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"Vai, figlio mio. Sconfiggi il nemico. Ma non dimenticare per chi lottano gli Assassini."
―Maria ad Ezio, dopo l'assedio di Monteriggioni[src]

Maria Auditore da Firenze (Firenze, 1432 - Roma, 1504) nata Mozzi, è stata una nobile italiana, moglie di Giovanni Auditore, importante banchiere fiorentino e membro dell'Ordine degli Assassini.

Nata da nobile famiglia dei Mozzi, Maria amava mescolarsi con i comuni cittadini quando era giovane, e ciò portò al suo incontro con l'uomo che in seguito sarebbe diventato suo marito. Ebbe quattro figli: Federico, Ezio, Claudia e Petruccio. Divenuta parte della famiglia Auditore, continuò a fraternizzare con le classi inferiori, sviluppando un rapporto di lavoro con l'artista Leonardo da Vinci.

Consapevole della fedeltà del marito per gli Assassini, Maria mantenne il segreto ai figli. È un'antenata di Clay Kaczmarek e di William e Desmond Miles.

Biografia[]

Vita a Firenze[]

Maria nacque nel 1432 a Firenze nella potente famiglia Mozzi. Protetta dalla famiglia, Maria desiderava incontrare il mondo per poter vivere la propria vita, come scrisse nel proprio diario. La famiglia le permise di aprire un panificio nel palazzo familiare, che Maria trasformò in un luogo di incontro artistico. Fu lì che nel 1448 incontrò Giovanni Auditore, un giovane nobiluomo che la affascinò immediatamente.[1]

I due si sposarono nel 1452, e tra il 1456 e il 1463 ebbero tre figli e una figlia: Federico, Ezio, Claudia e Petruccio. Giovanni e Maria erano membri della Confraternita italiana degli Assassini, ma scelsero di tenerlo segreto ai figli.[1][2]

Maria e Giovanni.

Giovanni era un banchiere al servizio della potente famiglia Medici, e divenne un amico del signore di Firenze, Lorenzo de' Medici. Come ringraziamento per il suo ruolo nelle negoziazioni con il papa, Lorenzo pagò la costruzione di Palazzo Auditore, che fu completato nel 1473.[1]

Nel dicembre 1476, Giovanni tornò ferito da una missione a Roma. Maria curò la ferita, notando che era scampato di poco alla morte. Lo avvertì inoltre che Ezio sospettava qualcosa delle attività del padre.[2]

Il 28 dicembre, Maria si fece accompagnare da Ezio sino alla bottega di Leonardo da Vinci, a cui aveva commissionato dei quadri. Maria introdusse il figli all'artista, che li accompagnò fino al loro palazzo. Maria si disse convinta che Leonardo avrebbe fatto grandi cose.[1]

Lo stesso giorno, Giovanni fu arrestato insieme a Federico e Petruccio, e accusato di tradimento. Maria fu attaccata dalle guardie e subì uno shock profondo che la sprofondò nel mutismo. Ezio, tornato al palazzo, affidò la madre e la sorella alla serva Annetta, che le portò al sicuro dalla sorella Paola, un'Assassina e madonna del bordello La Rosa Colta.[1]

Il giorno seguente, Giovanni, Federico e Petruccio furono giustiziati a causa del tradimento del Gonfaloniere Uberto Alberti, che si era alleato con il Gran Maestro dei Templari Rodrigo Borgia. Ezio annunciò la loro morte a Maria e Claudia dopo aver ucciso Alberti. In seguito, gli Auditore superstiti lasciarono Firenze per rifugiarsi a Monteriggioni, borgo governato dal fratello di Giovanni, Mario Auditore.[1]

Vita a Monteriggioni[]

Maria, Ezio e Claudia si stabilirono a Villa Auditore, dove Maria restò rinchiusa nella sulla stanza, sempre racchiusa nel mutismo, pregando costantemente sopra le piume che il figlio più piccolo, Petruccio, aveva raccolto.[1]

Ezio scelse di seguire le orme del padre e diventò un Assassino per vendicare la morte dei familiari. Tuttavia, non dimenticò mai la madre e raccolse delle piume in memoria di Petruccio, ponendole nello scrigno che la madre aveva nella sua stanza. Molti anni dopo, dopo aver ricevuto cento piume raccolte da Ezio, Maria lo abbracciò e lo ringraziò, donandogli una cappa con lo stemma della famiglia Auditore.[1]

Maria con Ezio e Claudia nel Santuario.

Nel gennaio 1500, Ezio tornò da Roma dopo lo scontro con Rodrigo Borgia e aver scoperto la Cripta Vaticana. La vittoria fu di corta durata, perché le forze papali guidate da Cesare Borgia, figlio del papa, assediarono Monteriggioni il mattino seguente. Con il resto della popolazione del borgo, Maria fuggì nel Santuario sotto alla villa, dove attese Claudia e Ezio, che la raggiunsero più tardi. Ezio le informò della morte di Mario per mano di Cesare. Da lì, fuggirono da Monteriggioni attraverso i sotterranei del borgo. Ezio disse a Maria e Claudia di andare a Firenze, dove sarebbero state al sicuro.[3]

Tuttavia, Maria e Claudia decisero di seguire Ezio a Roma per aiutarlo nella sua lotta contro i Borgia.[3]

Vita a Roma[]

Arrivate a Roma, Maria e Claudia andarono al covo degli Assassini sull'Isola Tiberina, dove incontrarono Niccolò Machiavelli, che disse loro di andare a cercare Ezio presso la Rosa in Fiore, il più famoso bordello di Roma.[3]

Maria, Ezio e Claudia parlano alla Rosa in Fiore.

Quando vi arrivarono, Ezio non era presente, essendo andato alla ricerca di Madonna Solari, la proprietaria del bordello, che era stata rapita dai Cento Occhi. Quando l'Assassino tornò alla Rosa in Fiore, fu sorpreso e preoccupato di vedere la madre e la sorella, pensando che Firenze fosse stata attaccata. Claudia gli spiegò che desideravano contribuire alla lotta contro i Templari, cosa che Ezio non apprezzò.[3]

Quando Ezio annunciò la morte di Madonna Solari, le cortigiane gli dissero che senza una matrona sarebbero state costrette a chiudere, lasciando gli Assassini senza una fonte di informazioni. Claudia si offrì quindi di gestire la Rosa in Fiore, avendo una lunga esperienza di gestire gli affari di Monteriggioni. Maria sostenne la figlia di fronte alle critiche di Ezio, che senza altre alternative fu costretto ad accettare.[3]

Ezio, Maria ed Egidio.

Maria aiutò Claudia a gestire il bordello, e affidò ad Ezio il compito di occuparsi delle cortigiane che non erano fedeli alla loro causa. In seguito, Maria chiese al figlio di uccidere gli ambasciatori spagnoli e imperiali, venuti a Roma per stringere un'alleanza con i Borgia. Infine, nel 1503, parlò con il senatore Egidio Troche delle trame alla corte papale. Il senatore consigliò ad Ezio di uccidere alcuni membri della corte.[3]

Il 1 agosto 1503, alcune guardie attaccarono il bordello, avendo seguito delle cortigiane che avevano rubato il denaro dalla festa di Juan Borgia il Maggiore. Claudia difese la Rosa in Fiore, uccidendo le guardie prima del ritorno del fratello. Ezio fu piacevolmente sorpreso quando arrivò al locale, finalmente consapevole delle abilità della sorella, e i due si riconciliarono, per il grand piacere di Maria.[3]

Nel frattempo, la salute di Maria peggiorò lentamente a causa di una malattia, che la portò inevitabilmente alla morte, avvenuta nel 1504.[4]

Eredità[]

Grazie ai diari che scrisse prima dell'arresto del marito e dei figli, Maria è l'Auditore più conosciuta dagli storici, e un'importante fonte di informazioni sulla vita nel Rinascimento. I suoi diari, tradotti da grandi studiosi, sono conservati alla Galleria degli Uffizi, a Firenze.[1][3]

Curiosità[]

  • Maria è uno dei personaggi il cui aspetto in Assassin's Creed II non invecchia mai, anche se in Brotherhood dimostra l'età più avanzata.
  • Maria prega per 23 anni, poiché tutti i luoghi contenenti le piume non sono sbloccati fino alla Sequenza 9 di Assassin's Creed II.
  • Sembra essere un medico esperto, visto che cura una ferita grave a Giovanni in Lineage.
  • Maria sposò Giovanni (che aveva 14 anni), quando lei aveva 18 anni.
  • Maria parla solo in tre occasioni in Assassin's Creed II: durante la nascita di Ezio, nel ricordo "Amico di famiglia" e quando le viene data la centesima piuma. In Assassin's Creed: Brotherhood, invece, si dimostra molto più loquace.
  • Nel romanzo ufficiale di Assassin's Creed: Rinascimento, Maria non spese tutto il suo tempo in preghiera sulle piume Petruccio, ma passò il tempo all'interno del convento di Monteriggioni. Si afferma che aiuta ad eseguire operazioni semplici, anche se non ci fu un recupero completo. Lei è menzionata poco dopo essere stata lasciata a riposare nella sua nuova vita a Monteriggioni.

Galleria[]

Note[]

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