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Maṣyāf (in arabo: مصياف) è una fortezza montana della Siria, situata nella valle dell'Oronte occidentale tra le montagne An-Nusayriyah.

Servì come quartier generale dell'Ordine degli Assassini durante l'Alto Medioevo. Qui, gli Assassini venivano sottoposti a un duro addestramento fisico e psicologico, per essere inviati, alla fine, in missione. Verso la metà del XIII secolo, gli Assassini abbandonarono definitivamente Masyaf dopo che cadde in rovina a seguito dell'assedio mongolo nel 1257.

Tuttavia, la fortezza, nel corso del XVI secolo, venne poi occupata dai Templari bizantini.

Storia[]

Origini[]

La fortezza di Masyaf fu fondata nel 1162 da un Assassino che in seguito sarebbe stato conosciuto con il suo titolo di Al Mualim. L'Assassino fu inviato da Alamut con il preciso ordine di fondare la fortezza da Hassan il Giovane, il leader della Confraternita levantina degli Assassini. Ufficialmente, la fondazione della fortezza era un ordine diretto di Hassan per diffondere l'influenza degli Assassini nel Levante, tuttavia circolavano voci sul motivo esatto. Alcuni Assassini iniziarono a credere che ci fosse stato uno scisma tra i due per via di alcune differenze ideologiche e che Al Mualim fosse partito per creare la sua Confraternita degli Assassini indipendente. Ci furono anche altre voci che indicavano che Al Mualim fosse motivato non solo dal desiderio di indipendenza, ma anche da una forte brama di potere, un'ambizione che lo portava ad agire come un re.[1]

Assedio saraceno[]

Articolo principale: Assedio di Masyaf

Nel 1176, la fortezza di Masyaf venne assediata da Saladino, il quale sperava di impedire agli Assassini di tentare una terza volta alla sua vita. Consci della potenza militare dell'esercito del Saladino, durante la seconda notte dell'assedio Al Mualiminviò uno dei suoi Maestri Assassini, Umar Ibn-La'Ahad per mettere una piuma e una lettera fissata con un coltello sul giaciglio di Saladino. Tuttavia, Saladino si svegliò e lanciò l'allarme e Umar si ritrovò costretto ad uccidere un generale saraceno per riuscire a fuggire dall'accampamento.[2]

Il giorno dopo, Saladino ascoltò l'avvertimento ricevuto e lasciò Masyaf e l'assedio. Lo zio di Saladino, Shihab Al'din, venne incaricato di trattare la fine delle ostilità e le condizioni con Al Mualim. Quest'ultimo era contento, in quanto era uscito vittorioso, ma Shihab riportò che il Saladino voleva la testa di colui che aveva ucciso il generale a lui fidato. Inizialmente Al Mualim rifiutò, ma Shihab minacciò la vita di una loro spia che avevano scoperto, Ahmad Sofian. Inoltre, lo avevano torturato e conoscevano il nome di Umar. Umar, convinto sin dall'inizio di offrire la sua vita, si lasciò giustiziare dal boia in cambio della vita di Ahmad. In seguito, l'assedio terminò e i saraceni se ne andarono.[2]

Terza Crociata[]

Schermaglia con i Templari[]

Articolo principale: Attacco a Masyaf

Gli Assassini combattono i crociati.

Nel 1189, i Templari attaccarono in forze Masyaf. Grazie ad Haras, un'apprendista Assassino che tradì la Confraternita unendosi all'Ordine dei Templari, i Templari riuscirono anche a prendere il controllo della fortezza e a catturare il Mentore della Confraternita, Al Mualim. Tuttavia, gli Assassini non smisero di combattere resistendo agli invasori nel villaggio. Inoltre, grazie agli sforzi del giovane e talentuoso Assassino Altaïr Ibn-La'Ahad, la fortezza venne riconquistata, Al Mualim salvato ed Haras assassinato. Di conseguenza, gli Assassini furono in grado di sconfiggere i Templari e scacciare i sopravvissuti dal villaggio.[3]

Assedio templare[]

Articolo principale: Difesa di Masyaf

Roberto di Sable con le sue truppe.

Nel 1191, Al Mualim entrò in possesso della Mela dell'Eden, un oggetto conteso con i Templari. Pertanto, sempre nello stesso anno, essi attaccarono Masyaf, guidati dal Gran Maestro Roberto di Sable per riconquistare la Mela.[4]

Nel villaggio ne seguì una vera e propria battaglia, con gli Assassini che combattevano i Templari per permettere ai cittadini di scappare e trovare rifugio presso la fortezza, prima che essi venissero uccisi. Una volta evacuata la popolazione, Al Mualim ordinò agli Assassini di rientrare nella fortezza.[4]

Quando Roberto entrò con una grande truppa di Templari dentro il villaggio, gli Assassini gli tesero una trappola, facendo rotolare contro la truppa dei tronchi di legno. Così tanti, da uccidere gran parte delle forze di Roberto di Sable, il quale fu costretto a ritirarsi dal villaggio.[4]

Lotta per la Mela[]

Articolo principale: Riconquista di Masyaf

Altaïr e Abbas davanti al corpo in fiamme.

Più tardi, nel settembre dello stesso anno, Al Mualim usò la Mela per corrompere tutti i cittadini di Masyaf, facendoli ipnotizzare in modo tale da poterli controllare. Tuttavia, Altaïr Ibn-La'Ahad fu in grado di contrastare il piano del suo ex Mentore, assassinandolo. Con la morte di Al Mualim, tutti i cittadini di Masyaf ritornarono come prima.[4]

Dopo che tutti gli Assassini scoprirono dell'uccisione del Mentore, molti di loro si rifiutarono di seguire Altaïr, ribellandosi a quest'ultimo. Il suo compagno Assassino e rivale di lunga data, Abbas Sofian, gettò Altaïr da una rupe, recuperando la Mela in una delle torri della fortezza. Tuttavia, Abbas fu sopraffatto dai poteri della Mela, arrendendosi ad Altaïr, che nel frattempo lo salvò.[2][3]

Più tardi, poco prima del 1227, Abbas, sfruttando il viaggio di Altaïr in Mongolia, riuscì con un colpo di stato ad avere il potere su Masyaf, e ad ottenere il controllo dell'Ordine. Perso il potere degli Assassini in Siria, Altaïr fuggì dalla città, andando in esilio volontariamente.[2]

Il declino di Masyaf[]

Articolo principale: Declino degli Assassini nel Levante

Altaïr spiega il suo piano per incontrare Abbas.

Durante il regno di Abbas, che durò circa un decennio, Masyaf ebbe dei grandi sviluppi di qualità e di cambiamento, i membri dell'Ordine non si allenavano più ogni giorno, la dura disciplina si era andata a perdere all'interno della Confraternita, e le imposte venivano pagate dal popolo, senza dare nulla in cambio.[2][3]

Tuttavia, due decenni più tardi, nel 1247, Altaïr ritornò a Masyaf, con l'intenzione di raccogliere alleati e di eliminare per una volta per tutte Abbas. L'Assassino fu in grado di reclutare quattro Assassini che la pensavano come lui, che erano stati posti di guardia alle porte della città.[2][3]

Con i suoi nuovi alleati, Altaïr si fece strada tra i cittadini ed eliminando i capitani corrotti, attraversando il villaggio ed infine la fortezza: lì incontrò Abbas, con cui parlò, dicendogli di lasciare il comando a qualcun altro. Abbas rifiutò e Altaïr si vide costretto a sparargli con un proiettile dalla sua pistola celata, uccidendolo. Con la morte di quest'ultimo, Altaïr riacquistò il titolo di Mentore degli Assassini del Levante.[2][3]

La visita dei fratelli Polo[]

Articolo principale: Caduta di Masyaf

Altaïr scorta i Polo.

Un decennio più tardi, la fortezza ricevette la visita di Niccolò e Maffeo Polo, ospiti dell'Ordine, che furono invitati dal primogenito di Altaïr, Darim Ibn-La'Ahad. I due fratelli furono scelti per diffondere il Credo degli Assassini nella loro patria, in Italia, dove Altaïr aveva fallito.[2] Tuttavia, durante i sei mesi di permanenza dei Polo, Masyaf venne assediata dalle armate mongole di Hülegü Khan per vendicare la morte di Gengis Khan, ucciso dall'Assassino Qulan Gal con l'aiuto di Altaïr, Maria Thorpe e Darim.[2][3]

Attraverso i suoi insegnamenti, Altaïr aveva fatto in modo che gli Assassini abbandonassero le fortezze e fondassero varie gilde in tutto il mondo, per espandere la Confraternita in tutto il mondo. Perciò, durante l'attacco dei mongoli, Masyaf disponeva di uomini limitati. Altaïr usò il potere della Mela per respingere i mongoli, aiutato dai suoi confratelli, per permettere a Niccolò e Maffeo di fuggire dalla città al sicuro. Prima che i Polo partissero, Altaïr consegnò in eredità a Niccolò il suo diario personale, cinque chiavi di Masyaf e molti libri della sua biblioteca.[5]

Prima che i mongoli attaccassero in forze Masyaf, Altaïr ordinò al resto della Confraternita di espandersi in tutto il mondo e ponendo fine allo stato degli Assassini a Masyaf. Detto addio a suo figlio Darim, Altaïr si chiuse nella sua biblioteca con la Mela, lasciando il manufatto per i posteri, prima di morire pacificamente su una sedia.[6]

Rinascimento[]

"Da circa trecento anni Masyaf non ospita più gli Assassini. Possiamo ancora rivendicarne il possesso? Siamo i benvenuti fra le sue mura?"
―Ezio Auditore in una lettera a sua sorella, 1511.[src]

Arrivo di Ezio Auditore[]

Ezio all'interno della fortezza.

Nel marzo del 1511, 300 anni dopo l'abbandono della fortezza da parte degli Assassini, il Mentore degli Assassini italiani, Ezio Auditore da Firenze, viaggiò dall'Italia fino alla roccaforte per riscoprire la saggezza lasciata da Altaïr nella sua biblioteca, incuriosito da una lettera scritta da suo padre a riguardo. Tuttavia, la fortezza era entrata recentemente in possesso dei Templari, capitanati da Leandros. I bizantini volevano ottenere indicazioni sulla posizione del "Grande Tempio", ma si poteva accedere alla biblioteca solo grazie a cinque chiavi, di cui una era già in possesso dei Templari.[3]

Quando Ezio arrivò a Masyaf, affrontò con coraggio il piccolo esercito Templare, ma venne distratto vedendo una visione di Altaïr. Pertanto, venne sconfitto e catturato dai Templari, che lo portarono sulla torre di guardia della cittadella per impiccarlo. Ezio, all'ultimo, contrattaccò e avvolse il collo di Leandros con la corda usata per impiccarlo e riuscì a fuggire.[7] Una volta aver scalato il mastio di Masyaf, Ezio venne a sapere da un lavoratore che i Templari erano entrati in possesso del diario di Niccolò Polo, un libro a cui Leandros teneva particolarmente. Uscito dal palazzo, Ezio scoprì che Leandros stava lasciando Masyaf per non dare la possibilità a Ezio di ottenere il libro. Ezio riuscì a uscire dalla cittadella, e, seguendo un capitano templare, riuscì ad arrivare a Leandros. Appena vide Ezio, Leandros partì in fretta su un carro. Tuttavia, Ezio riuscì comunque ad aggrapparsi a una fune dietro al carro, rimanendo quindi dietro a Leandros.[8]

Ezio assassina Leandros.

Mentre Ezio stava risalendo sul carro di Leandros, quest'ultimo si lanciò su un altro carro, mentre quello su cui era Ezio si schiantò. Ezio si salvò, e riuscì ad aggrapparsi e salire su un altro carro. L'Assassino continuò quindi l'inseguimento, ma un soldato bizantino lanciò una bomba sotto al carro di Ezio, che venne scaraventato in una gola.[9] Ezio riuscì a sopravvivere allo schianto, e, dopo essersi fatto strada in un villaggio vicino Masyaf, raggiunse Leandros, che venne ucciso. In seguito alla morte di Leandros, i bizantini lasciarono Masyaf.[10]

Accesso alla biblioteca di Altaïr[]

Ezio e Sofia nel cortile del castello.

Un anno dopo, Ezio fece ritorno a Masyaf assieme a Sofia Sartor e con tutte le cinque chiavi di Masyaf. Ezio e Sofia attraversarono il villaggio e la fortezza. Durante il cammino, Ezio spiega a Sofia il significato che si cela dietro il Credo. I due, alla fine, arrivarono ad un piccolo corridoio che conduceva alla biblioteca.[11]

Dopo aver aperto la porta della biblioteca con le chiavi, Ezio si separò temporaneamente Sofia, la quale lo salutò dicendogli "farai meglio a uscire vivo di lì". All'inizio, Ezio rimase scioccato a non trovare nessun libro nella biblioteca, ma soltanto lo scheletro in stato di decomposizione del defunto Mentore, Altaïr. Tra le mani di Altaïr, Ezio scorse un sigillo della memoria e lo prese.[11] Accedendo al messaggio all'interno del sigillo, Ezio assistette al momento della morte di Altaïr, cioé quando disse addio al figlio Darim e si rinchiuse nella biblioteca con la Mela.[6]

Ezio decide di lasciare la Mela dell'Eden.

Alla fine, Ezio trovò la Mela dell'Eden di Altaïr, ma decise di lasciare il manufatto lì, sostenendo di aver "visto abbastanza per una vita". Ezio, quindi, chiamò il suo discendente, Desmond Miles, di cui aveva sentito parlare anni prima da Minerva, e gli permise di trovare il giunto sincronico. Prima di andarsene, Ezio depose la sua attrezzatura, segno simbolico della sua vita da Assassino.[12]

Pianta[]

Sofia: È così bello qui. È qui che è nato il tuo Ordine?
Ezio: Nacque migliaia di anni fa, ma qui è rinato.
―Assassin's Creed: Revelations

Masyaf fu costruita in cima ad una montagna annidata nella valle di Oronte, con un villaggio costruito alla sua base e una fortezza al suo culmine. A protezione del villaggio vi era una palizzata, con diverse guardie Assassine che pattugliavano l'interno e l'esterno di Masyaf in modo tale da garantire una protezione più che adeguata ai suoi abitanti. Dato che era costruito in montagna, Masyaf era circondata e protetta ai lati dalle pareti di montagne alte e ripide, con un lago sottostante che poteva essere visto da tutto il lato sinistro della fortezza e del villaggio.[4]

Una seconda valle e un fiume potevano essere visti sul lato opposto della fortezza, ma non dal villaggio. Sulla seconda valle sul alto destro di Masyaf si stendeva una serei di travi di legno sovrastate da funi, che si incrociavano fino a raggiungere la parte posteriore di un'alta torre, che sembrava impossibile da scalare dalla parte anteriore.[4]

Villaggio[]

Il villaggio era composto da diverse dozzine di piccole abitazioni costruite in mattoni di fango all'estremità della valle, delle quali la maggior parte furono costruite sul bordo del canyon sul lato sinistro. Il mercato principale del villaggio era situato all'estremità più basse della valle, vicino alle porte del villaggio, in cui gli abitanti erano soliti a barattare beni e cibo oppure conversare con gli altri. Un secondo mercato, più piccolo e meno esteso, era situato più alto nella valle sotto il lungo e tortuoso ingresso alla fortezza.[4]

Fortezza[]

Sulla cima di montagna, invece, vi fu costruito la fortezza degli Assassini. All'interno delle alte mura in pietra, gli Assassini si addestravano nel combattimento nel recinto d'addestramento, pattugliavano le mura e la corte o si istruivano presso la biblioteca del Mentore.[4]

Un bellissimo giardino, noto come "Paradiso", era situato dietro le dure ed intimidatorie stanze centrali in pietra della fortezza, dove le donne giacevano felici nel tempo libero nell'erba e tra le piante rigogliose sparse per nei quattro livelli del giardino. Al centro del cortile del giardino, vi era una fontana, dove c'era una statua della dea Minerva della Prima Civilizzazione. All'interno della biblioteca della fortezza, gli studiosi sfogliavano i libri negli scaffali, costantemente visitati da loro.[4]

La fortezza ospitava tutti gli Assassini residenti all'interno di Masyaf, così come la stanza privata del Mentore situata in cima alla torre più alta. Inoltre, alte torri di guardia circondavano le mura, ciascuna con esperti arcieri che osservavano le valli vicine e il villaggio centrale per avvistare segni di pericolo.[4]

Passaggio sul canyon[]

I pesanti tronchi cadono sui Templari.

Sul lato meridionale di Masyaf, un Assassino sarebbe stato in grado di effettuare un salto della fede cadendo nei mucchi di fieno disposti lungo un'ampia piattaforma di pietra che sporgeva dalla parete della montagna. Da questi mucchi di fieno, diverse travi di legno attraversavano il vuoto sul fiume molto più in basso. Per aiutare ad attraversare questi percorsi pericolosi, furono innalzate delle funi sulle travi in legno.[4]

Alla fine del sentiero tortuoso sul fondovalle, un'alta torre si protendeva verso il cielo, fondendosi perfettamente con la parete di pietra della montagna. Un Assassino avrebbe potuto arrampicarsi su questa torre, ritrovandosi alla fine in una stanza con un pavimento a grata. Mucchi di tronchi venivano tenuti lì in caso di invasione, su cui un Assassino avrebbe attivato la trappola tagliando un chiavistello con la lama, facendo rotolare i tronchi sulle forze nemiche.[4]

Curiosità[]

  • La fortezza degli Assassini di Masyaf è molto simile al castello di Alamut in Iran.
  • Il quartier generale principale degli Assassini durante le Crociate e fino alla loro caduta era la fortezza di Alamut in Iran, anche se ci sono riferimenti ad un altro quartier generale in Siria.
  • Non ci sono i molestatori di alcun tipo a Masyaf.
  • In Assassin's Creed, Masyaf è il primo luogo dopo il Tempio di Salomone che si incontra durante il gioco, ed è anche il più piccolo luogo al di fuori del Regno.
  • Fuori dal villaggio, vi è una piccola parte del Regno controllata dagli Assassini, tuttavia, se si usa l'occhio dell'aquila, ci si trova una guardia che viene contrassegnata come nemico: quello è il traditore che ha aiutato i Templari.
  • Sebbene siano considerati alleati di Altaïr, le guardie reagiranno se vengono provocate.
  • Nonostante il terzo principio affermi che un Assassino non può, indirettamente o in altro modo, far del male ad un confratello, le guardie di Masyaf possono essere uccise senza alcuna penalità di sincronizzazione, e nessuna menzione è fatta da qualsiasi Assassino o cittadino.
  • I giardini dietro la fortezza sono un riferimento alla leggenda del paradiso segreto dietro il quartier generale degli Assassini storici. Il paradiso segreto era presumibilmente un'illusione creata da Hassan-i Sabbāh, fondatore storico degli Assassini. Creò i giardini per far credere ai suoi seguaci la sua missione divina ed ottenere la loro obbedienza per eseguire qualsiasi ordine senza aver paura della morte.
  • Dall'arabo "مصياف", Masyaf si traduce in "villeggiatura", "residenza estiva".
  • Durante la prima sequenza dei ricordi di Assassin's Creed: Revelations, è possibile interagire con diversi oggetti all'interno della fortezza, che mostreranno alcune delle gesta compiute da Altaïr.
  • In Revelations, le direzioni della bussola sono state ruotate di circa 90º, con il castello ora a est, piuttosto che a nord, come in Assassin's Creed.
  • A volte, dopo essersi allenati sul recinto d'addestramento, si sentono le guardie parlare di Altaïr come se avesse provocato un nemico.
  • Nell'adattamento mobile non canonico di Assassin's Creed, Masyaf non è il quartier generale degli Assassini ma invece una base segreta dei Templari. In realtà servì come sostituto di Damasco, in modo tale che gli obiettivi di Damasco nel gioco originale - Visir Abull Aswad (Abu'l Nuqoud) e Tamir - si trovano invece a Masyaf. Masyaf qui è raffigurato più in alto rispetto all'originale, con un clima abbastanza freddo da consentire ad Altaïr Ibn-La'Ahad di soccombere all'ipotermia se dovesse trascorrere più di un minuto lontano dalle torce.

Galleria[]

Apparizioni[]

Fonti[]

  1. Assassin's Creed - La Guida Ufficiale Completa
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 2,6 2,7 2,8 Assassin's Creed: La Crociata Segreta
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 3,6 Assassin's Creed: Revelations
  4. 4,00 4,01 4,02 4,03 4,04 4,05 4,06 4,07 4,08 4,09 4,10 4,11 Assassin's Creed
  5. Assassin's Creed: Revelations - Passaggio di testimone
  6. 6,0 6,1 Assassin's Creed: Revelations - L'eredità perduta
  7. Assassin's Creed: Revelations - Il carnefice
  8. Assassin's Creed: Revelations - Uno strano diario
  9. Assassin's Creed: Revelations - A rotta di collo
  10. Assassin's Creed: Revelations - L'aquila ferita
  11. 11,0 11,1 Assassin's Creed: Revelations - Ritorno a casa
  12. Assassin's Creed: Revelations - Il messaggio

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