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Ljufvina Bjarmasdottir (832 ca. - ?) è stata una donna siberiana di origini mongole vissuta nel IX secolo. Sposò Hjorr Halfsson, l'ultimo re di Avaldsnes discendente dalla dinastia di Augvald. Era la madre dei gemelli Geirmund e Hámund.

Biografia[]

Ljufvina nacque in Biarmia Quando Ljufvina fece nascere i suoi figli gemelli Geirmund e Hámund si preoccupò della reazione che suo marito avrebbe avuto alla vista di due neonati che somigliavano poco a lui, così li scambiò con i figli di una schiava, anche loro nati da poco. Quattro anni dopo, venne sollecitata dal loro scaldo Bragi Boddason a confessare il suo unganno a Hjorr.

Durante la sua permanenza in Norvegia, Ljufvina strinse un rapporto di amicizia e fiducia con Eivor Varinsdottir del clan del Corvo.

Alla fine dell'872 Hjorr e Ljufvina cedettero volontariamente il loro territorio al nuovo re di Norvegia, Harald Bellachioma, e partirono verso l'Inghilterra alla ricerca di una nuova vita. Negli anni successivi, la coppia si stabilì a Jorvik, dove Hjorr entrò nel consiglio di Ricsige, re fantoccio di Halfdan Ragnarsson.

Un giorno Ljufvina venne attaccata in casa sua da banditi inviati dalla Mano rossa, un gruppo di persone intenzionate a rubare e bruciare i testi cristiani. Dopo aver ucciso i suoi assalitori, Ljufvina venne raggiunta da Eivor, venuta a Jorvik dopo aver saputo della presenza dell'Ordine degli Antichi in città. Ljufvina disse a Eivor che i banditi erano interessati a una lettera inviatale da "Un Povero Soldato di Cristo", contenente indizi su tre nomi fittizi.

Ljufvina accompagnò Eivor alla casa del re da Hjorr, con cui parlò dei recenti avvenimenti. Dopo che Eivor ottenne un'udienza col re, tornò da Ljufvina per decidere cosa fare. Parlando con lei, Eivor decise di cercare nell'archivio e parlare con Grigorii, il mastro del porto cittadino che stava sequestrando per proprio conto i beni dei mercanti. Eivor chiese a Ljufvina di restare alla casa del re per origliare potenziali conversazioni sospette.

Eivor tornò poi da Ljufvina per annunciarle di aver ucciso Ingeborg, la badessa di Jorvik dietro al furto dei testi cristiani e Grigorii, che utilizzava l'argento sottratto ingiustamente ai mercanti per arricchire lo Scrigno, il terzo bersaglio rimasto. Ljufvina ed Eivor cercarono quindi altri indizi sullo Scrigno all'interno dell'archivio. Eivor notò che lo scrittoio di Hjorr fosse stato spostato, trovandolo pieno d'argento. Dietro allo scrittoio trovarono una stanza segreta, dove trovarono indizi su del vino avvelenato portato per la festa di Yule all'anfiteatro romano.

Ljufvina si mise in cerca del vino avvelenato mentre Eivor si occupò di capire chi fosse realmente lo Scrigno. Ljufvina le chiese però di riferire a lei le sue scoperte prima di agire. Dopo aver parlato con i principali sospetti Eivor andò a riferire a Ljufvina le sue scoperte quando Audun, l'unico membro del consiglio a sapere del mancato arrivo del vino, presentò alla gente di Jorvik i più illustri nobili della città, che fecero su suo invito un brindisi.

La festa si trasformò in pochi secondi in una strage, così Eivor disse a Ljufvina di portare in salvo i membri del consiglio, mentre lei si sarebbe occupata di Audun e i suoi uomini. Hjorr e Ljufvina si rifugiarono in una birreria, mentre Faravid scortò Ricsige alla sua residenza. Eivor riuscì a uccidere Audun e raggiungere Ljufvina, con cui si diede appuntamento alla casa del re, dove i tre spiegarono al re i recenti sviluppi. Ljufvina promise a Eivor di darle una mano se ne avesse avuto bisogno e chiesero spiegazioni sull'argento in suo possesso a Hjorr, che confessò di volerlo utilizzare per un regalo per sua moglie.

Ljufvina ricambiò il favore a Eivor nel gennaio 878 quando prese parte con Hjorr alla battaglia di Cippenham. Durante la battaglia, mentre combatteva al suo fianco, Hjorr perse la vita. Ljufvina partecipò poi alla cerimonia funebre in onore di suo marito, dell'aldermanno Hunvald e della jarl Soma.

Apparizioni[]

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