successore dell'imperatore Zhengde, Jiajing. Dopo la scoperta, Jun ed il suo Mentore fuggirono dal palazzo imperiale.<ref name="Enciclopedia" /><ref name="Embers">''[[Assassin's Creed: Embers]]''</ref>
   
Crudele ed esaltato, Jiajing nel 1524 fece perseguitare ed eliminare tutti coloro che pensava potessero essere una minaccia per il suo potere. Rappresentando un grande pericolo per il suo operato, gli Assassini furono tra i bersagli della purga ordinata dall'imperatore e furono eliminati. I pochi sopravvissuti furono costretti a nascondersi o fuggire verso occidente.<ref name="Enciclopedia"/>
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Crudele ed esaltato, Jiajing nel 1524 fece perseguitare ed eliminare tutti coloro che pensava potessero essere una minaccia per il suo potere. Rappresentando un grande pericolo per il suo operato, gli Assassini furono tra i bersagli della purga ordinata dall'imperatore e furono eliminati. I pochi sopravvissuti furono costretti a nascondersi o fuggire verso occidente.<ref name="Enciclopedia" />
   
Tra coloro che preferirono fuggire dalla Cina piuttosto che nascondersi vi erano Jun ed il suo Mentore, che decisero di recarsi in Italia per cercare Ezio Auditore da Firenze, il Mentore degli Assassini italiani, nella speranza che conoscesse un modo per aiutarli a rifondare il loro Ordine.<ref name="Enciclopedia"/>
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Tra coloro che preferirono fuggire dalla Cina piuttosto che nascondersi vi erano Jun ed il suo Mentore, che decisero di recarsi in Italia per cercare Ezio Auditore da Firenze, il Mentore degli Assassini italiani, nella speranza che conoscesse un modo per aiutarli a rifondare il loro Ordine.<ref name="Enciclopedia" />
   
 
===Viaggio in Italia===
 
===Viaggio in Italia===
 
{{Dialogo2|Jun|Voglio soltanto capire.|Ezio|Capire che cosa?|Come essere un capo, per rifondare il mio Ordine.|Shao Jun chiede aiuto ad Ezio|Assassin's Creed: Embers}}
 
{{Dialogo2|Jun|Voglio soltanto capire.|Ezio|Capire che cosa?|Come essere un capo, per rifondare il mio Ordine.|Shao Jun chiede aiuto ad Ezio|Assassin's Creed: Embers}}
Nello stesso anno, Jun ed il suo Mentore riuscirono a raggiungere la città italiana di [[Venezia]], dove tuttavia furono catturati da un gruppo di soldati inviati dall'imperatore Jiajing appositamente per fermarli. Il Mentore di Jun si oppose all'arresto e, tenendo impegnati i soldati dell'imperatore in combattimento, al termine del quale trovò poi la morte, permise alla ragazza di sfruttare la confusione per fuggire. Rimasta sola, Jun decise di continuare il viaggio intrapreso e si diresse in [[Toscana]], dove si trovava la villa in cui Ezio Auditore viveva con la famiglia.<ref name="Enciclopedia"/><ref name="Embers"/>
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Nello stesso anno, Jun ed il suo Mentore riuscirono a raggiungere la città italiana di [[Venezia]], dove tuttavia furono catturati da un gruppo di soldati inviati dall'imperatore Jiajing appositamente per fermarli. Il Mentore di Jun si oppose all'arresto e, tenendo impegnati i soldati dell'imperatore in combattimento, al termine del quale trovò poi la morte, permise alla ragazza di sfruttare la confusione per fuggire. Rimasta sola, Jun decise di continuare il viaggio intrapreso e si diresse in [[Toscana]], dove si trovava la villa in cui Ezio Auditore viveva con la famiglia.<ref name="Enciclopedia" /><ref name="Embers" />
   
 
[[File:Ezio blocca Shao Jun.png|thumb|right|250px|L'incontro di Jun con Ezio.]]
 
[[File:Ezio blocca Shao Jun.png|thumb|right|250px|L'incontro di Jun con Ezio.]]
Raggiunta la villa della famiglia Auditore, Jun incontrò [[Flavia Auditore|Flavia]], la primogenita di Ezio, con cui iniziò a parlare. Credendo che la figura incappucciata stesse minacciando la figlia, Ezio tornò di corsa dai campi della villa e bloccò Jun. Dopo aver notato il simbolo degli Assassini sulla collana della giovane, Ezio capì di aver commesso uno sbaglio ed accettò di parlare con lei per capire le sue intenzioni.<ref name="Embers"/>
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Raggiunta la villa della famiglia Auditore, Jun incontrò [[Flavia Auditore|Flavia]], la primogenita di Ezio, con cui iniziò a parlare. Credendo che la figura incappucciata stesse minacciando la figlia, Ezio tornò di corsa dai campi della villa e bloccò Jun. Dopo aver notato il simbolo degli Assassini sulla collana della giovane, Ezio capì di aver commesso uno sbaglio ed accettò di parlare con lei per capire le sue intenzioni.<ref name="Embers" />
   
Quella sera, Ezio e sua moglie [[Sofia Sartor|Sofia]] decisero di ascoltare Jun per comprendere il motivo della sua visita. La giovane chiese così ad Ezio di aiutarla a rifondare il suo Ordine, ormai distrutto a causa della repressione dell'imperatore Jiajing. Tuttavia l'uomo, ormai ritiratosi faticosamente a vita privata, rifiutò di riunirsi all'Ordine degli Assassini e chiese freddamente a Jun di andarsene. Nonostante l'ordine di Ezio, comprendendo le difficoltà affrontate da Jun per giungere fino a lì, Sofia invitò la giovane a rimanere a casa loro almeno il tempo necessario per prepararsi per il viaggio di ritorno.<ref name="Embers"/>
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Quella sera, Ezio e sua moglie [[Sofia Sartor|Sofia]] decisero di ascoltare Jun per comprendere il motivo della sua visita. La giovane chiese così ad Ezio di aiutarla a rifondare il suo Ordine, ormai distrutto a causa della repressione dell'imperatore Jiajing. Tuttavia l'uomo, ormai ritiratosi faticosamente a vita privata, rifiutò di riunirsi all'Ordine degli Assassini e chiese freddamente a Jun di andarsene. Nonostante l'ordine di Ezio, comprendendo le difficoltà affrontate da Jun per giungere fino a lì, Sofia invitò la giovane a rimanere a casa loro almeno il tempo necessario per prepararsi per il viaggio di ritorno.<ref name="Embers" />
   
 
[[File:Shao Jun Ezio parlano fuori dallo studio.png|thumb|left|250px|Jun ascolta Ezio.]]
 
[[File:Shao Jun Ezio parlano fuori dallo studio.png|thumb|left|250px|Jun ascolta Ezio.]]
Il mattino seguente, Jun entrò nello studio privato di Ezio, dove lesse alcuni degli scritti che l'uomo aveva lasciato sul suo scrittoio. Vedendo la ragazza curiosare nel suo studio, Ezio si adirò con Jun e le ordinò di uscire dalla stanza. Poi, fuori dalla villa, Ezio chiese nuovamente a Jun di andarsene, aggiungendo che aveva solamente perso del tempo nel cercarlo. Tuttavia, Jun rispose recitando un passo di ciò che aveva appena letto nello studio di Ezio, aggiungendo che aveva solamente intenzione di capire come rifondare il suo Ordine, proprio come l'uomo aveva fatto anni prima in Italia. Comprendendo le nobili intenzioni di Jun e riflettendo sulle sue azioni, Ezio accettò di provare ad aiutare la ragazza nella sua missione e le offrì di restare alla villa per aiutarlo nella vendemmia.<ref name="Embers"/>
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Il mattino seguente, Jun entrò nello studio privato di Ezio, dove lesse alcuni degli scritti che l'uomo aveva lasciato sul suo scrittoio. Vedendo la ragazza curiosare nel suo studio, Ezio si adirò con Jun e le ordinò di uscire dalla stanza. Poi, fuori dalla villa, Ezio chiese nuovamente a Jun di andarsene, aggiungendo che aveva solamente perso del tempo nel cercarlo. Tuttavia, Jun rispose recitando un passo di ciò che aveva appena letto nello studio di Ezio, aggiungendo che aveva solamente intenzione di capire come rifondare il suo Ordine, proprio come l'uomo aveva fatto anni prima in Italia. Comprendendo le nobili intenzioni di Jun e riflettendo sulle sue azioni, Ezio accettò di provare ad aiutare la ragazza nella sua missione e le offrì di restare alla villa per aiutarlo nella vendemmia.<ref name="Embers" />
   
 
[[File:Shao Jun Ezio parlano Firenze.png|thumb|right|250px|Jun ed Ezio a Firenze.]]
 
[[File:Shao Jun Ezio parlano Firenze.png|thumb|right|250px|Jun ed Ezio a Firenze.]]
Un giorno, Jun accompagnò Ezio a [[Firenze]] per compiere delle commissioni. Seduti su una panchina in [[Piazza della Signoria]], Ezio raccontò alla ragazza della [[Esecuzione della famiglia Auditore|esecuzione]] dei suoi familiari, spiegandole che la vita di un vero Assassino è composta da dolore e sofferenze. Poco dopo, mentre erano diretti al loro carro, i due furono attaccati in un vicolo di Firenze da un soldato inviato dall'imperatore Jiajing. Dopo aver sconfitto ed assassinato l'uomo, Jun ed Ezio fecero velocemente ritorno al loro carro, con il quale lasciarono la città.<ref name="Embers"/>
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Un giorno, Jun accompagnò Ezio a [[Firenze]] per compiere delle commissioni. Seduti su una panchina in [[Piazza della Signoria]], Ezio raccontò alla ragazza della [[Esecuzione della famiglia Auditore|esecuzione]] dei suoi familiari, spiegandole che la vita di un vero Assassino è composta da dolore e sofferenze. Poco dopo, mentre erano diretti al loro carro, i due furono attaccati in un vicolo di Firenze da un soldato inviato dall'imperatore Jiajing. Dopo aver sconfitto ed assassinato l'uomo, Jun ed Ezio fecero velocemente ritorno al loro carro, con il quale lasciarono la città.<ref name="Embers" />
   
Durante il viaggio verso la villa, Jun espose ad Ezio la sua situazione, raccontandogli del declino del suo Ordine e del fatto che i soldati dell'imperatore Jiajing la avevano seguita fino in Italia. Tornato a casa, Ezio chiese a Sofia di recarsi con i figli a casa di [[Niccolò Machiavelli]], dove sarebbero stati al sicuro, sospettando che i soldati avrebbero seguito Jun fino alla villa.<ref name="Embers"/>
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Durante il viaggio verso la villa, Jun espose ad Ezio la sua situazione, raccontandogli del declino del suo Ordine e del fatto che i soldati dell'imperatore Jiajing la avevano seguita fino in Italia. Tornato a casa, Ezio chiese a Sofia di recarsi con i figli a casa di [[Niccolò Machiavelli]], dove sarebbero stati al sicuro, sospettando che i soldati avrebbero seguito Jun fino alla villa.<ref name="Embers" />
   
Quella stessa sera, Ezio spiegò a Jun come fosse riuscito a sconfiggere la [[famiglia Borgia]] e di come aveva riformato l'Ordine attraverso l'insegnamento della fraternità e dell'amore, prima a [[Roma]] e poi a [[Costantinopoli]]. Dopo aver compreso le parole dell'uomo, Jun andò a riposare nella sua stanza, mentre Ezio rimase di guardia nel salone.<ref name="Embers"/>
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Quella stessa sera, Ezio spiegò a Jun come fosse riuscito a sconfiggere la [[famiglia Borgia]] e di come aveva riformato l'Ordine attraverso l'insegnamento della fraternità e dell'amore, prima a [[Roma]] e poi a [[Costantinopoli]]. Dopo aver compreso le parole dell'uomo, Jun andò a riposare nella sua stanza, mentre Ezio rimase di guardia nel salone.<ref name="Embers" />
   
Poco dopo, la villa di Ezio fu invasa dai soldati dell'imperatore Jiajing, intenzionati ad eliminare Shao Jun. Nonostante l'età avanzata, Ezio riuscì a respingere gli attacchi dei nemici insieme a Jun, salvando anche la ragazza dal colpo di una sorta di cannone portatile sparato da un soldato pesantemente armato. Per evitare un secondo attacco proveniente dalla devastante arma imbracciata dal soldato, Ezio e Jun uscirono dalla villa saltando da una delle finestre del secondo piano. L'ultimo soldato rimasto in vita seguì i due Assassini all'esterno e schiantò contro un albero Ezio, che riuscì tuttavia ad ucciderlo con una mazza di ferro utilizzata come una spada.<ref name="Embers"/>
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Poco dopo, la villa di Ezio fu invasa dai soldati dell'imperatore Jiajing, intenzionati ad eliminare Shao Jun. Nonostante l'età avanzata, Ezio riuscì a respingere gli attacchi dei nemici insieme a Jun, salvando anche la ragazza dal colpo di una sorta di cannone portatile sparato da un soldato pesantemente armato. Per evitare un secondo attacco proveniente dalla devastante arma imbracciata dal soldato, Ezio e Jun uscirono dalla villa saltando da una delle finestre del secondo piano. L'ultimo soldato rimasto in vita seguì i due Assassini all'esterno e schiantò contro un albero Ezio, che riuscì tuttavia ad ucciderlo con una mazza di ferro utilizzata come una spada.<ref name="Embers" />
   
 
[[File:Ezio dona scrigno a Shao Jun.png|thumb|right|250px|Ezio dona a Jun lo scrigno.]]
 
[[File:Ezio dona scrigno a Shao Jun.png|thumb|right|250px|Ezio dona a Jun lo scrigno.]]
Con rinnovato determinazione, il mattino seguente Shao Jun si preparò per il viaggio di ritorno. All'affermazione di Ezio riguardante la lunghezza del viaggio, Jun rispose che lo avrebbe vissuto come l'opportunità di vedere numerose cose durante il suo corso. Successivamente, la ragazza ringraziò per l'aiuto offertole Ezio, che le donò un piccolo scrigno contenente qualcosa che avrebbe potuto aiutarla in futuro, aggiungendo di aprirlo solo nel caso avesse smarrito la sua strada. Subito dopo, Jun partì per il viaggio di ritorno, poco prima che dei soldati a cavallo raggiungessero la villa di Ezio.<ref name="Embers"/>
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Con rinnovato determinazione, il mattino seguente Shao Jun si preparò per il viaggio di ritorno. All'affermazione di Ezio riguardante la lunghezza del viaggio, Jun rispose che lo avrebbe vissuto come l'opportunità di vedere numerose cose durante il suo corso. Successivamente, la ragazza ringraziò per l'aiuto offertole Ezio, che le donò un piccolo scrigno contenente qualcosa che avrebbe potuto aiutarla in futuro, aggiungendo di aprirlo solo nel caso avesse smarrito la sua strada. Subito dopo, Jun partì per il viaggio di ritorno, poco prima che dei soldati a cavallo raggiungessero la villa di Ezio.<ref name="Embers" />
   
 
===Ultimi anni===
 
===Ultimi anni===
 
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Poco si sa di ciò che accadde a Shao Jun dopo la visita ad Ezio Auditore. Certo è che tornò a Pechino, dove braccò i più importanti Templari della zona, ricostruendo il ramo cinese dell'Ordine degli Assassini.<ref name="ACChina>''[[Assassin's Creed: Chronicles China]]''</ref>
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Poco si sa di ciò che accadde a Shao Jun dopo la visita ad Ezio Auditore. Certo è che tornò a Pechino, dove braccò i più importanti Templari della zona, ricostruendo il ramo cinese dell'Ordine degli Assassini.<nowiki><ref name="ACChina></nowiki>''[[Assassin's Creed: Chronicles China]]''<nowiki></ref></nowiki>
   
 
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Si dedicò anche alla progettazione di nuove armi ed attrezzi utili ai membri dell'Ordine degli Assassini, come lo [[Dardo da corda|sheng biao]]. Quest'arma, utilizzata secoli dopo anche dagli Assassini [[Edward Kenway]] e [[Ratonhnhaké:ton]], permetteva di impiccare i nemici su oggetti orizzontali, come i rami degli alberi, o di farli cadere dopo averli agganciati per le gambe.<ref>''[[Assassin's Creed III]]''</ref>

Revisione delle 08:28, apr 25, 2015

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"Io sono la lama nell'ombra"
―Shao Jun[src]

Shao Jun (1505 - ?) è stata un membro del ramo cinese dell'Ordine degli Assassini durante il Rinascimento. Nata come concubina dell'imperatore Zhengde, dopo la morte dell'uomo venne salvata dagli Assassini, al cui servizio Shao Jun dedicò poi il resto della sua vita.

Nel 1524, il successore di Zhengde, l'imperatore Jiajing, ordinò il bando e l'eliminazione di tutti i suoi oppositori, tra i quali i membri dell'Ordine degli Assassini. Dopo il declino del loro ramo dell'Ordine, Shao Jun ed il suo Mentore partirono per l'Italia per chiedere l'aiuto del Mentore degli Assassini italiani, Ezio Auditore da Firenze.

Biografia

Giovinezza

"Io sono nata concubina, ma il mio Mentore mi liberò quando ero giovane."
―Shao Jun sulla sua giovinezza[src]

Shao Jun nacque in condizioni di prigionia reale in Cina sotto il dominio del debole imperatore Zhengde, decimo imperatore della dinastia Ming.[1]

Zhengde, noto per la sua indole infantile, per la sua mancanza di interesse per le questioni urgenti riguardanti lo stato e per la condotta di vita dedita al lusso, ebbe una grande considerazione per Shao Jun, che inserì tra le sue concubine già prima che la giovane ebbe raggiunto l'adolescenza. Per circa dieci anni, Jun servì l'imperatore come concubina, accompagnandolo per i suoi viaggi in luoghi lontani ed esotici, per cui Zhengde provava una certa passione. Sebbene solo una concubina, quindi, grazie a tali interessi dell'imperatore, Jun ebbe la possibilità di visitare molti più luoghi e di conoscere più personaggi stranieri di quanto potessero fare molti uomini liberi del suo tempo.[1]

Tuttavia, dopo la morte di Zhengde, avvenuta nell'aprile del 1521, la Cina cadde nel caos provocato dalla lotta per la successione al trono. Fu durante questo periodo caotico che Jun entrò in contatto con l'Ordine degli Assassini; un giorno, i membri dell'Ordine penetrarono nel palazzo imperiale e liberarono la ragazza insieme ad altre concubine. Grata verso coloro che la avevano liberata, Jun si dedicò fin dai suoi primi anni di libertà al servizio dell'Ordine degli Assassini, addestrandosi per diventarne un membro.[1]

Declino dell'Ordine

Alcuni anni dopo la sua fuga, Jun ed il suo Mentore decisero di fare ritorno al palazzo imperiale per liberare le altre concubine con cui la ragazza era cresciuta. Dopo essersi introdotti a palazzo, tuttavia Jun scoprì che molti dei suoi amici erano stati torturati ed uccisi tramite la pratica del lingchi su ordine del cugino e successore dell'imperatore Zhengde, Jiajing. Dopo la scoperta, Jun ed il suo Mentore fuggirono dal palazzo imperiale.[1][2]

Crudele ed esaltato, Jiajing nel 1524 fece perseguitare ed eliminare tutti coloro che pensava potessero essere una minaccia per il suo potere. Rappresentando un grande pericolo per il suo operato, gli Assassini furono tra i bersagli della purga ordinata dall'imperatore e furono eliminati. I pochi sopravvissuti furono costretti a nascondersi o fuggire verso occidente.[1]

Tra coloro che preferirono fuggire dalla Cina piuttosto che nascondersi vi erano Jun ed il suo Mentore, che decisero di recarsi in Italia per cercare Ezio Auditore da Firenze, il Mentore degli Assassini italiani, nella speranza che conoscesse un modo per aiutarli a rifondare il loro Ordine.[1]

Viaggio in Italia

Jun: Voglio soltanto capire.
Ezio: Capire che cosa?
Jun: Come essere un capo, per rifondare il mio Ordine.
—Shao Jun chiede aiuto ad Ezio[src]

Nello stesso anno, Jun ed il suo Mentore riuscirono a raggiungere la città italiana di Venezia, dove tuttavia furono catturati da un gruppo di soldati inviati dall'imperatore Jiajing appositamente per fermarli. Il Mentore di Jun si oppose all'arresto e, tenendo impegnati i soldati dell'imperatore in combattimento, al termine del quale trovò poi la morte, permise alla ragazza di sfruttare la confusione per fuggire. Rimasta sola, Jun decise di continuare il viaggio intrapreso e si diresse in Toscana, dove si trovava la villa in cui Ezio Auditore viveva con la famiglia.[1][2]

Ezio blocca Shao Jun

L'incontro di Jun con Ezio.

Raggiunta la villa della famiglia Auditore, Jun incontrò Flavia, la primogenita di Ezio, con cui iniziò a parlare. Credendo che la figura incappucciata stesse minacciando la figlia, Ezio tornò di corsa dai campi della villa e bloccò Jun. Dopo aver notato il simbolo degli Assassini sulla collana della giovane, Ezio capì di aver commesso uno sbaglio ed accettò di parlare con lei per capire le sue intenzioni.[2]

Quella sera, Ezio e sua moglie Sofia decisero di ascoltare Jun per comprendere il motivo della sua visita. La giovane chiese così ad Ezio di aiutarla a rifondare il suo Ordine, ormai distrutto a causa della repressione dell'imperatore Jiajing. Tuttavia l'uomo, ormai ritiratosi faticosamente a vita privata, rifiutò di riunirsi all'Ordine degli Assassini e chiese freddamente a Jun di andarsene. Nonostante l'ordine di Ezio, comprendendo le difficoltà affrontate da Jun per giungere fino a lì, Sofia invitò la giovane a rimanere a casa loro almeno il tempo necessario per prepararsi per il viaggio di ritorno.[2]

Shao Jun Ezio parlano fuori dallo studio

Jun ascolta Ezio.

Il mattino seguente, Jun entrò nello studio privato di Ezio, dove lesse alcuni degli scritti che l'uomo aveva lasciato sul suo scrittoio. Vedendo la ragazza curiosare nel suo studio, Ezio si adirò con Jun e le ordinò di uscire dalla stanza. Poi, fuori dalla villa, Ezio chiese nuovamente a Jun di andarsene, aggiungendo che aveva solamente perso del tempo nel cercarlo. Tuttavia, Jun rispose recitando un passo di ciò che aveva appena letto nello studio di Ezio, aggiungendo che aveva solamente intenzione di capire come rifondare il suo Ordine, proprio come l'uomo aveva fatto anni prima in Italia. Comprendendo le nobili intenzioni di Jun e riflettendo sulle sue azioni, Ezio accettò di provare ad aiutare la ragazza nella sua missione e le offrì di restare alla villa per aiutarlo nella vendemmia.[2]

Shao Jun Ezio parlano Firenze

Jun ed Ezio a Firenze.

Un giorno, Jun accompagnò Ezio a Firenze per compiere delle commissioni. Seduti su una panchina in Piazza della Signoria, Ezio raccontò alla ragazza della esecuzione dei suoi familiari, spiegandole che la vita di un vero Assassino è composta da dolore e sofferenze. Poco dopo, mentre erano diretti al loro carro, i due furono attaccati in un vicolo di Firenze da un soldato inviato dall'imperatore Jiajing. Dopo aver sconfitto ed assassinato l'uomo, Jun ed Ezio fecero velocemente ritorno al loro carro, con il quale lasciarono la città.[2]

Durante il viaggio verso la villa, Jun espose ad Ezio la sua situazione, raccontandogli del declino del suo Ordine e del fatto che i soldati dell'imperatore Jiajing la avevano seguita fino in Italia. Tornato a casa, Ezio chiese a Sofia di recarsi con i figli a casa di Niccolò Machiavelli, dove sarebbero stati al sicuro, sospettando che i soldati avrebbero seguito Jun fino alla villa.[2]

Quella stessa sera, Ezio spiegò a Jun come fosse riuscito a sconfiggere la famiglia Borgia e di come aveva riformato l'Ordine attraverso l'insegnamento della fraternità e dell'amore, prima a Roma e poi a Costantinopoli. Dopo aver compreso le parole dell'uomo, Jun andò a riposare nella sua stanza, mentre Ezio rimase di guardia nel salone.[2]

Poco dopo, la villa di Ezio fu invasa dai soldati dell'imperatore Jiajing, intenzionati ad eliminare Shao Jun. Nonostante l'età avanzata, Ezio riuscì a respingere gli attacchi dei nemici insieme a Jun, salvando anche la ragazza dal colpo di una sorta di cannone portatile sparato da un soldato pesantemente armato. Per evitare un secondo attacco proveniente dalla devastante arma imbracciata dal soldato, Ezio e Jun uscirono dalla villa saltando da una delle finestre del secondo piano. L'ultimo soldato rimasto in vita seguì i due Assassini all'esterno e schiantò contro un albero Ezio, che riuscì tuttavia ad ucciderlo con una mazza di ferro utilizzata come una spada.[2]

Ezio dona scrigno a Shao Jun

Ezio dona a Jun lo scrigno.

Con rinnovato determinazione, il mattino seguente Shao Jun si preparò per il viaggio di ritorno. All'affermazione di Ezio riguardante la lunghezza del viaggio, Jun rispose che lo avrebbe vissuto come l'opportunità di vedere numerose cose durante il suo corso. Successivamente, la ragazza ringraziò per l'aiuto offertole Ezio, che le donò un piccolo scrigno contenente qualcosa che avrebbe potuto aiutarla in futuro, aggiungendo di aprirlo solo nel caso avesse smarrito la sua strada. Subito dopo, Jun partì per il viaggio di ritorno, poco prima che dei soldati a cavallo raggiungessero la villa di Ezio.[2]

Ultimi anni

"Uno sheng biao, o dardo da corda, se preferisci. Uno dei molti progetti lasciati da Shao Jun."
―Achille Davenport mostra il dardo da corda al suo allievo Ratonhnhaké:ton[src]

Poco si sa di ciò che accadde a Shao Jun dopo la visita ad Ezio Auditore. Certo è che tornò a Pechino, dove braccò i più importanti Templari della zona, ricostruendo il ramo cinese dell'Ordine degli Assassini.<ref name="ACChina>Assassin's Creed: Chronicles China</ref>

Si dedicò anche alla progettazione di nuove armi ed attrezzi utili ai membri dell'Ordine degli Assassini, come lo sheng biao. Quest'arma, utilizzata secoli dopo anche dagli Assassini Edward Kenway e Ratonhnhaké:ton, permetteva di impiccare i nemici su oggetti orizzontali, come i rami degli alberi, o di farli cadere dopo averli agganciati per le gambe.[3]

Caratteristiche e personalità

"Io voglio capire, come voi. Aiutare la mia gente."
―Shao Jun parlando con Ezio[src]
Shao Jun tetto villa

Jun di guardia sul tetto della villa in Toscana di Ezio.

A causa della mancanza di una famiglia di appartenenza, Shao Jun si legò profondamente agli Assassini, che la avevano aiutata a fuggire dal palazzo imperiale. Probabilmente per lo stesso motivo, la ragazza decise di unirsi all'Ordine, a cui dedicò poi anche il resto della sua vita.[2]

L'amore per l'Ordine degli Assassini, che rappresentò la sua unica famiglia, la portò a compiere un lungo viaggio per cercare di aiutarlo a rinascere dopo la repressione attuata ai suoi danni dall'imperatore Jiajing. Il desiderio di aiutare il suo Ordine la condusse tuttavia ad una quasi disperata ricerca di conoscenza ed informazioni, che la portò anche ad introdursi nello studio privato di Ezio Auditore per ottenerle.[2]

Durante il suo viaggio in Italia, si dimostrò essere una donna sempre vigile e pronta a rispondere ad un eventuale attacco delle guardie imperiali inviate da Jiajing, che sapeva la stavano cercando.[2]

Abilità ed equipaggiamento

Shao Jun lama nascosta

Jun utilizza la sua lama nascosta.

L'arma preferita di Shao Jun era un jian, che era solita portare in una apposita guaina appesa dietro la schiena. Portava inoltre con sé diversi aghi da lancio, che nascondeva sotto i bracciali.[2]

Sebbene non portasse la classica lama celata degli Assassini, Jun era equipaggiata con una speciale lama nascosta sotto lo stivale destro, che utilizzava in combinazione con la sua profonda conoscenza delle arti marziali tradizionali cinesi. Questa sua abilità rendeva Shao Jun una combattente agile e versatile, in grado di combattere sia in scontri armati che a mani nude.[2]

Curiosità

  • Il cognome di Shao, Jun, in Assassin's Creed: Embers viene erroneamente pronunciato "yoon", mentre la corretta pronuncia in cinese mandarino è approssimativamente "joon". L'errore è stata successivamente corretto in Assassin's Creed III, in cui Achille Davenport pronuncia il nome dell'Assassina nella maniera appropriata.
  • L'enciclopedia ufficiale di Assassin's Creed afferma che Shao Jun incontra Ezio a Firenze, mentre in Assassin's Creed: Embers si vede che incontra l'Assassino nella sua villa situata nella campagna toscana.
  • Repliche della collana indossata da Shao Jun possono essere acquistate presso UbiWorkshop per 24.99 dollari statunitensi.

Galleria

Note

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