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Eraicon - Liberation

PL Furbo Ti aiuterò a scoprire la verità.

La pagina riporta le traduzioni ufficiali presenti nella versione in italiano di Assassin's Creed III: Liberation. Le pagine possono contenere vari errori di traduzione.


Jeanne's Diary Page

Pagina del diario di Jeanne.

Le pagine del diario di Jeanne sono stati dei manoscritti appartenenti a due diari scritti dalla schiava africana Jeanne. Iniziò a scrivere sul primo diario durante il suo periodo di schiavitù a Santo Domingo, dove trascrisse i suoi pensieri. A scrivere glielo insegnò François Mackandal, nel tentativo di integrarla all'interno della sua piccola Confraternita degli Assassini.

Il primo diario fu un dono dello stesso Mackandal, per farla esercitare nella scrittura e sostenendo "il libro è raro, ma è sempre meglio che fare segni sulla sabbia". Jeanne fu in grado di imparare molto in fretta a scrivere, ma col tempo venne anche a conoscenza della Confraternita di Mackandal, rimanendone terrorizzata. Tuttavia, il suo amore per Agaté la ostacolava. Nonostante tutto, Jeanne decise di andare all'asta della sua vendita e fu contenta che il suo padrone, Philippe de Grandpré, fosse della Louisiana.

Jeanne, quindi partì per New Orleans, nascondendo il suo diario all'interno dei suoi vestiti, dove periodicamente lo apriva per descrivere la sua nuova vita. Sul diario, appunto, annotò molto dettagliatamente il suo ruolo di moglie non ufficiale di Philippe e della nascita di sua figlia Aveline. Alla fine, Jeanne fu ingannata da Madeleine de L'Isle e fu convinta di partire per Chichen Itza, in Messico. Partendo, Jeanne dovette lasciare il suo primo diario, ma nella sua nuova casa gli ne fornirono uno nuovo.

Successivamente, Aveline ricevette dal padre la prima pagina del diario della madre, spingendola a trovare anche gli altri.

Pagine del diario

Oggi M. mi ha dato un libro e una matita per esercitarmi. A. - e pure M. - dicono che il libro è raro, ma è meglio che fare segni nella sabbia. È un dono, perché impariamo bene. È gentile. Devo nascondere il libro. Gli schiavi non hanno libri.

Oggi A. mi ha preso la mano, ma l'ha lasciata quando B. è venuto vicino e ha riso. Dice che M. si arrabbierà. Dice che A. deve addestrarsi. Addestrarsi per cosa? Non mi piace B. e non mi fido di lui. È cattivo.

Ho le bolle sulle dita e le ginocchia sbucciate perché ho lavato il pavimento. La signora L. dice di smettere, o il mio prezzo scenderà. Se sono brutta o zoppa, non mi comprerà nessuno all'asta. Se il mio prezzo scende, mi picchierà. La signora C. ha detto di non ascoltarla.

Seguo A. e B. all'incontro con M. So che non dovrei, ma ho paura per A. Non è più lo stesso da quando ha incontrato M. Ora so che si addestra per la Confraternita. M. dice che dobbiamo difenderci, che dobbiamo combattere e non aver paura di morire o uccidere per la libertà. A. ha ucciso? Per quale libertà? Mi chiedo cosa mi chiederà M. in cambio del libro e delle lezioni.

A. mi ha chiesto di unirmi alla Confraternita di M. Dice che è l'unico modo per stare insieme. Non mi spiega il perché. Non sa che l'ho spiato altre volte. B. dice che non posso unirmi perché sono una traditrice. A. lo colpisce. Non so cosa fare. Amo A., ma la Confraternita mi spaventa.

A. mi ha dato delle erbe di M. Dice di aggiungerle al vino per la cena dei padroni. La signora L. è crudele, ma non voglio fare del male alla signora C. e ai bambini. A. è andato via. Dice che se non mi unirò alla Confraternita di M. non potremo più parlare.

Devo confessarmi da qualche parte e lo faccio qui. Quando A. è andato via, gli ho preso qualcosa. Qualcosa che serve alla Confraternita. Qualcosa per cui sono disposti a uccidere. Non so perché sia importante, ma ho paura che A. e B. e M. sappiano che sono stata io. Ma è troppo tardi per loro. Anche se mi dovessero uccidere, no lo troverebbero.

La signora L. dice che la vendita è la prossima settimana. È sbagliato, ma vorrei che arrivasse prima. Spero che qualcuno mi compri e mi porti in un posto lontano. Non mi importa del futuro. Voglio solo andare via da questo posto e dalla Confraternita.

Alla vendita mi hanno tirato indietro le labbra e premuto i denti. Mi hanno alzato la gonna e toccato le gambe. Canto e spiego come si lava il lino. A qualcuno non piace come parlo. Quindi fingo e parlo male, come se M. non m'insegnasse nulla. Nessuno mi vuole. Temo la frusta della signora L.

Alla fine si avvicina un uomo. Lo chiamano Monsieur de G. È calmo e non mi guarda. La signora L. dice che mi porterà in Louisiana. Sono felice di lasciare questo posto.

Posso portare solo i miei vestiti, ma riesco a nascondere il diario. Lo fisso con gli spilli alla gonna. Cucio il Cuore della Confraternita nella fodera. Ho paura che la signora L. trovi tutto, ma non succede.

Ora sono sulla nave che mi porterà via. All'inizio ho paura che sia come quando mi hanno rubato ai miei genitori, ma posso dormire negli alloggi di Monsieur de G. per occuparmi di lui. A volte posso uscire. C'è da mangiare. Non muore nessuno.

Di notte Monsieur de G. viene a farmi visita. All'inizio pensavo che fosse sbagliato, ma chi sono io per respingerlo? Non riesco a smettere di pensar ad A. L'ho tradito? O viceversa? Sono felice che non riesca a trovarmi, ma vedo ancora il suo volto in ogni uomo e a volte vorrei che fosse lui. Cercherò di essere più devota a Monsieur de G. Mi tratta con gentilezza, anche se non è obbligato. Mi dà sicurezza. Ho saputo che il suo nome è P.

Arriviamo a New Orleans. Monsieur de G. dice che non dormirò con gli altri schiavi, ma dividerò la dimora con lui. Non so cosa pensino gli altri. So che devo solo essere riconoscente di tutte le comodità che mi concede.

7 maggio 1746

P. mi ha chiesto di diventare la sua placée. Sento di dover accettare la sua offerta. È destino che io possa essere solo una moglie non ufficiale. Forse è una punizione per aver tradito A. e i suoi Fratelli. È una fortuna poter accettare.

P. mi tratta con più gentilezza di quanto meriti. Credo di volergli davvero bene. C'è anche qualcosa che devo dirgli. Porto un figlio in grembo. Spero che non ne sia deluso.

20 giugno 1747

È nata mia figlia. È in salute e di bell'aspetto. Il mio amore per lei cresce in un modo che mi fa pensare di non aver mai conosciuto prima il vero amore. Ha gli occhi di P. La chiamerò Aveline.

P. era molto emozionato alla sua nascita. Quando l'ha vista, è crollato in ginocchio. Diceva che si vergognava di sé per avermi tenuto così a lungo in schiavitù. Ha giurato di affrancarci entrambe. Dopotutto, forse c'è speranza per il futuro.

9 novembre 1749

Sono stata così occupata con Aveline e tutte le questioni di casa, che non scrivo da molto tempo. Siamo diventati una vera famiglia! E Aveline è il cuore della nostra casa: conquista tutti quelli che la incontrano con il suo carattere giocoso e il suo sorriso spensierato.

Non avrei mai pensato che mia figlia avrebbe potuto godere una simile vita di agi e libertà. Certo, c'è sempre chi ci sbeffeggia con frasi scortesi in strada, ma abbiamo molti più amici. So che dobbiamo essere grate alla posizione preminente di P. e al successo nel commercio per tutto ciò, ma ringrazio comunque il cielo ogni giorno.

Non avrei mai pensato che sarei stata ancora tanto felice dopo che ero stata portata via dai miei genitori.

12 agosto 1750

Aveline è sempre più sana, intelligente e bella. Suo padre la ama alla follia! La nostra felicità è offuscata solo dai recenti problemi d'affari di P. Torna a casa sempre più tardi, ogni volta più accigliato. Sembra però fiducioso del fatto che il suo investitore, Monsieur de L. e sua figlia, che ci fanno visita spesso, lo aiuteranno ad affrontare queste acque turbolente. Ho cercato di convincere P. che, se necessario, possiamo vivere con molto meno.

2 ottobre 1750

A volte mi preoccupo per mia figlia. Nonostante sia bella e intelligente, è piuttosto... attiva per una ragazza della sua età. Non passa volta che andiamo al mercato senza che insegua cani e galline o si arrampichi sulle casse di merce. Le dico che deve starmi vicino o si perderà e lei lo prende per un gioco. Ride tutta contenta e scappa di nuovo.

8 gennaio 1751

Oggi al mercato il pescivendolo mi ha fatto la più bizzarra delle domande. Sembra che sua moglie abbia saputo dalla moglie del panettiere che ieri sera Mademoiselle L. è stata vista danzare con P. alla festa per il Mardi Gras. Gli ho risposto che doveva aver confuso le maschere, P. ha lavorato tutta la notte, preoccupato per l'azienda. Sembra che una nuova opportunità si sia presentata all'orizzonte.

15 marzo 1751

Oggi ho invitato Mademoiselle de L. per un tè. Si è mostrata molto interessata alla casa e a tutti i manufatti e ha apprezzato molto la dimostrazione di pianoforte di Aveline. Ha preso lezioni di piano. Chi l'avrebbe mai detto! Lezioni di piano. Mai avrei immaginato un simile lusso per la mia bambina, eppure le viene tutto così naturale.

23 agosto 1751

Sono scioccata. Ho appreso che P. e la figlia di Monsieur de L. si sposeranno ufficialmente. Cosa ne sarà di me? E di Aveline?

Scapperei ora, nel cuore della notte, ma so che senza la protezione di P. il rischio di essere catturata è troppo alto. Se fossi presa nuovamente in schiavitù... No, non voglio pensarci. Dev'esserci un errore. Una simile sofferenza è davvero troppo grande per una sola vita.

5 febbraio 1752

Monsieur de G. (non lo chiamerò più P.) ha sposato Madame. Insiste che nulla tra di noi è cambiato, ma non capisce. È già cambiato tutto.

Aveline e io abbiamo i nostri alloggi privati nella magione e Madame vuole che diventi la sua serva personale. Non so come faccia a tollerare la mia presenza, con tutti i pettegolezzi di New Orleans concentrati su di noi.

Vorrei fuggire, ma Aveline ama moltissimo suo padre. Non posso portagliela via, come hanno fatto con me e i miei genitori.

19 gennaio 1756

Madame ha mostrato uno strano interesse nei miei confronti. Mi ringrazia profusamente per ogni mia piccola azione, sebbene io sia al suo servizio e lei sieda per ore mentre rammendo, ponendomi domande su domande circa le mie condizioni a Santo Domingo. Sa molte cose sull'argomento e conosce persino il nome di M. Per quanto desideri odiarla per la disgrazia in cui mi ha fatto precipitare, mi sento sempre in obbligo di risponderle, indipendentemente dalla gentilezza che le devo in quanto padrona.

7 marzo 1757

Madame è in contatto con molte mogli di commercianti, che hanno molte cose da dire sulla forma dei cappelli e sul prezzo del cotone. Cerco di cogliere notizie sulla Confraternita e persino di leggere tra le righe, ma finora non ho ottenuto alcuna informazione che possa rassicurarmi o minare il senso di sicurezza che provo qui.

14 aprile 1757

Oggi Madame mi ha detto una cosa alquanto bizzarra. La moglie di un commerciante il cui socio è stato di recente vicino a Santo Domingo ha sentito di un oungan vudù che porta lo stesso nome di M è stato visto imbarcarsi su una nave diretta in Louisiana. Non è strano? mi ha chiesto. Perché mai un uomo simile si dovrebbe recare a New Orleans? Cosa potrebbe mai cercare? Temo di conoscere fin troppo bene la risposta. Me.

1 maggio 1757 Fatico molto a scriverlo... mi è quasi impossibile. Stanotte lascerò New Orleans. Madeleine, che Dio la benedica, ha giurato di amare e crescere Aveline come fosse sua figlia e di provvedere alla sua educazione e protezione. Almeno finché non potrò tornare senza correre rischi. Usando i suoi contatti mi ha trovato un lavoro a Chicen Itza, dove sarò al sicuro.

Una volta che non ci sarà più pericolo, tornerò. Non credo che riuscirei ad andare avanti se non sapessi che avverrà presto. Abbandono mia figlia sapendo che è l'unico modo per tenerla al sicuro, l'unico modo per rivederla ancora. Le ho lasciato il Cuore, perché lo protegga, anche se non sa nulla.

Non conosco la data. Se non fosse per il dottore che mi attanaglia in ogni istante, starei bene a Chichen Itza. Monsieur de F. mi ha accolto calorosamente e mi ha dato lavoro nella comunità che sta creando.

Sono uomini di scienza indaffarati in un grande scavo archeologico, con lo scopo di trovare rovine sacre e svelare la storia.

Qui non devo fingere di non saper scrivere, al contrario. Mi hanno dato un nuovo libro. Ho abbandonato il vecchio. Dopotutto, a cosa poteva servirmi qui il passato?

Oggi ho scoperto una cosa bizzarra agli scavi. I manufatti che abbiamo portato alla luce assomigliano incredibilmente al Cuore della Confraternita. Quando ho visto il primo frammento, ho sentito un brivido lungo la schiena. Non voglio mettere in dubbio la gentilezza mostratami qui, ma non posso fare a meno di chiedermi quale sia il vero scopo degli scavi, chi siano i miei padroni e cosa si nasconda dietro i loro sorrisi.

Oh, come vorrei che Madame mi facesse avere notizie da New Orleans. Aveline mi manca terribilmente e vorrei lasciare questo posto appena possibile.

Sono stata promossa caposquadra, quindi so che non si sono accorti dei miei sospetti. Tuttavia, sono sempre più preoccupata. Non mi piace lo sguardo avido di de F. quando chiede perché non sono stati trovati altri manufatti.

Ancora nessuna notizia di Aveline da Madame. Mia figlia si ricorderà il mio volto?

Credo di aver scoperto il manufatto che cercano. Basta tenerlo in mano per avvertirne il potere. È il pezzo di un disco. E ne mancano ancora due o più. Uno lo conosco già e ho il sentore di aver visto l'altro. Ma dove? La risposta mi sfugge.

Non importa. Ho nascosto il frammento. Non lo troveranno. Non riusciranno mai a unire tutti i pezzi.

Ora capisco quanto sono stata sciocca a fidarmi di Madame. Non è chi dice di essere. Il suo sapere non veniva dai pettegolezzi delle mogli dei commercianti, ma da una fonte diretta. Non fa parte della Confraternita, ma di qualcosa di egualmente sinistro. Temo che a mia figlia potrebbe succedere qualcosa di male. Fino a che punto e per quali fini può averla manipolata?

Alla fine F. si è stufato delle mie scuse. Mi ha escluso dal lavoro e cacciato dalla comunità. Ora cercherò un nascondiglio. Finché F. controlla il porto, non ho speranza di scappare. Queste persone vedono tutto e sanno tutto.

Fonti

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