Assassin's Creed Wiki

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La ribellione maroon è stato un movimento rivoluzionario iniziata dagli schiavi afro-americani della colonia francese di Saint-Domingue, poco tempo prima del 1735.

Guidati dal loro leader Augustin Dieufort e supportati da Bastienne Josèphe, la matrona di La Dame en Rose, i Maroon accamparono il loro covo in una caverna costiera, situata a sud-ovest di Port-au-Prince.

Storia[]

1730[]

Fin dagli inizi, diverse dozzine di schiavi riuscirono a scappare dalle piantagioni e a sfuggire dagli schiavisti. Raggruppatisi clandestinamente tra le grotte naturali, usati come nascondigli, delle Montagne nere, gli schiavi fuggiti decisero di insediarvisi. Lì, decisero anche di iniziare una rivolta per liberare gli altri schiavi e difendersi dai loro ex-padroni.[1]

Nel 1735, il loro covo, situato a sud di Port-au-Prince, venne scovato dagli schiavisti che la invasero. Nell'attacco, la maggior parte dei Maroon vennero sterminati, mentre il resto di loro, tra cui Augustin, vennero catturati. Fortunatamente, i Maroon sopravvissuti vennero salvati dall'Assassino Adéwalé, fortunatamente giunto al covo per consegnare un messaggio a Dieufort su incarico di Josèphe, che riuscì ad eliminare da solo tutti i guardiani, anche quelli che cercarono di fuggire, per evitare che condividessero la posizione del covo dei Maroon con altri e potessero condurre con nuovi rinforzi altri attacchi. In seguito, dopo aver liberato degli schiavi per sostituire i morti, Adéwalé e Augustin decisero di conquistare una nave di schiavi francese, la Experto Crede, per intercettare le navi schiaviste che costantemente attraccavano nel porto di Port-au-Prince e nei porti delle principali città delle colonie. Presa la nave e formata una ciurma, Adéwalé e Augustin riuscirono a liberare un gran numero di schiavi dalle navi schiaviste che navigavano nelle acque dei Caraibi.[1]

Nei due anni successivi, la ribellione crebbe in forza, potere e speranza; i numerosi schiavi liberati dalle piantagioni e dalle navi schiaviste da Adéwalé si unirono alla ribellione oppure s'insediarono insieme agli altri schiavi nelle montagne. Tuttavia, il governatore di Saint-Domingue, Pierre de Fayet, intuì che le cose gli stavano sfuggendo di mano.[1]

Consapevole che i ribelli avrebbero continuato a liberare gli schiavi sulle navi, de Fayet ordinò ai capitani delle navi di scorta di affondare le navi schiaviste se la Experto Crede stesse avendo la meglio durante il combattimento. Infatti, nel 1737, quando Adéwalé salpò con la Experto Crede per liberare una nave schiavista, le navi di scorta che stavano per essere sconfitti la bombardarono. Adéwalé cercò di fermarli affondandoli e dopo esser andato di persona nella stiva a distruggere le catene di ogni schiavo, la nave affondò comunque per la troppa acqua immersa. La maggior parte degli schiavi al suo interno morirono affogati, tra cui rischiò di morire anche Adéwalé che si salvò per il rotto della cuffia.[1]

Determinato ad uccidere de Fayet, per fargli pagare i crimini da lui commessi, Adéwalé lo trovò davanti alla sua dimora. Lì, si fece individuare e de Fayet scappò. Nonostante, de Fayet fuggisse e venisse protetto dalle sue numerose guardie, Adéwalé riuscì a ucciderle e assassinò anche de Fayet. Dopo la morte del governatore, Adéwalé fu costretto a lasciare l'isola, troppo pericoloso per lui rimanere e avrebbe rischiato di mettere in pericolo i maroon ribelli.[1]

1790[]

Decenni dopo, l'Assassino Eseosa, nipote di Adéwalé e Josèphe, ebbe un ruolo significativo nella rivoluzione haitiana contro i padroni francesi che distratti dalla loro rivoluzione e in seguito dalle loro guerre in Europa, diedero la libertà agli schiavi prima, e poi gli cedettero anche il controllo dell'isola.[2]

Apparizioni[]

Fonti[]

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