Assassin's Creed Wiki
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"Abbiamo una missione per te. Devi farla per la nostra causa."
―Al Mualim ad Altaïr dopo l'assalto al villaggio, 1190[src]

La ricerca del Calice è stata una missione assegnata al Maestro Assassino Altaïr Ibn-La'Ahad nel 1190, in cui venne incaricato di cercare il Calice, originariamente un antico manufatto che si diceva avesse il potere di unire le diverse fazioni in guerra e nascosto all'interno del tempio del Deserto. La rivelazione della reale natura del Calice come una donna di nome Adha, evolse la sua ricerca in una missione di salvataggio e, alla fine, in un tentativo fallito per Altaïr di disertare dagli Assassini e vivere una nuova vita con Adha lontano dal caos.

Quando Altaïr incontrò Al Mualim, il Mentore della Confraternita, venne informato che i Templari già possedevano il Calice ed era suo compito rubarglielo dovunque essi lo nascondessero. Tuttavia, dopo aver appreso dal mercante Templare Tamir che il Calice era nascosto all'interno del tempio del Deserto, l'impegno che i Templari ebbero per entrare in quel posto implicava che non avevano ancora preso il manufatto. Per accedere al tempio necessitavano tre chiavi apposite con l'aggiunta di una mappa che mostrava la sua posizione e tali oggetti divennero punti focali nello scontro tra gli assassini e Templari. Dopo aver acquisito le prime due chiavi dalla ballerina athingana Fajera e da un vecchio imprigionato all'ospedale Templare a Tiro. Altaïr rubò la terza e ultima chiave direttamente dal leader Templare Lord Basilisk a Gerusalemme. Con le chiavi al sicuro, Altaïr prese, alla fine, d'assalto la torre di Gerusalemme per recuperare la mappa, uccidendo metà della sua guarnigione ed il suo comandante, il maestro della Torre.

Nonostante il suo largo successo, il suo arrivo al tempio del Deserto non significò la fine della sua missione, anzi, non solo Basilisk e i suoi uomini riuscirono ad entrare prima di lui e ad occupare il tempio sebbene avessero perso le chiavi e la mappa, ma il Calice non era nemmeno all'interno del tempio. Inoltre, Basilisk sorprese l'Assassino con la rivelazione sul Calice che non era un oggetto, ma una donna, che Altaïr riconoscerà più tardi nella sua amica, Adha.

Lasciato a morire in un'imboscata degli uomini di Basilisk, Altaïr riuscì a fuggire sia dall'imboscata sia dalla successiva tempesta di sabbia che ingoiò il tempio e diede la caccia a si mise all'inseguimento di Basilisk a Tiro. Qui, Basilisk, sconfitto in duello da Altaïr, convinse quest'ultimo a risparmiargli la vita dandogli la reale posizione del Calice e un complotto dei crociati di avvelenare la popolazione di Acri. Non avendo altra scelta, Altaïr diede la priorità nel salvare la popolazione di Acri, riuscendo comunque a ritornare a Gerusalemme appena in tempo per salvare Adha dalla cattura dei Templari.

Quando Adha rivelò che Harash, secondo in comando nella Confraternita, era diventato una spia Templare, Altaïr decise di ucciderlo prima di disertare dagli Assassini per vivere una vita normale con Adha. Anche se l'assassinio di Harash fu un successo, la sua amata venne catturata di nuovo dai templari. Questa volta, Altaïr non riuscì a salvarla nonostante uccise Basilisk una volta per tutte e successivamente Adha venne giustiziata dai templari una volta che perse qualsiasi valore per loro.

Ritorno ad Aleppo[]

Massacro al villaggio[]

Altaïr: Cos'è successo?
Assassino: Il villaggio... ci stanno attaccando!
Altaïr: Chi sta attaccando il villaggio?
Assassino: I Temp... Templari...
—Altaïr parla con un Assassino morente, 1190[src]

Dopo aver completato un recente incarico, il Maestro Assassino Altaïr Ibn-La'Ahad fece ritorno alla cittadella degli Assassini ad Aleppo. Durante il viaggio, Altaïr attraversò un piccolo insediamento, sollevato dall'idea di riposarsi dopo l'arduo viaggio. Qui, si mosse con cautela per non attirare l'attenzione delle guardie cittadine, poiché l'insediamento era sotto il controllo dei crociati, rappresentati dai Cavalieri Templari. Quando arrivò all'estremità dell'insediamento si trovò le porte della città erano chiuse. Setacciando nelle vicinanze, Altaïr individuò un mercante impegnato in una conversazione con un'altra persona. Presumendo che il commerciante avesse libero accesso in città, gli rubò una chiave dalla borsa e la usò per aprire le porte.[1]

Avvicinandosi ad Aleppo, Altaïr si sorprese di vedere in lontananza fuoco e fumo che uscivano dal villaggio prima di Aleppo. Durante il tragitto, incontrò un suo compagno Assassino ferito a morte che lo informò che i Templari avevano attaccato il villaggio. Prima di esalare l'ultimo respiro, diede la sua spada ad Altaïr chiedendogli di vendicarli.[1]

Altaïr raggiunse il villaggio, ma arrivò troppo tardi trovando quasi tutta la sua popolazione uccisa dai Templari, intenti ad uccidere gli ultimi sopravvissuti e a radere il suolo il villaggio. I Templari, non aspettandosi dei sopravvissuti, furono colti di sorpresa dall'improvviso arrivo di Altaïr, il quale iniziò ad uccidere tutti i soldati che trovava.[1]

Addentrandosi sempre più nel villaggio, Altaïr fu costretto a salire sui tetti per trovare una via tra le rovine in fiamme. Lì, individuò un balestriere e gli chiese il motivo per cui erano al villaggio. Tuttavia, il Templare dichiarò con decisione che preferiva morire piuttosto che parlare con lui. Allora, Altaïr iniziò a fargli pressione in determinati punti della schiena per costringerlo a parlare, riuscendoci. Il balestrieri gli rivelò quel poco che sapeva, cioé che il loro capitano stava obbedendo agli ordini di Lord Basilisk trovando per lui un uomo di suo interesse. Alla fine dell'interrogatorio, il balestriere morì per le ferite, mentre Altaïr continuava il suo cammino uccidendo tutti i cavalieri che incontrava.[1]

Alle porte del villaggio, Altaïr trovò il comandante del distaccamento Templare. Non essendo stato ancora individuato, decise di cogliere questa opportunità e assassinò con la lama celata il comandante, salvando la vita ad una donna nascosta lì vicino. La donna espresse sollievo e gratitudine per l'arrivo di Altaïr e lo esortò ad arrivare il prima possibile ad Aleppo per avvertire il Mentore Al Mualim dell'attacco.[1]

La missione[]

"Un oggetto di tale potere deve essere tenuto lontano dalle mani degli uomini. Altaïr, devi trovarlo e riportarlo qui."
―Al Mualim assegna ad Altaïr la sua nuova missione, 1190[src]

Raggiunta la cittadella, Altaïr si precipitò nello studio di Al Mualim, dove gli riferì dell'attacco al villaggio. Anche se Al Mualim lo rassicurò che se ne stavano già occupando, con grande rammarico informò Altaïr che i Templari erano riusciti ad uccidere l'uomo a cui davano la caccia, un Assassino che possedeva informazioni vitali su una reliquia nota come il Calice. Si diceva che questa antica reliquia, in possesso dei Templari, avesse il potere di unire le diverse fazioni in guerra. Affermando che questo oggetto doveva essere tenuto nascosto lontano dalle mani degli uomini, Al Mualim ordinò ad Altaïr di recuperare il Calice per gli Assassini prima che i Templari potessero abusarne.[1]

Damasco[]

La prova del Rafiq[]

Altaïr: Vecchio! Ho un messaggio per te! Il sogno di un gatto è ricco di topi.
Rafik: Non qui, folle! Signore, vogliate scusarmi!
―Altaïr incontra Rafik a Damasco, 1190[src]

Rafik e Altaïr parlano.

Arrivato a Damasco, Altaïr individua il Custode degli Assassini locale, un mercante di nome Rafik intento a vendere della seta a un gruppo di donne. Altaïr si avvicinò a Rafik incautamente e irrispettosamente lo chiamò vecchio mentre pronunciava la frase di riconoscimento degli Assassini di fronte ai clienti. Rimproverando Altaïr, Rafik si scusò con i suoi clienti e accompagnò l'Assassino nel suo negozio.[2]

All'interno del suo negozio, Rafik iniziò il suo discorso di rimprovero ad Altaïr, arrabbiandosi per sua indiscrezione e anche per la sua mancanza di rispetto. Ciò, lo portò a dubitare delle capacità del giovane Assassino e lo ritenne, secondo le sue parole, un "giovane arrogante". Rafik, allora, assegnò ad Altaïr un compito per mettere alla prova le sue abilità. Gli ordinò di uccidere un uomo in fondo alla strada di fronte alle porte e di incontrarlo più avanti.[2]

Con il nuovo compito assegnatogli, Altaïr corse sui tetti per avvicinarsi all'uomo furtivamente dall'alto. Arrivato nelle vicinanze delle porte, Altaïr individuò facilmente il suo bersaglio da solo in strada, tuttavia dovette interrompere il suo tentativo di assassinio, in quanto vide un arciere su un tetto lì vicino che avrebbe potuto individuarlo. Quindi, furtivamente lo uccise. Ora che aveva un'opportunità, Altaïr scese in strada alle spalle del suo bersaglio e gli affondò la lama celata sul collo, uccidendolo. A missione compiuta, fuggì dall'area proprio mentre le guardie rilevarono il suo assassinio.[2]

Sebbene Altaïr avesse avvertito le guardie, riuscì lo stesso ad impressionare Rafik, che convinto di averlo giudicato male, lo accolse nella dimora degli Assassini per discutere della missione che Altaïr aveva ricevuto da Al Mualim.[2]

La fine del mercante[]

Tamir: I miei magnifici tappetti! Gli argenti di Venezia! Tutto perso!
Altaïr: Puoi sempre ricomprare tutto.
Tamir: Cosa... Chi va là?
—Tamir e Altaïr si incontrano per la prima volta, 1190[src]

All'interno della dimora, Altaïr parlò al Rafik dell'obiettivo della sua missione: recuperare il manufatto noto come il Calice. Rafik non rimase stupito, poiché Altaïr non era il primo Assassino che Al Mualim incaricò di trovare il manufatto, ma lo avvertì, che sui tre Assassini assegnati alla missione, solo l'Assassino ucciso nei pressi di Aleppo era riuscito a scoprire delle informazioni utili, gli altri due, invece, tornarono a mani vuote.[2]

Per aiutare Altaïr, Rafik lo informò che un ricco mercante di nome Tamir era recentemente arrivato in città. Un uomo che aveva stretto forti legami con i Templari e ,quindi, potrebbe essere a conoscenza del Calice. Tuttavia, dovette avvertirlo che la residenza di Tamir era ben sorvegliata, spingendo Altaïr a chiedere se ci fosse un altro modo per accedervi di nascosto. Complimentandosi per la sua intuizione, Rafik gli consigliò di cercare Misbah, un uomo che aveva stretto affari con Tamir, a via Lowend e gli fornì un gancio.[2]

A via Lowend, nel distretto povero, Altaïr scoprì che il gancio era molto utile per spostarsi tra gli edifici dei bassifondi. Dopo esser entrato in un edificio chiuso a chiave rubando la chiave ad una guardia della torre di guardia, Altaïr riuscì ad individuare Misbah in un mercato. Affrontando Misbah cercando di convincerlo che un amico lo avesse mandato da lui, Altaïr fu costretto a fargli pressione in punti della schiena dopo che fallì a parlargli inizialmente, in quanto Misbah dubitando dello sconosciuto gli chiese chi fosse.[2]

Misbah appeso ad una corda.

Prima che Misbah potesse arrendersi ad Altaïr, le guardie videro le azioni dell'Assassino e tentarono di arrestarlo. Tuttavia, Altaïr rifiutò e diede inizio al combattimento, dove uccise le guardie. Intanto, Misbah cercò di scappare dato che il suo aggressore era distratto, ma quest'ultimo, dopo il combattimento, riuscì facilmente a dipanare la distanza grazie alla sua agilità. Misbah, alla fine salì su un edificio di quattro piani in rovina e quando cercò di camminare su una trave stretta, essa crollò sotto i suoi piedi, costringendolo a tenersi su una corda per non cadere. A causa della paura dell'altezza, Misbah implorò Altaïr di aiutarlo, il quale avrebbe accettato se lo avesse aiutato ad entrare nella casa di Tamir. Misbah affermò di non sapere nulla, ma dopo un ulteriore intimidazione di Altaïr, dovette ammettere che gli mancava per perdere la presa sulla corda. Alla fine, Misbah affermò di non sapere nulla su come entrare in casa di Tamir, poiché non ci era mai entrato, ma informò l'Assassino che Tamir aveva ricevuto di recente una spedizione di barili di olio messi sul tetto di casa sua, quindi gli suggerì che se non poteva entrare poteva farlo uscire. Sebbene grato per la preziosa informazione, Altaïr rifiutò di aiutarlo e lo lasciò al suo destino.[2]

A causa dello scontro avuto con Misbah, Altaïr era noto alle guardie e fu costretto ad attraversare il distretto ricco sui tetti. Nonostante avesse fatto attenzione di evitare un mercato grande all'aperto, venne comunque individuato dai civili in una piccola piazza con gazebo, i quali gli tirarono contro le pietre. Altaïr riuscì a fuggire e raggiunse la casa di Tamir. Come aveva detto Misbah, Altaïr trovò il carico di barili pieno d'olio sul tetto con una scatola di torce spente lì vicino. Accese le torce e lanciate sull'olio dei barili, Altaïr appiccò un grosso incendio alla casa di Tamir, costringendo quest'ultimo ad uscire di casa con le sue guardie. La maggior parte delle sue guardie si misero a spegnere l'incendio, ma Tamir preoccupato per le sue preziose merci ordinò anche alle sue guardie del corpo di spegnere l'incendio. Rimasto solo a piangere la perdita dei suoi averi, Tamir venne affrontato da Altaïr, il quale voleva sapere informazioni sul Calice. Anche se sorpreso dell'improvvisa presenza dell'Assassino, Tamir si dimostrò irremovibile finché Altaïr non gli fece notare che erano soli e lui era alla sua mercé. Rassegnandosi alla situazione in cui si trovava, Tamir condivise ciò che sapeva sul Calice ad Altaïr.[2]

Altaïr assassina Tamir.

Rivelò ad Altaïr che mentre era ignaro della natura del Calice, sapeva con certezza che si trovava in un tempio nel bel mezzo del deserto e che per potervi accedere servivano tre chiavi, sostenendo, che se voleva sapere altro doveva chiedere a Fajera poiché lui non sapeva altro. Chiedendo spiegazioni, Tamir rispose ad Altaïr che Fajera era "una ballerina che si crede di essere una farfalla" e che avrebbe capito tutto quando l'avrebbe vista.[2]

Sebbene Tamir fu onesto nel rivelare tutto ciò che sapeva riguardo al Calice, Altaïr chiuse la conversazione assassinandolo nel preciso momento in cui le guardie ritornarono da Tamir. Dopo esser sfuggito alle guardie, Altaïr ritornò da Rafik per sapere altro sulla ballerina Fajera.[2]

La ballerina del circo[]

Nella dimora, Altaïr chiese al Rafik se conoscesse una ballerina di nome Fajera. Trovando divertente la definizione di ballerina per Fajera, Rafik specificò che lei in realtà era un'acrobata del circo che si trovava nella via del Mercato.[3]

Raggiunto il circo, Altaïr affrontò Fajera, che affermò che le sue carte avevano previsto l'arrivo dell'Assassino. Insistendo sull'inutilità degli sforzi di Altaïr nella sua missione, Fajera chiamò uno dei suoi amici nel circo, il bruto Badr. Quest'ultimo avvertì l'Assassino di non disturbare ulteriormente Fajera, ma Altaïr, nonostante venisse messo all'ombra dalla statura enorme di Badr, rimase inflessibile e costringe Badr ad attaccarlo. Sebbene la forza di Badr fu di gran lunga superiore a quella di Altaïr, l'Assassino seppe, invece, sfruttare al meglio la propria agilità permettendogli di sconfiggere il suo avversario facendolo scontrare con un calcio contro uno dei pilastri di supporto.[3]

Altaïr uscì dal circo mentre il tendone crollava con Badr al suo interno. Fuori, individuò Fajera sul tetto e iniziò ad inseguirla per tutto il distretto. Sebbene Altaïr fosse molto veloce a piedi venne costantemente rallentato da alcune pietre tirategli da alcuni civili arrabbiati. Dopo un lungo inseguimento, Fajera attraversò una trave di legno per superare il fiume che si sgretolò ai suoi piedi, lasciando indietro Altaïr. Sentendosi fuori portata del suo inseguitore, Fajera schernì Altaïr e continuò ad andare avanti. Altaïr, tuttavia, grazie al gancio riuscì a superare facilmente il fiume.[3]

Fajera e Altaïr parlano.

Aggirando il posto di blocco sui tetti, Altaïr ritrovò Fajera vicino ad un pozzo. Convinto di aver messo con le spalle al muro la ballerina, quest'ultima gli rivelò con calma che stava andando come era stato previsto. Impressionato dalle abilità dell'Assassino, Fajera gli spiegò che aveva semplicemente messo alla prova la sua determinazione. Inoltre chiarì che, grazie alla sue carte, aveva previsto l'arrivo di Altaïr e la sua missione a trovare il Calice. Volontariamente, Fajera diede ad Altaïr una delle tre chiavi del tempio del Deserto, chiedendogli in cambio soltanto di assassinare un uomo, Alaat, che in quel momento era solito frequentare i bagni nel distretto dei nobili.[3]

Accettando la richiesta, Altaïr venne accompagnato da Fajera all'ingresso delle fogne al distretto dei nobili. Prima di separarsi, Fajera informò Altaïr che per la prossima chiave avrebbe dovuto cercare un vecchio imprigionato all'ospedale Templare a Tiro, che in passato aveva visitato il tempio. Altaïr entrò nelle fogne e dopo averle attraversate riesce ad infiltrarsi nei bagni di Upper Street. Lì, individuò Alaat, che si stava rilassando nel bagno dell'acqua calda. Scambiando all'inizio l'Assassino per un mendicante, Alaat si rese conto troppo tardi della reale identità dello sconosciuto. Mentre chiamava disperatamente le sue guardie, Alaat fu assassinato da Altaïr prima che le guardie arrivassero.[3]

Altaïr assassina Alaat nel bagno.

Le guardie entrarono nel bagno e il loro capitano gli ordinò di uccidere l'Assassino. Tuttavia, le guardie fallirono in quanto la loro abilità nella spada si rivelò di molto inferiore a quella di Altaïr. Con i soldati sconfitti, Altaïr si incontrò nuovamente con Fajera, la quale si congratulò del successo dell'Assassino. Prima di separarsi, Fajera ricordò ad Altaïr che il suo prossimo obiettivo era a Tiro all'ospedale Templare e gli augurò buona fortuna. Dopo di ciò, i due si separano e Altaïr partì per Tiro.[3]

Tiro[]

Nelle fogne[]

Arrivato a Tiro, Altaïr non poté non notare un aumento delle guardie in strada dall'ultima volta che era stato in città. Mantenendo un basso profilo Altaïr si incontrò con Hamid, il Custode della città, che si era assunto come identità pubblica la professione di mercante di tappeti. Hamid chiarì subito con Altaïr che l'aumento delle guardie era dovuto solamente alla riapertura dell'ospedale Templare. Quando Altaïr spiegò che il suo obiettivo era l'ospedale e stava cercando un ingresso, Hamid gli rispose che sarebbero dovuti andare là, ma non insieme per rimanere defilati.[4]

Seguendo il consiglio di Hamid, Altaïr evitò le strade e sfruttò i tetti, ma non riuscì comunque ad eludere completamente le guardie. Infatti, quando entrò in un edificio si ritrovò davanti a tre di loro. Scambiato per un ladro, venne attaccato dai due Cavalieri Ospitalieri e dal balestriere Nazim, ma riuscì ad eliminarli con facilità. Tuttavia, Altaïr venne scoperto anche dopo quando entrò in un'area vietata e l'uomo che gli bloccò il passaggio, chiamò le guardie per arrestarlo. Altaïr uccise le guardie e raggiunse Hamid alla piazza davanti all'ospedale illeso e defilato.[4]

Durante il loro incontro, Hamid ordinò ad Altaïr di trovare Roland Napule, il responsabile dell'ospedale, il quale secondo alcune storie si era costruito una reputazione malvagia in parte dovuti a degli interrogatori che conduceva nell'ospedale. Inoltre, Hamid informò Altaïr che Roland era ossessionato a recuperare un oggetto sconosciuto e che per scoprire qualcosa mandarono un Assassino nell'ospedale che purtroppo non fece mai ritorno. Quando gli fu chiesto come entrare, Hamid gli suggerì di usare una fontana prosciugata collegata al sistema fognario della città. Sebbene il pozzo fosse regolarmente sigillato, un uomo con l'incarico di tenerla pulita e assicurare che sia ben sigillata era in possesso della chiave. Essendo l'ora del controllo, l'uomo con la chiave era presente nelle vicinanze del pozzo. Altaïr borseggiò l'uomo e dopo aver preso la chiave, riuscì ad entrare nel pozzo.[4]

Mentre attraversava le fogne, Altaïr due guardie bloccate lì che discutevano della loro situazione. Quando si accorsero di Altaïr, quest'ultimo offrì il suo aiuto, ma le guardie, invece, molto semplicemente optarono per ucciderlo non fidandosi. Uccise le guardie, Altaïr dovette affermare che il passaggio non era così segreto, essendo noto anche a Napule.[4]

L'ospedale dei Templari[]

Altaïr: Fine della strada, Templare!
Roland: Ci vedremo all'inferno, Assassino!
―Le ultime parole di Roland ad Altaïr, 1190[src]

Le fogne portarono Altaïr nelle stanze inferiori dell'ospedale. Nonostante Altaïr cercò in tutti i modi di eludere le guardie, rimanendo furtivo, ciò venne distrutto quando attraversò una trave di legno, che non potendo sostenere il suo peso si spezzò. Quindi, cadendo nella stanza davanti a una guardia, anche tutte le altre guardie nella stanza vennero allertate. Anche un Templare e un'altra guardia quando sentirono "intruso" intervennero, ma impotenti osservarono un loro compagno ucciso dall'intruso. Riuscendo ad identificare quest'ultimo come un Assassino, i due decisero di attaccarlo, ma vennero comunque sconfitti da Altaïr.[4]

Gerusalemme[]

I giardini della città[]

Altaïr: Dimmi dove il Re terrà il ricevimento questa sera.
Ayman: Non devo dirti proprio nulla. Vattene!
Altaïr: Ehi non sono un Djinn che puoi comandare come vuoi!
—Altaïr parla con Ayman ai giardini di Gerusalemme, 1190[src]

Altaïr e Kadar discutono dei loro piani.

Altaïr raggiunse la dimora di Gerusalemme e si incontrò con il Rafiq locale, Kadar, chiedendogli dove avrebbe potuto trovare Lord Basilisk. Kadar informò Altaïr che Basilisk era un uomo ambizioso e molto abile nel combattimento risultando spietato e coraggioso e che, al momento, era nella corte del re di Gerusalemme.[5]

Ciò sarebbe significato che Altaïr sarebbe stato costretto ad infiltrarsi nel palazzo reale, ma fortunatamente, un ricevimento reale sarebbe stato organizzato in un altro palazzo. Non conoscendo la posizione di questo ricevimento, Altaïr fu consigliato da Kadar di recarsi ai giardini della città, molto frequentati dalla nobiltà locale. Inoltre, il rafiq lo informò che tra la servitù del re aveva infiltrato una sua spia, di cui non riceveva più notizie, e gli chiese di trovarlo.[5]

Altaïr costringe Ayman a parlare.

Ai giardini, Altaïr origliò la conversazione di due civili che parlavano di uomo di nome Ayman tanto fortunato poiché fu invitato al ricevimento. Appreso anche che Ayman era solito passeggiare ai giardini a quell'ora, Altaïr lo individuò poco più avanti. Dopo avergli chiesto dove si teneva la festa, Altaïr, dopo che Ayman si rifiutò di rispondergli, decise alla fine di fargli pressione alla schiena per costringerlo a parlare. Alla fine, Ayman rivelò all'Assassino che il ricevimento si sarebbe tenuto a villa di Lacoeur, a nord della città e supplicò pietà per la sua vita. Altaïr gli rispose che non c'era bisogno di ucciderlo se non si erano mai incontrati.[5]

Incontro con Basilisk[]

Basilisk: Una sfida, finalmente!
Altaïr: Non proprio Basilisk. Non sono qui per te.
―Altaïr e Basilisk discutono nella villa, 1190[src]

Raggiunta la villa, Altaïr si accorse che l'unico modo per entrare era passando per l'ingresso principale, che era, come tutta la villa, altamente sorvegliato. Concludendo che non c'erano altre opzioni, assaltò direttamente la villa. Mentre stava combattendo contro le guardie del cortile esterno, quelle del cortile interno alzarono il ponte levatoio per ostacolare l'Assassino. Tuttavia, ciò non impedì all'Assassino di passare, che usò il gancio per aggirarlo. Correndo sui tetti, Altaïr si ritrovò su uno, il quale cedette al suo peso e lo fece cadere all'interno dell'edificio, incontrandosi per caso con la spia di Kadar. Quest'ultimo, riconoscendo l'Assassino, lo aiutò informandolo di un passaggio segreto per coloro che volevano entrare e uscire senza farsi notare. Inoltre, gli disse che per accedervi doveva premere quattro pietre contemporaneamente. Prima di andarsene, Altaïr chiese alla spia che gli era successo. La spia affermò che stava bene, ma Basilisk, sempre vigile, gli aveva impedito di dare sue notizie a Kadar.[5]

Uscendo, dall'edificio, Altaïr individuò l'ingresso del passaggio segreto, immerso nell'acqua di un fossato. Seguendo le istruzioni della spia posizionò delle casse sopra le pietre, tenendole premute contemporaneamente, dovendo uccidere anche delle guardie nelle loro vicinanze. Ciò azionò un meccanismo che ridusse l'acqua nel fossato e consentendo di arrivare e usare il passaggio segreto. All'interno delle fogne, individuò presto l'uscita, un cancello tenuto aperto se attivato un meccanismo a tempo. Dopo aver corso e superato il cancello, Altaïr arrivò a un muro in pietra e, alla fine, fece scattare l'uscita nascosta, uscendo dal passaggio. Casualmente, nella stanza in cui si ritrovò Altaïr si imbatté nell'uomo che stava cercando: Basilisk.[5]

Altaïr affronta Basilisk.

Altaïr vide la chiave del tempio del Deserto sul collo di Basilisk, ma non poté rubarla dato che quando uscì dal passaggio segreto fu subito individuato da Basilisk. Vedendo una sfida nell'Assassino, Basilisk estrasse la sua arma e si preparò a combattere contro Altaïr. Quest'ultimo, invece, non era ansioso di combattere e ribatté apertamente che il Templare non era il suo obiettivo. Tuttavia, Basilisk iniziò ad attaccare l'Assassino. Dopo aver schivato agilmente gli attacchi di Basilisk, Altaïr riuscì ad arrampicarsi sulla schiena dell'avversario e a rubargli la chiave del collo per poi interrompere il duello e fuggire. Basilisk, carente della velocità e dell'agilità di Altaïr, non riuscì a fermarlo e mentre tentava di seguirlo, chiamava inutilmente le guardie.[5]

La torre[]

Maestro: Ne ho abbastanza! Così, hai distrutto mezza fortezza per arrivare da me...
Altaïr: Alla mappa, Templare, non da te.
Maestro: Mi si spezza il cuore a sentirlo... E questo renderà ancora più piacevole vederti morire!
—Il Maestro della Torre ad Altaïr prima del loro ultimo scontro, 1190[src]

Quando Altaïr ritornò nelle strade di Gerusalemme, si diresse al negozio di un suo confratello di nome Hazad. Quando raggiunse il negozio, arrivò troppo tardi per impedire ad un trio di crociati di ferire mortalmente Hazad. Mentre se ne andavano, uno di loro avvertì Altaïr di non lasciarsi coinvolgere e l'Assassino andò ad aiutare Hazad. Con le sue ultime parole, Hazad raccontò ad Altaïr che aveva inviato a rubare una mappa che mostrava la via per raggiungere il tempio del Deserto, ma i crociati che lo avevano ucciso l'avevano presa per riportarla al sicuro all'interno della torre di Gerusalemme. Assumendosi la responsabilità, Altaïr si lanciò all'inseguimento dei crociati.[6]

Nel frattempo, i crociati cercarono di ostacolare l'Assassino accusandolo pubblicamente dell'omicidio del negoziante e Altaïr fu inizialmente ostacolato dai cittadini furiosi e dalle guardie che gli davano la caccia, ma riuscì a fuggire dalle loro attenzioni arrampicandosi sui tetti e continuando l'inseguimento, riuscendo ad individuare i suoi bersagli poco più avanti.[6]

Altaïr osserva le guardie.

Spiando le guardie, Altaïr scoprì dalla loro discussione che erano consapevoli di essere inseguiti dagli Assassini, così come dell'urgenza di riportare la mappa alla torre, timorosi anche dall'idea di morire per mano di Basilisk come punizione per il loro fallimento. Uno di loro decise che era meglio lasciare la mappa nelle mani del più veloce di loro, che era il capitano, mentre gli altri avrebbero radunato altri soldati per dare la caccia agli Assassini al suo inseguimento. Con il capitano che reggeva la mappa, Altaïr fuggì velocemente dalla scena per intercettarlo, ma vene scoperto e attaccato dalle catapulte. Senza dar conto al fuoco amico, i crociati lanciarono con le loro catapulte dai tetti all'agile Assassino, uccidendo diversi dei loro uomini nel processo. Dopo aver ucciso i crociati alle catapulte, Altaïr riuscì a raggiungere il capitano al cancello della fortezza altamente sorvegliata che circondava la torre, ma arrivò troppo tardi per evitare che egli fuggisse lì dentro.[6]

Altaïr e il maestro al loro primo incontro.

Il capitano allertò le guardie della presenza dell'Assassino, che prepararono le loro difese, ma Altaïr riuscì comunque ad infiltrarsi senza essere individuato. Tuttavia, venne scoperto poco dopo venendo visto da alcuni balestrieri in lontananza. Il capitano riuscì a consegnare la mappa, mentre Altaïr dovette farsi strada attraverso i passaggi tortuosi della fortezza, eludendo nel frattempo le trappole tese dai soldati. All'interno dell'atrio della fortezza, Altaïr si impegnò in un duro combattimento contro alcune ondate di crociate guidate da un comandante e aiutato da un balestriere. Dopo aver sconfitto il comandante e i suoi uomini, Altaïr giustiziò il balestriere ferito e si diresse verso la torre. Lì, affrontò il loro comandante, un uomo chiamato dai suoi sottoposti come "maestro".[6]

Il maestro, che fu molto colpito dalle grandi abilità dell'Assassino, cercò di convincere Altaïr ad unirsi all'Ordine dei Templari affermando peraltro che condividevano lo stesso credo. Altaïr rifiutò, ma il maestro, contrario a questa decisione, gli diede un altro po' di tempo per riconsiderare l'offerta lasciandolo con le sue guardie. Dopo aver ucciso le guardie, Altaïr affrontò nuovamente il maestro, il quale gli fece nuovamente l'offerta ma ricevette di nuovo un rifiuto. Alla fine, i due si scontrarono in un duello con la spada, ma incapace di respingere l'Assassino, il maestro fuggì per avere una miglior occasione e ordinò ai suoi uomini di coprirgli la ritirata. Non appena uccise le guardie, Altaïr si precipitò sul balcone per inseguire il maestro alla cima della torre.[6]

Dopo aver calato il lato della torre e attraversato la sua complessa struttura, Altaïr si ritrovò all'interno della prigione della torre faccia a faccia con lo studente del Maestro. Quest'ultimo ripeté nuovamente l'offerta e, dopo l'ennesimo rifiuto, ingaggiò Altaïr in un duello. Nonostante venisse aiutato da qualche altro soldato, lo studente perì per mano di Altaïr. Poi, l'Assassino procedette lungo le scale verso la cima della torre, uccidendo le poche guardie di alto rango che impedivano la sua avanzata prima di combattere contro il maestro un'altra volta. Prima che si concluse il duello, il maestro demoralizzato fuggì ancora una volta, sperando che le sue trappole potessero ostacolare l'avversario. Infatti, aveva sperato che, laddove il combattimento avesse fallito, una prova di agilità e scaltrezza avrebbe avuto successo, ma non ci volle molto per Altaïr a superare le trappole.[6]

Alla fine, Altaïr affrontò il maestro per l'ultima volta nella stessa stanza in cui era tenuta la mappa. Dopo un accesso scambio di parole e un intenso duello, Altaïr riuscì ad uscire vittorioso uccidendo il maestro e recuperando la mappa. Con la conoscenza della precisa posizione del tempio del Deserto, Altaïr partì verso ciò a cui credeva fosse la destinazione finale della sua missione.[6]

Il deserto del Neghev[]

Tempio del Deserto[]

"Stai cercando qualcosa, Assassino? Questo gioco è divertente, ma comincia a stancarmi..."
―Basilisk ad Altaïr nel loro incontro al tempio, 1190[src]

Lasciando Gerusalemme, Altaïr percorse la via attraverso il deserto e riuscì ad individuare il tempio, la cui maggior parte era sotterrato dalla sabbia. Mentre attraversava le rovine, il fragile terreno ai suoi piedi crollò e scivolò nella camera sotterranea sottostante. Subito, si imbatté in due soldati, che assassinò senza ulteriori indugi. Anche se i Templari avevano perso tutte e tre le chiavi e la mappa che li conduceva al tempio, riuscirono in qualche modo a raggiungere il tempio e poi ad occupare l'intero complesso prima dell'arrivo di Altaïr, con molti dei loro soldati che ne pattugliavano le stanze e i corridoi. Superando le trappole presenti, uccidendo nel frattempo anche tutti i soldati che incontrava, Altaïr raggiunse una vasta grotta in fondo al complesso.[7]

Nella grotta, Altaïr scoprì una lunga scala, che lo portava fino ai piani superiori del tempio, sbarrata da un cancello formato da stalattiti e stalagmiti. Dopo aver interrogato uno degli uomini di Basilisk, Altaïr apprese che per aprire il cancello, dovevano essere premuti due interruttori contemporaneamente. Dimostrò anche all'uomo interrogato, che non era impossibile per un solo uomo tale compito. Infatti, fece crollare un pilastro in rovina su un'interruttore e posizionò una cassa sull'altro. Con la porta socchiusa, Altaïr salì ancora più in alto nel tempio.[7]

Raggiunto i piani alti, Altaïr continuò la sua ricerca al Calice, sconfiggendo i soldati che incontrava e uccidendo il guerriero con ascia, che funse come ultima linea di difesa dei Templari. Dopo aver attraversato il tempio superando tutte le trappole, che al minimo passo falso avrebbe significato un destino certo, e le guardie, Altaïr riuscì a raggiungere l'anticamera. Lì, trovò il santuario del Calice, lavorato in oro e posto suuna piattaforma sospesa su un abisso infuocato con quattro ponti che si estendevano su quattro direzioni diverse. Altaïr, con molta cautela, raggiunse il centro, mentre le scintille di fuoco salivono dall'abisso sottostante.[7]

Il santuario del Calice.

Con sua sorpresa, il santuario era vuoto, privo di tutto a parte della polvere. Qui, venne accolto da Basilisk, che si era ormai stancato di incontrarlo. Sentendo di dover dare una spiegazione all'Assassino prima della sua imminente morte, Basilisk gli rivelò la vera natura del Calice; che non era un manufatto, ma in realtà una donna, di carne e ossa.[7]

Prendendo in giro l'Assassino, Basilisk se ne andò bruscamente mentre ordinò alle sue guardie di uccidere Altaïr. Quest'ultimo sfuggì ai soldati interagendo con il santuario e senza neanche accorgersi di ciò che gli stava accadendo si ritrovò fuori dalle rovine del tempio. Tuttavia, fu costretto a trovare subito un rifugio, in quanto il tempio stava crollando e una grande tempesta di sabbia si stava dirigendo verso di lui. Non perdendo tempo, Altaïr riuscì a trovare il rifugio, dopo aver evitato le macerie cadute dal tempio e il terreno che crollava, uccidendo i soldati che gli impedivano l'accesso. Al sicuro, Altaïr si soffermò su ciò che gli aveva detto Basilisk al tempio e sui suoi affari a Tiro. Dopo la fine della tempesta, Altaïr partì immediatamente per Tiro.[7]

La caccia a Basilisk[]

Altaïr chiede aiuto ad Hamid.

A Tiro, Altaïr si incontrò nuovamente con Hamid, venendo accolto al molo. L'Assassino gli chiese se sapeva dove trovare Basilisk, ma Hamid gli rispose che gli unici due uomini che sarebbero stati in grado di aiutarlo per infiltrarsi nella fortezza dei Templari erano stati catturati recentemente dai crociati. Nel tentativo di liberarli, Altaïr chiese dove erano stati imprigionati e Hamid lo informò sul lato ovest delle mura della fortezza, consigliandogli di fare attenzione nel suo cammino in quanto la strada si sarebbe fatta pericolosa.[8]

Mentre Altaïr attraversava il muro occidentale, intuì il pericolo che gli aveva citato Hamid: Il suo percorso era pieno di rottami e l'acqua delle fogne veniva buttata in mare dal muro. Dopo aver raggiunto la cima del muro, Altaïr trovò la gabbia di uno dei due Assassini catturati e lo liberò. In seguito, aiutò Altaïr a salvare l'altro Assassino, che era suo fratello. Per ringraziarlo, quest'ultimo informò Altaïr di un cancello più in basso che gli avrebbe consentito l'accesso nella fortezza e della guardia in possesso della chiave per aprirla. Altaïr individuò la guardia e gli rubò la chiave, con la quale si infiltrò nella fortezza, aprendo il cancello.[8]

Nella fortezza, eliminò immediatamente i cinque soldati che si ritrovò davanti prima di addentrarsi nelle stanze. Facendo affidamento sui tetti, agli assassinii furtivi e alla balestra per evitare di essere individuato, alla fine, Altaïr riuscì a raggiungere senza essere scoperto un soldato isolato. Interrogandolo, Altaïr scoprì che Basilisk era a est vicino alle porte della città, ma gli fu impossibile sapere una posizione più precisa. Comunque, Altaïr riuscì ad individuare il suo bersaglio nelle vicinanze della città.[8]

Raggiunto il suo bersaglio, Altaïr ingaggiò per la seconda volta un duello contro di lui. Ritenendo l'Assassino un degno avversario, Basilisk accettò con entusiasmo la sfida, ma ordinò ai suoi soldati di bloccare con gli scudi la via di fuga per evitare che Altaïr fuggisse come la scorsa volta. Tuttavia, ciò divenne irrilevante quando Altaïr ferì Basilisk, il quale si ritirò mentre veniva protetto dalle sue guardie. Altaïr iniziò ad inseguirlo, ignorando tutti gli uomini della fortezza che cercarono di ucciderlo o di fermarlo e riuscì a fermare Basilisk all'interno di un magazzino, questa volta da solo.[8]

Alla fine del duello, Basilisk ne uscì sconfitto e ferito, alla totale mercé del suo avversario. Prima che Altaïr gli potesse dare il colpo di grazia, Basilisk lo fermò in cambio di un paio di informazioni importanti. Il primo era sulla posizione del Calice: nascosta a villa di Don Carvaggio, a Gerusalemme, e l'altra su un complotto dei crociati di avvelenare l'acqua della città di Acri, per porre fine a loro favore l'assedio. Altaïr sapeva che sarebbe stato costretto a deviare prima su Acri, lasciando a Basilisk un enorme vantaggio per raggiungere il Calice. Comunque, Altaïr onorò l'accordo e risparmiò la vita a Basilisk. Tuttavia, Altaïr, strategicamente, si mise ad appiccare il fuoco nelle navi di Basilisk attraccate al porto di Tiro.[8]

Il Calice[]

Il vento che corre[]

"Uccidilo, Altaïr e verrò con te. Ci nasconderemo, andremo il più lontano possibile."
―Adha parla con Altaïr, 1190[src]

Dopo aver sventato il complotto crociato contro la popolazione di Acri,[9] Altaïr si affrettò a raggiungere la villa di Don Carvaggio a Gerusalemme, riuscendo nell'impresa arrivando nel momento in cui un gruppo di Templari uscirono dalla villa con il Calice nelle loro mani. Con suo grande stupore, scoprì che il Calice era Adha, una sua vecchia amicizia. Pedinandoli mentre il gruppo correva superando i due posti di blocco, Altaïr capì che per fermarli gli doveva chiudere il cancello, impedendo loro di uscire dalla città. Per non farsi scoprire, Altaïr si arrampicava sui tetti, ma, alla fine, la sua presenza venne scoperta quando si ritrovò in una piazza aperta e fu costretto ad arrampicarsi sulle rovine di colonne romane. Infatti, i Templari scoprirono la presenza dell'Assassino, dopo che questi fece esplodere una bomba per avvicinare una colonna all'altra, e iniziarono a correre al sicuro. Infatti, quando raggiunsero il sistema fognario protetto da altri Templari, esortarono di aprire al più presto il cancello. Adha, invece, si mise a gridare aiuto, ma uno del gruppo, Sadad, la zittì minacciandola di ucciderla se non l'avesse fatto, ma si prese il rimprovero del suo superiore, che gli ricordò l'importanza della donna.[10]

Quando il cancello si aprì, Sadad fu lasciato fuori per fermare chiunque osasse passare, ma ciò si rivelò inutile quando Altaïr riuscì ad infiltrarsi lo stesso nel complesso. Dall'altra parte del canale, Altaïr dovette affrontare tutti i Templari che si erano riuniti per ucciderlo. Nella feroce battaglia che ne seguì, Altaïr uccise tutti i Templari davanti a lui e assassinò il loro capitano, che era vicino ad una valvola. Tuttavia, era ancora diviso dal canale da Adha, che era ancora nelle mani di tre Templari. Due di loro si avvicinarono per quel che potevano ad Altaïr per poterlo schernire, ma l'Assassino azionò la valvola, che aumentò considerevolmente la pressione dell'acqua di una fogna vicino ai due Templari. La fogna esplose uccidendo i due Templari, mentre il terzo, Qasim, rimasto con Adha, scappò in preda al panico considerando l'Assassino il diavolo.[10]

Finalmente solo con Adha, anche se separato da lei dal canale, Altaïr la esortò ad entrare nelle fogne, dove sarebbero potuti uscire insieme. Sebbene non si fidasse di un Assassino, ma dopo la promessa di Altaïr di non lasciarla da sola, decise di fidarsi di Altaïr.[10] All'interno delle fogne, i due rimasero ancora separati, ma Altaïr la rassicurò che si sarebbero incontrati in un punto. Dopo che si aiutarono a vicenda a proseguire nei loro percorsi paralleli, i due si incontrarono vicino all'uscita delle fogne, attivata tramite un meccanismo segreto.[11]

Prima di uscire, Adha rivelò ad Altaïr il perché non si fidava molto degli Assassini: durante la sua prigionia dai Templari, scoprì che riuscirono a corrompere un Assassino di nome Harash, portandolo dalla loro parte. Sorpreso di questa scoperta, poiché Harash era il Custode dell'Ordine, il secondo in comando dopo Al Mualim, Altaïr sostenne che era alquanto inutile accusarlo senza alcuna prova. Anche se Adha non ne aveva, per era impossibile continuare a seguire Altaïr. Sebbene Altaïr si fidasse di Adha, capì che sarebbe stato giudicato come traditore se avesse ucciso Harash senza prima accusarlo di tradimento. Quindi, decise di abbandonare la Confraternita e condurre una vita normale con Adha lontano dalla Terra Santa. Insieme, pianificarono di abbandonare il posto salendo su una nave in partenza da Tiro, tuttavia, non prima che Altaïr avesse ucciso Harash, o almeno indagato sulla veridicità del suo tradimento. Prima che si separassero, Adha diede ad Altaïr la sua spada, l'arma più potente che avesse impugnato.[11]

Cuore di serpe[]

Arrivato ad Aleppo nel cuore della notte, Altaïr fece attenzione di non annunciare a nessuno il suo ritorno, sopratutto agli Assassini leali ad Harash. Nonostante fosse riuscito ad evitare le prime pattuglie, rischiò di essere catturato dagli uomini di Harash quando era all'interno di un'armeria, riuscendo a scappare grazie ad una bomba fumogena. Dopodiché si mimetizzò in un gruppo di discepoli riuscendo a raggiungere inosservato il cancello della cittadella degli Assassini. Il cancello, tuttavia, era chiuso e per entrarci senza dover affrontare le guardie, Altaïr sabotò il vicino acquedotto, facendolo esplodere con una bomba preso dall'avamposto adiacente. Allarmate dall'esplosione, le guardie aprirono il cancello e uscirono a controllare la situazione. Altaïr entrò furtivamente al cancello e superò senza farsi scoprire molti dei suoi fratelli. Vedendo che la sorveglianza era più stretta, Altaïr si travestì con gli abiti di un saraceno appena ucciso per facilitare il proprio percorso verso l'ufficio del Mentore.[12]

Da quest'ufficio, Altaïr fu testimone di un incontro tra Harash e un Templare nel cortile in basso, trovando conferma del suo tradimento. Origliando la conversazione, Altaïr scoprì che i Templari avevano già trovato Adha, nascosta su una nave a Tiro, e che stavano ritardando la sua cattura, nella speranza di poterla catturare insieme a lui. Dopo che il Templare si congedò da Harash, Altaïr si mosse ad assassinare quest'ultimo. Senza scambiarsi alcuna parola, i due si scontrarono immediatamente con le spade sguainate. Durante il duello, Harash venne aiutato da tre dei suoi Assassini migliori, ma l'abilità di Altaïr era superiore che li uccise tutti e tre, eliminando il loro vantaggio. Alla fine, Altaïr sconfisse Harash e lo assassinò con la sua lama celata.[12]

Un salvataggio disperato[]

"Così ci rincontriamo! Questa però sarà l'ultima volta!"
―Basilisk sfida Altaïr, 1190[src]

Altaïr combatte per l'ultima volta contro Basilisk.

Tornando di corsa a Tiro, Altaïr scoprì di essere arrivato troppo tardi: Adha era appena stata catturata e i Templari avevano occupato con un intero esercito tutto il porto. Con l'impossibilità di essere furtivi, Altaïr venne accolto da un Templare d'alto rango, il quale lo derise mettendo in dubbio le sue capacità di affrontare un intero esercito. Senza perdere tempo, Altaïr uccise il Templare e i suoi uomini e continuò ad avanzare, spinto dalla determinazione a trovare Adha tra le fila dei Templari.[13]

Uccidendo tutti i nemici che gli si paravano davanti, Altaïr riuscì ad avvicinarsi alla baracca del porto, in cui era tenuta Adha. Ma i Templari, non riuscendo a fermarlo, decisero di distruggere le travi che conducevano alla baracca per costringerlo a cambiare strada. Basilisk colse il tempo a sua disposizione per portare via Adha e caricarla su una delle loro navi, mentre Adha e Altaïr si urlavano da lontano. Uccidendo anche i Templari più abili, Altaïr iniziò a muoversi tra una nave e l'altra in disperato inseguimento. Alla fine, Altaïr venne bloccato da Basilisk su una nave che precedeva quella in cui fu caricata Adha. Maledicendolo, Altaïr si impegnò in un duello con Basilisk, mentre Adha li osservava con i suoi carcerieri. Altaïr riuscì a sopraffare il suo avversario e lo uccise, anche se si concentrò subito dopo a riprendersi Adha. Tuttavia, i Templari non appena videro morire il loro leader, fecero schiantare sulla nave dell'Assassino una nave incendiaria impedendo ad Altaïr di saltare sulla loro nave. Alla fine, Altaïr fu costretto a saltare in acqua per evitare di essere colpito dall'esplosione generatasi nella nave incendiaria. Dal molo, Altaïr non poté far altro che guardare la nave con Adha prigioniera navigare in mare aperto verso l'orizzonte.[13]

Una tragica fine[]

"Ho dato la caccia a tutti quegli uomini, uno per uno, finché non è rimasta alcuna traccia di loro al mondo. Ma non ne ho tratto sollievo, né soddisfazione. La loro morte non mi ha ridato la mia amata, non ha sanato le mie ferite. Dopo di allora, ero certo che non mi sarei innamorato di nessun'altra donna."
―Altaïr si lamenta del suo fallimento nel suo Calice[src]

Senza perdere tempo, Altaïr prese il mare alla ricerca della nave dei Templari, un'inseguimento che durò per molti giorni e notti. Quando raggiunse Adha, non poté far altro che abbracciare il suo cadavere, giustiziata dai Templari dopo che perse ogni valore ai loro occhi. Accecato dal dolore, Altaïr si mise a dare la caccia a tutti i responsabili della sua morte, ma il successo della sua missione di vendetta non lo liberò dal dolore né gli diede conforto.[14]

Conseguenze[]

"Pensavo che Adha mi avrebbe spinto a fermarmi, a riporre la spada e a vivere come un uomo normale. Ma ora so che questi sogni devono rimanere confinati al sonno..."
―Altaïr nel Codice[src]

La morte di Adha segnò profondamente Altaïr e pose fine ad ogni sua possibilità di avere una vita normale e, prima di incontrare Maria Thorpe, arrivò a credere anche di non poter amare più una persona come fece con Adha. Contrariamente alle sue aspettative, gli Assassini non lo punirono per l'assassinio di Harash, nonostante mancassero le prove del suo tradimento, ma, anzi, lo accolsero nuovamente nella Confraternita. Nonostante fosse ritornato nella sua vita, per tutto l'anno successivo, l'atteggiamento di Altaïr fu caratterizzato da arroganza e disprezzo su tutto. Dopo aver perso il suo grado e il rispetto dei suoi confratelli per aver disobeddito al credo, Altaïr fu costretto a percorrere una complicata missione che lo portò a riacquistare ciò che aveva perso e a riavere uno scopo nella vita e ad ampliare la sua comprensione del mondo.[14]

Note[]

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Ritorno a casa
  2. 2,00 2,01 2,02 2,03 2,04 2,05 2,06 2,07 2,08 2,09 2,10 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Inizia la caccia
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - La ballerina
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 4,4 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - L'ospedale
  5. 5,0 5,1 5,2 5,3 5,4 5,5 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Il ricevimento
  6. 6,0 6,1 6,2 6,3 6,4 6,5 6,6 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Gli assassini
  7. 7,0 7,1 7,2 7,3 7,4 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Tempio del Deserto
  8. 8,0 8,1 8,2 8,3 8,4 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Le mura
  9. Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Flusso di veleno
  10. 10,0 10,1 10,2 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Il vento che corre
  11. 11,0 11,1 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Il Calice
  12. 12,0 12,1 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Cuore di serpe
  13. 13,0 13,1 Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles - Sempre una fine
  14. 14,0 14,1 Assassin's Creed II - Codice di Altaïr Ibn-La'Ahad