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La quarta crociata è stata una spedizione armata indetta da papa Innocenzo III nel 1198 con l'obiettivo di riconquistare Gerusalemme e tutti i territori persi in Terra Santa caduti sotto il controllo dei saraceni guidati da Saladino. Nonostante questo fosse l'obiettivo dichiarato dalla crociata, una serie di eventi economici e politici portarono la crociata ad iniziare solamente nel 1202 e a finire due anni dopo con il saccheggio e la conquista di Costantinopoli. Ciò, era dovuto dal fatto che la quarta crociata doveva partire da Venezia e i crociati dovevano essere trasportati sulle navi della repubblica marinara. A causa di un mancato pagamento da parte dei crociati, anche i veneziani guidati dal loro doge, Enrico Dandolo, si unirono alla spedizione che ne prese il comando. Alla fine, durante il viaggio l'obiettivo della spedizione cambiò e i crociati presero la città dalmata di Zara. Lì, i capi della crociata si incontrarono con Alessio IV Angelo, il quale voleva riconquistare Costantinopoli con il loro aiuto. Essi accettarono, convinti anche dalle ricompense promesse da Alessio. L'impresa riuscì, con i crociati che erano riusciti ad entrare a Costantinopoli e a far salire al soglio imperiale Alessio, il quale fu nominato co-imperatore dopo aver liberato il padre deposto Isacco II. Tuttavia, i continui ritardi alle ricompense promesse, spazientirono non poco i capi della spedizione. Infatti, decisero di conquistare Costantinopoli e di spartirsi l'impero bizantino, tra cui anche il titolo imperiale. Nel mentre, Alessio IV venne assassinato da Alessio V, il quale lo successo al trono. Quest'ultimo cambiò per intero la politica del suo predecessore chiudendo i negoziati con i crociati. Quest'ultimi, alla fine, risposero con l'assedio alla città che riuscirono a conquistare e a saccheggiare. Durante tale saccheggio, i veneziani si misero a rubare oggetti di grande valore, tra cui quattro cavalli di bronzo. In seguito, furono posti come ornamento nella basilica di San Marco.[1]

Prima del saccheggio di Costantinopoli, il Mentore della Confraternita levantina degli Assassini, Altaïr Ibn-La'Ahad sperò di diffondere l'ideologia degli Assassini nell'impero bizantino, ma fu costretto a interrompere il suo soggiorno a Costantinopoli per ritornare a Masyaf.[2]

Apparizioni[]

Fonti[]

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