Lo scettro papale è stato un frutto dell'Eden in grado di controllare la mente e di creare illusioni. Se accoppiato con una mela dell'Eden, i suoi poteri venivano potenziati e poteva aprire l'entrata alla cripta Vaticana.
Uno dei tanti bastoni dell'Eden creati dagli Isu, lo scettro papale accompagnò i pontificati di diversi papi, i quali sfruttarono lo scettro per esercitare la loro volontà sulla chiesa cristiana fino a quando il manufatto non si perse nel 1499.
Possessori[]
- Isu (? - ?)
- Giovanni Battista (29[1] - 30 d.C.)
- San Pietro (30 - 67 d.C.)
- Alessandro VI (1492 - 1499)
- Ezio Auditore da Firenze (1499)
Poteri[]
Progettato per controllare le menti e i corpi degli uomini, lo scettro papale era dotato di una culla sulla testa che gli permetteva di mettervi una mela dell'Eden, al fine di migliorare i suoi effetti nel controllo della mente. Inoltre, la combinazione dei due frutti dell'Eden poteva essere utilizzata per aprire la porta alla cripta Vaticana, una piccola cripta costruita dagli Isu posta sotto l'antica basilica di San Pietro, a Roma.[2]
L'estremità inferiore del bastone era affilata e poteva essere brandita come una lancia in un combattimento corpo a corpo. Il manufatto concedeva inoltre al suo possessore la capacità di rendersi invisibile e l'abilità di levitazione; anche se rimane sconosciuto se si trattasse di effetti fisici o semplicemente di manipolazioni delle percezioni degli spettatori.[2]
Storia[]
Giovanni Battista usò lo scettro per stabilire il suo ministero; dopo la sua morte, il manufatto finì tra le mani del primo apostolo di Gesù, Pietro, che contribuì alla diffusione del cristianesimo e riconosciuto dalla chiesa cattolica come il primo papa.[3] Ciò, porta a presumere che nel corso dei successivi quattordici secoli, lo scettro papale fosse passato tra le mani dei numerosi papi che sedevano al soglio pontificio finché non passò tra le mani di Rodrigo Borgia, salito al soglio come papa Alessandro VI nel 1492, che usò lo scettro per ottenere l'accesso alla cripta Vaticana.[4]
Il 20 dicembre 1499, l'Assassino italiano Ezio Auditore da Firenze si infiltrò nella cappella Sistina per affrontare Rodrigo e ne seguì uno scontro, durante il quale Rodrigo brandì lo scettro come una lancia contro Ezio. Alla fine, l'Assassino sconfisse il papa e usò il bastone combinato con la mela per entrare nella cripta.[2]
Quando uscì dalla cripta, Ezio cercò di rimuovere lo scettro dal pavimento al centro dell'anticamera della cripta in cui era custodita. Così facendo, Ezio attivò un macchinario che fece sprofondare lo scettro sottoterra, nonostante i suoi sforzi per recuperarlo.[5]
Galleria[]
Apparizioni[]
- Assassin's Creed II
- Assassin's Creed: Brotherhood
- Assassin's Creed: Forgotten Temple (cameo)
Fonti[]
- ↑ Luca 3:1-2 stabilisce che il ministero di Giovanni Battista iniziò nel quindicesimo anno del regno di Tiberio circa
- ↑ 2,0 2,1 2,2 Assassin's Creed II - Nella tana del lupo
- ↑ Assassin's Creed II - Glifo 5: "Strumenti del potere"
- ↑ Assassin's Creed II
- ↑ Assassin's Creed: Brotherhood - Ite missa est
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