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Oracolo di Amon

Medunamun, Oracolo di Amon nel 48 a.C.

L'Oracolo di Amon è stata la figura religiosa nell'Antico Egitto che serviva come mezzo di comunicazione diretto con il dio egizio Amon. L'Oracolo visse nel Tempio di Amon, situato nel villaggio di Siwa.

Biografia

L'Oracolo di Amon era una delle figure religiose più importanti dell'Antico Egitto e uno degli oracoli più famosi nel mondo conosciuto nei tempi antichi, a livello dell'Oracolo di Delfi.[1]

Nel 524 a.C. Cambise II, re della Persia, dopo aver conquistato l'Egitto, inviò un esercito di 50.000 uomini per distruggere il villaggio di Siwa e l'Oracolo di Amon, ma l'esercito si perse nel deserto a causa di una tempesta di sabbia, non facendo più ritorno al suo re.

Nel 332 a.C. Alessandro Magno dopo aver sconfitto i persiani conquistando il loro immenso regno, tra cui l'Egitto, decise di far visita all'Oracolo di Amon, che lo salutò chiamandolo figlio di Zeus.[2]

Nel 49 a.C. Medunamun, membro dell'Ordine degli Antichi, venne proclamato Oracolo di Amon dal faraone Tolomeo XIII, in modo tale che Siwa venisse soggiogata sotto il suo controllo. Medunamun oltre a fare gli interessi del faraone, bruciando interi quartieri e imprigionando i ribelli, lavorò anche per il suo Ordine, cercando un modo per accedere alla cripta appartenuta agli Isu. Per fare ciò Medunamun imprigionò e interrogò i sacerdoti del tempio, ma quest'ultimi vennero liberati dal medjay Bayek nel 48 a.C.. In quello stesso anno Bayek assassinò Medunamun ponendo fine al suo giogo nel villaggio e vendicando la morte di suo figlio Khemu, di cui Medunamun ne fu complice.

Note

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