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Myrrine, conosciuta anche come Fenice nel suo periodo in esilio, è stata la madre della famigerata misthios spartana Kassandra e di Alexios, servitore della Setta di Cosmos. Era inoltre figlia di re Leonida I di Sparta e moglie del generale spartano Nicolao.

Myrrine lasciò Sparta poco dopo la nascita di Alexios, quando tentò di salvare la vita al piccolo in seguito alla condanna a morte per via di una profezia. Dopo un lungo viaggio Myrrine si stabilì sull'isola di Nasso, di cui rimase al comando fino al 429 a.C. quando venne ritrovata dalla figlia Kassandra, che lei dava per morta.

Assieme, Myrrine e Kassandra tornarono a Sparta per riprendersi la casa di famiglia e il diritto di vivere in Laconia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Myrrine era la figlia unica di re Leonida di Sparta. Nacque con una voglia a forma della costellazione Aquila al braccio. In seguito alla morte del padre alla Battaglia delle Termopili nel 480 a.C. ereditò la lancia del padre, recuperata dal campo di battaglia dai soldati spartani. Da giovane fece la conoscenza del filosofo Pitagora, rimasto in vita nel corso degli anni grazie al Bastone di Ermete Trismegisto. I due ebbero una relazione da cui nacque Kassandra, ma Myrrine fu costretta a crescerla da sola per via dell'ossessione di Pitagora nel proseguire le sue ricerche sugli Isu ad Atlantide, situata sotto l'isola di Thera. Myrrine tenne la figlia all'oscuro dell'identità del padre.

Pochi anni dopo Myrrine sposò il generale spartano Nicolao, che cercò di dimostrarsi all'altezza del nome di Leonida. A tal fine, Kassandra venne addestrata fin da bambina per seguire le orme di suo nonno. Durante uno degli allenamenti, Myrrine diede la lancia di Leonida a Kassandra come cimelio di famiglia.

Fatti del Monte Taigeto[modifica | modifica sorgente]

Nel 446 a.C. in seguito alla nascita del suo secondo figlio Alexios, esso venne condannato a morte da una profezia della Pizia per evitare la rovina della città di Sparta. Alexios venne gettato di fronte alla madre dalla cima del Monte Taigeto e Kassandra, nel tentativo di fermare l'anziano, lo uccise facendo cadere anche lui dal dirupo. Istigato dagli altri spartani, Nicolao ignorò le suppliche di Myrrine e buttò anche Kassandra dalla sporgenza.

Myrrine andò subito alla ricerca dei figli riuscendo a trovare Alexios in condizioni critiche ma vivo. Non riuscendo a trovare invece nessun segno di Kassandra, Myrrine portò Alexios in Argolide dove incontrò il giovane medico Ippocrate, che la indirizzò dai sacerdoti del Tempio di Asclepio . Lì però i sacerdoti, dopo aver preso in cura il bambino, le dissero che non c'era più niente da fare e che Alexios era morto. In realtà, Alexios era sopravvissuto, ed era stato preso dalla sacerdotessa Criside per farlo crescere all'ombra della Setta di Cosmos.

Alla ricerca di uno scopo[modifica | modifica sorgente]

Distrutta dalla perdita di entrambi i figli, Myrrine lasciò Sparta dopo aver rinunciato al suo nome e alla cittadinanza spartana. Si recò inizialmente a Corinto, dove trovò rifugio dall'etera Anthousa, che la trovò a dormire in strada durante un diluvio. Durante la sua permanenza a Corinto Myrrine fu molto riservata, rifiutandosi di parlare del suo passato ad Anthousa e alle altre etere. Nel suo periodo in città incontrò il Mercante, un uomo che più tardi entrò in controllo della città attraverso contrabbando e violenze. Desiderosa di andarsene, riuscì a vincere la nave Canto della Sirena ai dadi, con cui salpò via.

Myrrine adottò il nome di "Fenice" e passò diverso tempo in compagnia della pirata Xenia, finendo per unirsi alla sua ciurma. Nonostante fosse un'eccellente pirata e la sua amicizia con Xenia, Myrrine lasciò dopo qualche anno anche lei, dicendole che non sentiva la pirateria essere il suo scopo di vita.

Passato altro tempo per mare, Myrrine arrivò a Nasso, che al tempo era in guerra con Paro. Notando che l'isola aveva bisogno di un capo, Myrrine decise di restare lì, diventando in breve tempo eletta a governatrice dell'isola. La Setta di Cosmos era però sulle sue tracce e mandò Silano a Paro, mettendolo a capo dell'isola per uccidere Myrrine. Quando Paro si unì ad Atene, Myrrine fu obbligata a rivolgersi a Sparta per ricevere supporto. Durante la Guerra del Peloponneso Myrrina aveva diversi generali al suo servizio, tra cui Cherses, Euneo, Ettore e Timo.

Riunione con Kassandra[modifica | modifica sorgente]

Nel 429 a.C. Myrrine venne rintracciata da Kassandra con l'aiuto di Aspasia e delle persone che l'avevano accolta in passato. Tuttavia, il loro ritrovo venne presto interrotto dalla notizia di un nuovo attacco da parte di Paro. Assieme alla figlia e ai suoi generali Ettore e Timo, Myrrine respinse l'attacco, guadagnandosi finalmente del tempo da passare con la figlia sulla spiaggia. Dopo aver parlato di Alexios e della verità sulla paternità di Nicolao, Myrrine mostrò a Kassandra l'isola su cui viveva. Arrivate alla villa, Myrrine inviò Kassandra a cercare il suo ammiraglio Euneo mentre lei avrebbe presenziato a un simposio al Tempio di Dioniso.

Al simposio Myrrine incontrò Aspasia, che la informò di essere in pericolo per via della Setta, intenzionata a ucciderla. Myrrine non cercò di nascondersi, determinata a restare nel suo ruolo al comando dell'isola. Le due vennero poi raggiunte da Kassandra, che si mise alla ricerca dei sicari per ucciderli. Addosso agli assassini Kassandra trovò dracme di Paro e una lettera scritta da uno dei due re di Sparta che ordinava l'omicidio. Scoperto ciò, Myrrine decise di fare ritorno a Sparta.

Prima di tutto Myrrine cercò di assicurarsi che Nasso fosse al sicuro anche senza di lei occupandosi di Paro una volta per tutte. Con l'aiuto della figlia distrussero la flotta di Paro, uccidendo anche Silano nella battaglia. Con Nasso non più in pericolo, Myrrine mise Kassandra sulle tracce del suo vero padre senza dirle esattamente chi fosse. Quando Kassandra fece ritorno, Myrrine lasciò Nasso nelle mani di Aspasia e accompagnò la figlia nel viaggio di ritorno a Sparta. Nel viaggio incontrarono una forte tempesta, ma la ciurma di Kassandra e Barnaba riuscirono ad attraversarla.

Ritorno a casa[modifica | modifica sorgente]

Nel 428 a.C. Myrrine rientrò a Sparta con Kassandra per recuperare la loro vecchia casa, dove ad accoglierli trovarono il generale Brasida. Lui spiegò loro che lo stato l'avesse requisita dopo la scomparsa di Nicolao in Megaride e che per riaverla avrebbero dovuto convincere i re spartani a ridare loro la cittadinanza. Brasida suggerì loro di sedare una ribellone degli Iloti come regalo ai re.

Più tardi Myrrine visitò la Tomba di Leonida, dove insieme a Kassandra prese in mano la sua lancia, che grazie al loro sangue speciale e al suo potere mostrò loro una visione dello scontro tra Leonida e la Setta di Cosmos al Tempio di Apollo a Delfi in cui denunciò la corruzione della Pizia, intenzionati a mettere la Grecia sotto il controllo di Serse. In quel momento, re Pausania andò da loro, mostrando solidarietà per la tragedia che distrusse la loro famiglia. Suggerì poi a Kassandra di occuparsi dei kryptes traditori che fomentavano la ribellione ilota per riottenere la cittadinanza.

Una volta che Kassandra eseguì i compiti assegniatele, le due ottennero un'audienza con i due re. Dopo un'accesa discussione Archidamo e Pausania decisero di assegnare altri due compiti a Kassandra per ridarle la casa, ordinandole di aiutare le truppe spartane in Beozia e scortare un campione alle Olimpiadi. Poco prima di entrare Myrrine ricevette un messaggio che indicava la presenza di un membro della Setta in Arcadia, in cui vi si recò con Brasida. Giorni dopo Kassandra li raggiunse e scoprì che il membro in questione fosse l'arconte Lago. Brasida voleva dare lui una seconda occasione, mentre Myrrine sosteneva che fosse necessaria la sua morte per inviare un messaggio al re membro della Setta.

Indipendentemente dalla metodologia il loro lavoro venne completato, e le due donne tornarono ancora una volta a Sparta per smascherare il re traditore. Myrrine convocò quindi gli efori, i cinque cittadini che avevano potere persino sui due re, per partecipare alla seconda udienza in cui dimostrarono il tradimento di Pausania. Alla notizia, Archidamo esiliò immediatamente Pausania e restituì loro la casa. Myrrine chiese a Kassandra di uccidere comunque Pausania e quella sera rientrarono finalmente alla loro abitazione. Brasida le raggiunse lì per dire loro che Deimos, cioè Alexios, stesse combattendo per gli ateniesi a Pilo. Prima che Kassandra partisse la madre le chiese di provare a salvare suo fratello dalla Setta e riportarlo a casa.

Nell'agosto del 422 a.C., in seguito alla battaglia tra i due fratelli avvenuta ad Anfipoli Myrrine accompagnò Kassandra sul Monte Taigeto, dove molti anni prima avvenne la tragedia che distrusse la sua famiglia. Lì trovarono anche Alexios, che però, nonostante le suppliche di entrambe, rifiutò di tornare dalla sua famiglia. Kassandra fu quindi costretta a uccidere suo fratello di fronte alla madre.

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