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Kassandra (458 o 453 a.C. - 2018), nota anche come Ombra dell'Aquila, era una mercenaria spartana che combatté durante la Guerra del Peloponneso.

Durante i suoi viaggi Kassandra entrò in conflitto con la misteriosa Setta di Cosmos, un'organizzazione nata con l'intento di controllare tutto il mondo greco. Fu poi in opposizione anche all'Ordine degli Antichi che la voleva morta sia per la sua ascendenza che per la sua alleanza con Darius. Per via della sua lotta contro gli Antichi e la Setta, Kassandra è considerabile una precorritrice della Confraternita degli Assassini.

Kassandra era la sorellastra di Alexios e, da parte di madre, nipote di re Leonida I di Sparta. Venne cresciuta dal patrigno Nicolao, mentre il suo vero padre biologico era Pitagora. Ebbe un figlio chiamato Elpidio, da cui discese Aya, una dei fondatori degli Occulti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Kassandra nacque a Sparta da Myrrine, figlia di re Leonida, e dal filosofo Pitagora, che rimase in vita grazie ai poteri del Bastone di Ermete Trismegisto in suo possesso. Poco dopo la sua nascita, suo padre lasciò Sparta per continuare ad apprendere più cose possibile sugli Isu e sul suo bastone. Myrrine venne così lasciata a crescere sua figlia da sola. Da piccola, Kassandra venne portata dalla Pizia, che predisse grandi speranze per il futuro della piccola. Myrrine sposò in seguito il generale spartano Nicolao che la crebbe come se fosse figlia sua. La coppia diede poi a Kassandra un fratellastro chiamato Alexios.

Kassandra riceve la Lancia di Leonida.

Data la sua discendenza da Leonida, su di lei vennero riposte grandi speranze per mantenere alta la gloria della famiglia. Kassandra venne pertanto addestrata al combattimento da Nicolao sin da piccola. Durante un allenamento sua madre le regalò ciò che restava della Lancia di Leonida, un'arma Isu cimelio di famiglia. Kassandra si affezionò molto alla lancia, tenendola vicino a sé anche quando dormiva per combattere i mostri nei suoi sogni.

Esilio da Sparta[modifica | modifica sorgente]

Quando aveva sette anni la Pizia Prassitea del Santuario di Delfi profetizzò per ordine della Setta di Cosmos che suo fratello Alexios avrebbe causato la distruzione di Sparta. Per prevenire l'infausto destino, Alexios doveva essere sacrificato sul Monte Taigeto, nonostante la forte opposizione di Myrrine. Quando un anziano della città fece cadere Alexios nel vuoto, Kassandra cercò di fermarlo ma finì per gettare anche lui dal crepaccio. L'azione di Kassandra venne immediatamente condannata dai presenti, che chiesero a Nicolao di ucciderla.

Nicolao lascia cadere Kassandra.

Attenendosi aderentemente alla legge spartana, Nicolao prese Kassandra per il braccio e la buttò giù dalla montagna, incurante delle grida disperate di Myrrine. Tuttavia, Kassandra sopravvisse alla caduta e scappò verso la spiaggia con la sua lancia sempre con lei. Per paura di venire trovata dagli spartani utilizzò una barca per scappare in mare aperto, dove portò con sé un'aquila che chiamò Icaro. Durante il viaggio si imbatté in una tempesta, che la fece naufragare sulla spiaggia di Cefalonia. Lì venne trovata da Marco, che la fece crescere sotto la sua ala protettiva mentre lei in cambio avrebbe svolto diverse commissioni per lui.

Vita da misthios[modifica | modifica sorgente]

Col passare degli anni Kassandra rimase al fianco di Marco, aiutandolo anche a ripagare i debiti che contraeva. Da ragazzina, Kassandra tagliò le dita a un bulletto che tirò una roccia a Icaro. Mentre Kassandra veniva picchiata dai fratelli del ragazzino, venne salvata da una vicina, Anais. Le due divennero in seguito amiche strette, mettendosi in mostra come combinaguai sull'isola. Kassandra rimase molto triste quando Anais dovette lasciare Cefalonia.

Una volta cresciuta Kassandra intraprese la carriera da mercenaria sotto la tutela di uomini come Fozio e Ettore, guadagnandosi il soprannome di misthios sull'isola. In quel periodo, Kassandra strinse amicizia con Febe, una piccola orfana che viveva sull'isola.

Kassandra trovò casa vicino alle antiche rovine sulla costa occidentale di Cefalonia, a distanza dagli altri abitanti. Si trovò spesso ad affrontare i criminali che lavoravano per il Ciclope, il capo dei banditi che voleva controllare l'isola.

I banditi attaccano Kassandra.

Nel 431 a.C. Kassandra affrontò ancora una volta i briganti del Ciclope, che vennero ad affrontarla in casa sua. Poco dopo averli battuti, Febe venne da Kassandra per dirle che Marco aspettava di incontrarla al suo nuovo vigneto. Una volta arrivata Kassandra gli espresse il suo disappunto per aver comprato un vigneto nonostante le dovesse ancora del denaro. Dopo averla calmata promettendogliene ancora di più, le chiese di riscuotere per lui un debito dal mercante Duride a Sami. In cambio del suo aiuto Kassandra chiese lui un cavallo chiamato Fobos.

Prima di partire, lei e Marco vennero fermati da Euterpe, una contadina che li avvertì del rapimento di Febe da parte dei banditi del Ciclope, che l'avevano rinchiusa alla spiaggia di Ctimene. Arrivata alla spiaggia, Kassandra affrontò furtivamente i criminali e liberò Febe. Dopo averla salvata, Kassandra viaggiò a Sami per recuperare i soldi di Marco da Duride. Nel farlo scoprì che Marco aveva comprato il vigneto con denaro preso in prestito dal Ciclope. Presi i soldi da Duride Kassandra tornò da Marco al Tempio di Zeus, trovandolo a discutere con un uomo del Ciclope. Mentre i due discutevano delle azioni di Marco, la costruttrice di archi Drusilla chiese aiuto a Marco per occuparsi dei banditi, che stavano bloccando le consegne di legname. Kassandra si offrì di occuparsi del problema in cambio della riparazione del suo arco rotto.

Odissea in Grecia[modifica | modifica sorgente]

Lavoro per Elpenore[modifica | modifica sorgente]

Kassandra incontra Elpenore.

Kassandra tornò da Marco, che le spiegò il suo piano per ripagare il Ciclope rubando il suo occhio d'ossidiana e rivenderlo. Infiltratasi nel suo covo, Kassandra gli rubò l'occhio e lo portò a Marco, che le chiese di tenerlo prima di avvertirla dell'arrivo di una nave sull'isola, piena di sgherri che probabilmente lavoravano per il Ciclope. Le chiese quindi di occuparsene per non avere futuri problemi. Arrivata al loro rifugio in una casa abbandonata, Kassandra li iniziò a uccidere tutti, quando vide l'ultimo bandito venire ucciso dal loro vero datore di lavoro, Elpenore di Cirra. Elpenore le rivelò di stare cercando proprio lei per recuperare una parte della tela di Penelope a Itaca. Kassandra recuperò per lui la tela, che decise di assoldarla per uccidere un generale spartano soprannominato Lupo di Sparta.

Avendo bisogno di una nave per arrivare in Megaride, Kassandra scoprì dal costruttore Telemene che il Ciclope avesse una nave con cui era appena arrivato a Cefalonia. Kassandra decise quindi di raggiungerlo alla Baia dei ladri, dove lo interruppe mentre torturava un altro uomo con un occhio solo. Lei iniziò quindi a prendere in giro il Ciclope, mostrandogli il suo occhio di ossidiana prima di infilarlo nel didietro di una capra prima di affrontarlo e ucciderlo. L'uomo che stava subendo la tortura, Barnaba, era il capitano della nave Adrestia, e si offrì di accompagnarla verso la Megaride. Dopo aver salutato Marco e Febe, che le regalò come ricordo la sua aquila di legno Chara, Kassandra parlò a Barnaba del suo compito, scoprendo così da lui che il Lupo fosse in realtà suo padre Nicolao.

Kassandra risparmia Nicolao.

In Megaride Kassandra incontrò Stentore, figlio adottivo di Nicolao. Lei gli chiese di incontrare il generale, ma lui le chiese prima di dare una mano all'esercito combattendo contro gli uomini di Atene nella regione. Dopo aver indebolito e sconfitto le forze ateniesi, Kassandra divenne famosa come tra gli spartani, e Nicolao chiese di incontrarla da soli. Lei affrontò finalmente l'uomo che l'aveva cresciuta e che aveva cercato di ucciderla, ma decise di risparmiargli la vita. In pena per le sue azioni passate, Nicolao rivelò a Kassandra di non essere il suo vero padre e la invitò a cercare sua madre per ottenere risposte prima di andarsene.

Kassandra andò poi a Cirra per incontrare Elpenore, mostrandogli l'elmo di Nicolao come prova della sua morte. La discussione tra i due degenerò però quando Elpenore le rivelò di conoscere la loro relazione e di sapere anche che non fosse il suo vero padre. Quando i toni si accesero Elpenore se ne andò lasciando Kassandra alle sue guardie. Dopo averle uccise Kassandra si mise alla ricerca di Elpenore nella regione.

Ricerche sulla Setta[modifica | modifica sorgente]

Kassandra incontra Barnaba con Erodoto.

Recatasi al Tempio di Apollo a Delfi per chiedere consiglio alla Pizia sulla sua famiglia, Kassandra fece conoscenza dello storico Erodoto, che rimase impressionato alla vista della Lancia di Leonida. Mentre parlava con la Pizia, lei le fece capire di essere sotto il controllo di agenti esterni che chiamò Setta di Cosmos prima di essere portata via da alcune guardie. Decisa a parlarle in privato, Kassandra si infiltrò a casa sua per chiederle spiegazioni, scoprendo che la Setta fosse alla sua ricerca e che avrebbero tenuto un incontro nella grotta di Gaia, nascosta sotto al tempio. Avendo bisogno di una maschera e del loro mantello per entrare, Kassandra riuscì a rintracciare e uccidere Elpenore. Nel suo nascondiglio trovò una maschera, un abito rituale e una strana pietra triangolare.

Deimos riconosce Kassandra.

Con i vestiti giusti Kassandra riuscì a infiltrarsi al conciliabolo della Setta. Al centro della sala in cui erano riuniti c'era una Piramide composta da pietre triangolari come quella che aveva trovato. Prima di mettere anche la sua pietra, Kassandra scoprì dai presenti che la Setta aveva infiltrati in tutti i livelli della società greca, sia tra le fila della Lega di Delo che in quella del Peloponneso. Scoprì inoltre che la setta fosse alla ricerca della sua stirpe con lo scopo di usarla per i loro scopi. Dopo aver unito anche la sua pietra alla Piramide l'arma della Setta, Deimos, fece il suo ingresso annunciando la morte di Elpenore e la presenza di un traditore. Per scovarlo, iniziò a mettere alla prova i presenti mettendo la loro mano su una faccia della Piramide mentre lui la teneva su un'altra. Quando arrivò il turno di Kassandra, i due rivissero brevemente i ricordi condivisi della loro infanzia. I due fratelli divisi si riconobbero all'istante e Alexios, spiazzato, la lasciò andare. Deimos prese poi Epitteto e finse di accusarlo di tradimento, uccidendolo immediatamente sul posto sbattendogli la faccia sulla piramide. Approffittando della confusione, Kassandra prese una delle pietre e se ne andò.

Kassandra alla Forgia Antica.

Una volta uscita Erodoto convinse Kassandra a venire con lui ad Atene per riferire a Pericle delle sue scoperte. Prima di partire, i due si incontrarono di nuovo di fronte alla statua del Leone di Leonida alle Termopili, dove suo nonno morì nell'omonima battaglia. Lì, toccando la Lancia di Leonida, riuscirono a rivivere gli ultimi ricordi del re durante la battaglia. Capendo che si trattasse di un manufatto di un'antica civiltà, Erodoto parlò a Kassandra di un antico complesso sull'isola di Andro. Kassandra si convinse a visitare l'isola e una volta lì fu in grado di aprire un portone grazie alla sua lancia. Al suo interno trovò uno stampo corrispondente alla lancia e, grazie alla pietra della Piramide recuperata dalla Setta, riuscì a potenziarla. Mentre andava via dalla Forgia Antica venne fermata da suo fratello, che le chiese di parlare. Alexios la accusò di averlo buttato di sotto dal Monte Taigeto, rifiutando di ascoltare le spiegazioni di Kassandra per via dell'indottrinamento subito dalla Setta. Alexios se ne andò via, mentre Kassandra tornò all'Adrestia per raccontare a Erodoto i suoi ritrovamenti mentre si recavano ad Atene.

Nella politica ateniese[modifica | modifica sorgente]

Kassandra parla con Pericle.

Nel maggio del 431 a.C. Kassandra ed Erodoto arrivarono ad Atene mentre la regione era sotto attacco degli spartani. La popolazione cittadina era stanca della politica attendista di Pericle mentre il suo avversario politico Cleone spingeva per una tattica più aggressiva, trovando il favore di molti ateniesi. Visto che Kassandra era alla ricerca di informazioni su sua madre, Erodoto provò a farla invitare al simposio di Pericle in cerca di indizi. Prima di acconsentire alla sua partecipazione, Pericle diede a Kassandra tre compiti da portare a termine.

Lo scultore Fidia era bersagliato dalla Setta di Cosmos e Pericle voleva portarlo al sicuro via dalla città prima che potesse essere procesato. Kassandra lo scortò quindi sull'isola di Serifo e uccise Brisone, l'uomo incaricato di uccidere Fidia. Kassandra salvò inoltre Metioco, legato in casa sua da alcuni criminali che avevano lasciato nella stanza dei serpenti velenosi. Kassandra scoprì che i malviventi lavoravano per un mercante di serpenti, che andò subito a uccidere. Infine Kassandra si occupò del filosofo Anassagora truccando il voto per la sua ostracizzazione, assicurandosi quindi il suo esilio. Appena dopo il voto Kassandra incontrò Socrate, che gli pose alcune domande sulle sue recenti azioni.

Kassandra al simposio.

Una volta compiute le sue missioni, Kassandra si recò alla residenza di Pericle per partecipare al simposio. Nella residenza incontrò Febe, che aveva lasciato Cefalonia per iniziare a lavorare per Aspasia, l'amante di Pericle. Alla festa Kassandra parlò con Erodoto, che le presentò gli ospiti del simposio: i drammaturghi Sofocle ed Euripide, i commediografi Ermippo e Aristofane, i sofisti Protagora e Trasimaco, Socrate e il nipote di Pericle Alcibiade. Parlando con Sofocle, Kassandra scoprì che Euripide aveva sentito parlare di una donna spartana che sarebbe potuta essere Myrrine. Dopo averlo ammorbidito portandogli del vino, scoprì che quella donna si recò molti anni prima al Santuario di Asclepio in Argolide per salvare suo figlio. Consigliò a Kassandra di parlare con Ippocrate ad Argo per saperne di più. Dopo aver portato dell'olio ad Alcibiade, lui le consigliò di cercare la donna spartana a Corinto, chiedendo di lei all'etera Anthousa.

Parlando con gli altri ospiti Kassandra conobbe Aspasia. Ascoltando la descrizione della madre, Aspasia le disse di incontrare la sua amica Xenia all'isola di Ceo per ottenere informazioni a suo riguardo. Dopodiché Kassandra parlò a Pericle della Setta di Cosmos e del pericolo che rappresentavano per Atene. A fine serata Kassandra lasciò il simposio dopo aver salutato Febe.

Prima di partire alla ricerca di sua madre Kassandra aiutò il drammaturgo Aristofane a investigare su Ermippo, scoprendo che facesse parte della Setta prima di ucciderlo di conseguenza. Kassandra trovò poi un altro membro della Setta in Attica, il Il Maestro, che maltrattava i suoi schiavi. Kassandra cercò di liberare uno dei suoi schiavi, ma il Maestro accettò solo se in cambio Kassandra avesse ucciso una donna. Lei si rifiutò e uccise direttamente lui. Mentre era in città aiutò anche i generali Demostene e Cleone a combattere gli spartani accampati nei dintorni di Atene. Cleone le chiese di trovare Eremo e Onomacle, due dei suoi uomini. Il primo era però già morto, mentre il secondo venne salvato. Kassandra distrusse poi la flotta spartana che lo bloccava, permettendogli di salpare verso Mitilene.

Ricerca della madre[modifica | modifica sorgente]

Kassandra alla clinica di Ippocrate.

Kassandra lasciò quindi Atene con l'intenzione di seguire tutte le piste che aveva trovato al simposio. Ad Argo incontrò il dottore Ippocrate, a cui erano stati rubati i suoi appunti, necessari per curare i suoi pazienti. Per recuperarli Kassandra andò al Forte di Tirinto, dove però li trovò bruciati. Decise quindi di portare il dottore del forte da Ippocrate visto che aveva precedentemente letto gli appunti. Come ricompensa Ippocrate le raccontò che quando era giovane una donna spartana andò da lui per salvare il suo bambino ferito, indirizzandola poi al Santuario di Asclepio. Al Santuario Kassandra si offrì di aiutare i sacerdoti, che in cambio la mandarono dall'anziano sacerdote Midone, che si era tagliato la lingua. Midone era in compagnia della sua schiava e amante, che parlò al suo posto. Lei spiegò che Myrrine andò dai sacerdoti per salvare suo figlio, ma che i sacerdoti fallirono. Criside, la sacerdotessa di Era, costrinse Midone a tagliarsi la lingua per impedirgli di parlare della spartana e di suo figlio. Kassandra capì quindi che Criside ingannò sua madre facendole credere che Alexios fosse morto con lo scopo di rapirlo. Mentre era alla sua ricerca all'Altare di Apollo Maleata, Kassandra sentì il pianto di un neonato, ma venne attaccata da uomini della Setta mentre si avvicinava. Kassandra trovò poi il piccolo con Criside, che le raccontò di aver rapito Alexios per fare di lui l'arma della setta manipolandogli la mente. Criside le disse che sua madre era poi andata a Corinto, dove il Mercante avrebbe dovuto recuperarla. Per sfuggire a Kassandra diede quindi fuoco all'altare in cui si trovava lasciando l'infante al suo interno. Mentre Kassandra salvò il bambino Criside fuggì, ma venne poi uccisa dal suo figlio ribelle Dolopo.

Brasida e Kassandra combattono insieme.

Arrivata a Corinto, Kassandra entrò in contatto con Anthousa. Lì incontrò nuovamente Febe, inviata da Aspasia per annunciare il suo arrivo. L'etera accettò di darle informazioni su Myrrine in cambio del suo aiuto per liberare Corinto dal Mercante, un seguace della Setta che molestava i cittadini della città assieme al suo piccolo esercito. Dopo aver aiutato le etere Damalis ed Erinna ad affrontare gli uomini del mercante Kassandra andò a bruciare le scorte del Mercante nel suo magazzino, ma venne intrappolata al suo interno dai suoi sgherri. Mentre li stava affrontando accorse in suo aiuto il generale spartano Brasida, con cui fece coppia per uccidere i suoi avversari. Brasida le spiegò di essere a Corinto, alleata di Sparta, per aiutarla a fermare i crimini del Mercante. Brasida, a differenza di Anthousa, era intenzionato a ucciderlo discretamente piuttosto che in maniera plateale. Dopo averlo ucciso nel suo rifugio, Anthousa fece esporre il suo corpo in piazza contro il volere di Brasida. Come ringraziamento Anthousa disse a Kassandra di aver dato rifugio a Myrrine per breve tempo, prima che lei partisse su una nave che aveva vinto ai dadi, chiamata Canto della Sirena.

Recatasi a Ceo, Kassandra si infiltro al Tempio di Atena Nedusia per incontrare Xenia, la regina dei pirati in controllo dell'isola. Xenia chiese a Kassandra del denaro in cambio delle sue informazioni e, dopo averlo ottenuto, le rivelò che Myrrine aveva lavorato con lei facendo la piratessa per lungo tempo sotto il soprannome di Fenice, prima di lasciare l'isola per dirigersi a sud-est in cerca di una nuova vocazione. Kassandra collaborò inoltre con Xenia alla ricerca di tesori grazie alle mappe che le diede la pirata.

Kassandra piange Febe.

Tornata ad Atene nell'autunno del 429 Kassandra trovò la città in preda a un'epidemia. Mentre Ippocrate provava a salvare i malati, lei lo aiutò a bruciare i corpi dei morti dopo aver affrontato i Seguaci di Ares, contrari a questa pratica sacrilega. Kassandra andò poi a trovare Pericle, ma scoprì da Aspasia che anche lui fosse ammalato. Parlando con Pericle Kassandra capì che Cleone avrebbe preso il suo posto al comando di Atene. Quando tornò da Aspasia, lei le chiese di cercare Febe, non ancora tornata dopo averla mandata dal suo collaboratore Anastasio a cercare un traghetto. Mentre la cercava vicino all'Odeon di Pericle Kassandra trovò un massacro a casa dell'uomo. Fuori, Kassandra vide Febe scappare dagli uomini della Setta, ma quando li raggiunse per la piccola era già troppo tardi. Mentre piangeva la sua amica, Kassandra le lasciò in mano la statuetta di Chara. Nel frattempo la raggiunsero Socrate e Ippocrate, avvertendola della sparizione di Pericle. Insieme ai due Kassandra andò al Partenone per parlare con Aspasia.

Arrivati al tempio trovarono Aspasia in cerca di Pericle. Kassandra le disse della morte di Febe, scuotendola profondamente. I quattro entrarono poi nel tempio, dove videro Pericle venire ucciso da Deimos, che fuggì subito. In seguito agli ultimi traumatici eventi, Kassandra chiese a Socrate e Ippocrate di dare una degna sepoltura a Febe. Tornata sull'Adrestia con Aspasia, Kassandra le raccontò le sue scoperte. Aspasia le disse di conoscere una donna soprannominata Fenice a Nasso, così le due partirono alla volta dell'isola.

Incontro con i genitori[modifica | modifica sorgente]

Myrrine riabbraccia sua figlia.

A Nasso Kassandra andò a cercare sua madre alla villa centrale, in cui si discutevano gli affari più importanti. Lì la trovò intenta a discutere con alcuni generali e, alla fine dell'incontro, si fece avanti con lei, incredula di trovare la figlia ancora in vita. La riunione venne però interrotta da un attacco condotto dalle forze di Paro sbarcate sull'isola. Kassandra e Myrrine andarono subito a uccidere le avanguardie nemiche, prima di poter finalmente discutere in tranquillità. Myrrine parlò dei suoi ultimi trascorsi a Kassandra, che le parlò di Alexios, ancora vivo ma in combutta con la Setta. Le due decisero quindi di impegnarsi a combattere la Setta e salvare Alexios dal loro controllo. Visto che Nasso e Paro erano in guerra, Kassandra aiutò sua madre a indebolire il potere dell'oligarca rivale Silano e combattere la propaganda dell'artista Lica contro di lei, fatta dietro pagamento e minaccia di Silano.

Durante un simposio Aspasia avvertì Myrrine dell'arrivo di alcuni sicari inviati per ucciderla sull'isola. Kassandra li uccise e finì per scoprire che erano parte della Setta. Addosso a loro trovò dracme con l'emblema di Paro e un messaggio in codice. Aspasia riuscì a decifrare il messaggio riconducendolo a uno dei due re spartani, facente parte della Setta. Myrrine rimase sconvolta dalla scoperta, visto che l'aristocrazia spartana si era sempre opposta a loro. Dopo aver salvato uno degli uomini di Myrrine rapito a Paro, Kassandra ruppe il blocco navale avversario di fronte al porto dell'isola con l'Adrestia. Decise a sconfiggere una volta per tutte la flotta nemica, Myrrine e Kassandra salparono per la battaglia, in cui riuscirono ad affondare anche la nave di Silano assicurandosi una vittoria schiacciante. Tornate a terra, le due decisero di tornare a Sparta per sconfiggere la Setta, ma prima di fare ciò Myrrine chiese a Kassandra di andare a trovare il suo padre biologico sull'isola di Thera.

Kassandra conosce suo padre Pitagora.

Sull'isola vulcanica di Thera Kassandra trovò alle rovine minoiche un portone simile a quello della forgia antica di Andro. Una volta aperta la porta esplorò i meandri dell'isola. Arrivata in una struttura Isu, Kassandra trovò lì suo padre Pitagora ad aspettarla. Lui le spiegò di essere mantenuto in vita dal Bastone di Ermete Trismegisto e di aver studiato i segreti di quel luogo, Atlantide. Tuttavia, le disse che lo scopo con cui lei venne concepita da lui e Myrrine era quello di perpetuare la loro stirpe, discendente dai costruttori di quella città, e di sigillare Atlantide per sempre recuperando quattro manufatti nascosti in Grecia. Kassandra accettò di aiutare suo padre nella sua missione.

Indagini sul re traditore[modifica | modifica sorgente]

Kassandra, Myrrine e Brasida di fronte ai re.

Attorno al 428 a.C. Kassandra tornò con sua madre in Laconia e raggiunsero insieme Sparta. Per prima cosa andarono alla loro vecchia casa, ma lì Brasida le informò che la città l'avesse reclamata in seguito alla sparizione di Nicolao. Kassandra volle quindi incontrare i re, ma Brasida le consigliò di affrontare prima una rivolta degli iloti per assicurarsi la volontà dei re di ascoltarla. Una volta fatto Kassandra e Myrrine si recarono dai re Archidamo e Pausania. Archidamo era ancora arrabbiato per l'abbandono di Myrrine dopo i fatti del Taigeto, quindi Pausania propose loro di dimostrare la loro lealtà a Sparta. Il primo chiese di aiutare nella conquista della Beozia, mentre il secondo le chiese di scortare in Elide il campione Testicle e assicurarsi la vittoria di Sparta ai giochi olimpici. Terminato l'incontro, Brasida le informò di aver trovato una pista su un membro della Setta in Arcadia. Myrrine scelse di andare con Brasida, mentre Kassandra si sarebbe occupata del resto prima di raggiungerli. Mentre era a Sparta Kassandra conobbe il generale Lisandro, che le affidò il compito di uccidere dei polemarchi ateniesi.

Dopo aver scortato Testicle sull'Adrestia da un'isola in Messenia fino al porto di Cillene, Testicle cadde sbadatamente in acqua, dove venne mangiato da uno squalo. Alcibiade, presente in quel momento, le suggerì di sostituirlo nel pancrazio. Arrivata a Olimpia, Kassandra assisté ai rituali dei giochi con Barnaba. Nella competizione del pancrazio Kassandra sconfisse Orione ed Erasto prima di qualificarsi alla finale. Mentre celebrava le sue prime vittorie, Alcibiade si sentì male. Barnaba sospettò un avvelenamento e Kassandra si mise a indagare. Scoperti i corpi di alcuni ateniesi avvelenati interrogò il mercante Priamo, da cui apprese che era stato pagato per avvelenare il vino. Dopo essere stata attaccata da un uomo della Setta, Kassandra andò a recuperare l'antidoto a Forte Corebo, con cui riuscì a salvare Alcibiade in tempo.

Kassandra festeggia la vittoria olimpica.

Durante la finale Kassandra affrontò il campione Dorieo e vinse la competizione. Kassandra venne quindi cinta con una corona d'ulivo e dichiarata campionessa olimpica. A Olimpia Kassandra scoprì che il campione Callia fosse il membro della Setta dietro l'avvelenamento di Alcibiade e lo uccise. Lì incontrò nuovamente Fidia, ancora bersagliato dalla Setta. Lui le disse di aver ricevuto una scitala con un messaggio contenente un indizio che portava al Tempio di Zeus a Olimpia. Lì Kassandra trovò sulla statua un simbolo con cui decodificare il messaggio misterioso. Fidia le chiese quindi di trovare le altre tre statue a Citera, Samo e Taso.

Mentre raggiungeva la madre e Brasida in Arcadia, Kassandra venne attaccata dal mercenario Sosipatro. Dopo averlo sconfitto, scoprì da lui che l'arconte dell'Arcadia Lago avesse messo una taglia su di lei e sua madre. Trovati Myrrine e Brasida, Kassandra scoprì che Lago fosse un membro della Setta. Myrrine voleva ucciderlo, ma Brasida sospettava che la Setta lo stesse costringendo a lavorare per loro. Tuttavia quando lo affrontarono, Myrrine decise di ucciderlo.

Stentore affronta Kassandra.

Nel 427 a.C. Kassandra arrivò all'accampamento militare spartano in Beozia, scoprendo che Stentore fosse al loro comando. Lui la accusò di aver ucciso Nicolao, ma non la uccise poiché era protetta dal mandato dei re. Le ordinò allora di uccidere i quattro campioni della Beozia che lavoravano per Atene. Kassandra uccise quindi Dracone e Nesea. Dopo aver scoperto che Deianira facesse parte della Setta, uccise anche lei e sua cugina Astra per vendicare la morte del guerriero Abrea su richiesta del fratello Timone.

Mentre stava andando ad assassinare Aristeo, Kassandra vide Nicolao combattere e uccidere il campione. Parlando con Nicolao, lui le spiegò di essere lì per aiutare Stentore di nascosto. Kassandra lo convinse quindi a riunirsi a lui. Completata la sua missione, si unì alla battaglia per sconfiggere gli ateniesi. In seguito alla vittoria, Stentore decise di affrontare Kassandra per vendicare la morte di suo padre, quando lui stesso si fece vivo per separare i due figliastri, calmando Stentore e chiedendogli di continuare a comandare i suoi uomini. Prima di andarsene, Nicolao augurò a lei e Myrrine la protezione degli dei.

In cerca di altre informazioni sul re traditore, Kassandra uccise Scilace, capo spartano delle Isole di Abantis. Con la morte dell'intero ramo della Setta, Kassandra riuscì a raccogliere abbastanza prove per accusare Pausania. Tornate a Sparta, Myrrine riunì gli efori prima di presentarsi dai re per accusare Pausania. Di fronte alle prove Archidamo e gli efori lo deposero mandandolo in esilio, mentre alle due donne fu restituita la casa. Dopo l'esilio di Pausania, Kassandra lo trovò e uccise fuori città.

Caccia a Cleone[modifica | modifica sorgente]

Kassandra di fronte a Deimos.

Fatto ritorno nella loro casa ricevettero la visita di Brasida, che chiese aiuto a Kassandra nella battaglia contro gli ateniesi a Pilo, date le voci che parlavano di Deimos tra le loro fila. Nell'estate del 425 a.C. i due eserciti si affrontarono in battaglia. Durante lo scontro Brasida venne ferito da Deimos che attaccò poi Kassandra. Il duello tra fratelli venne però interrotto da una coppia di alberi bruciati che caddero prima su lui poi su di lei, facendo perdere coscienza a entrambi. Gli ateniesi vinsero la battaglia e Kassandra venne portata come prigioniera ad Atene.

Quando si risvegliò, Kassandra trovò Deimos a osservarla fuori dalla sua cella. Mentre i due discutevano Cleone arrivò a redarguirlo, rivelando anche di essere il mandante dell'omicidio di Pericle prima di andarsene, lasciando Kassandra a combattere con due soldati entrati nella sua stanza. Dopo averli sconfitti arrivarono improvvisamente Socrate e Barnaba per salvarla, irrompendo all'interno della prigione. Dopo averle restituito le sue armi fuggirono insieme alla residenza di Pericle, dove insieme ad Aristofane, Alcibiade, Erodoto e Ippocrate decisero di formare un gruppo indirizzato a combattere il potere di Cleone per far tornare Atene alla gloria.

Kassandra e alleati organizzano la resistenza.

Assieme a Socrate, Kassandra riuscì a smascherare le bugie di Cleone sulla rivolta di Mitilene di fronte alla popolazione ateniese, chiedendo loro di revocare la decisione di sterminare la popolazione maschile della città. Aiutò poi Aristofane a proteggere l'attore Tespi e la sua musa Caterina per farlo recitare in nell'opera I cavalieri, in cui avrebbe criticato Cleone. Nel frattempo riuscì a uccidere il membro della Setta Rexenore, che minacciava Caterina per tenerla distante da lui danneggiando lo spettacolo. Grazie a ciò la popolarità di Cleone crollò e lui fu costretto ad affrontare gli spartani ad Anfipoli per recuperare la sua reputazione.

Nell'estate del 422 a.C. Kassandra raggiunse Brasida per unirsi alla Battaglia di Anfipoli. Durante il confronto Deimos riuscì a uccidere Brasida ma, mentre affrontava Kassandra, venne accidentalmente colpito alla schiena da una freccia scagliata da Cleone. Kassandra si gettò all'inseguimento di Cleone, che fuggì dalla battaglia verso la spiaggia. Senza via di fuga, Cleone le chiese disperatamente di unirsi alla Setta prima di implorare pieta, ma venne ucciso lo stesso. Tornata sul campo di battaglia, Kassandra non riuscì a trovare il corpo di Alexios.

Lotta fraticida[modifica | modifica sorgente]

Kassandra uccide suo fratello.

Tornata a Sparta, Kassandra raccontò a sua madre gli avvenimenti di Anfipoli. Le due andarono poi sul Monte Taigeto per affrontare lì il proprio passato, ma arrivate alla sporgenza vi trovarono Alexios. Provarono a farlo ragionare per farlo tornare nella famiglia, ma Alexios si rifiutò di ascoltarle. Alexios cercò poi di attaccare Myrrine, costringendo Kassandra a ucciderlo.

Dopo aver perso definitivamente suo fratello, Kassandra organizzò una cena nella sua vecchia casa con sua madre, Nicolao e Stentore.

Kassandra fece poi ritorno ad Atene, dove visitò con Socrate la tomba di Febe. Decise poi di raggiungere i suoi amici per celebrare con loro la vittoria contro Cleone e la Setta, in memoria delle sue avventure e dei suoi amici caduti nella guerra, che finalmente stava per giungere al termine.

Sigillatura di Atlantide[modifica | modifica sorgente]

Durante i suoi viaggi Kassandra proseguì la ricerca dei manufatti per sigillare Atlantide. Durante il loro incontro Pitagora le diede la metà di un amuleto e la indirizzò in Beozia dal suo alleato Gorgia. Al Covo della Sfinge, lui la informò che il suo apprendista Pibo fosse alla ricerca dell'altra metà. Durante la sua ricerca trovò Pibo sbranato da un leone. Pensando che il leone avesse ingoiato l'amuleto, diede la caccia all'animale e lo uccise per recuperarlo.

La Sfinge parla a Kassandra.

Completato l'amuleto Kassandra tornò al Covo, trovando la statua della Sfinge scomparsa e Gorgia morto. Tornata lì quella notte, vide l'apparizione di una Sfinge gigante. La creatura disse a Kassandra che per avere il manufatto avrebbe dovuto risolvere tre indovinelli, o sarebbe morta come Gorgia. Dopo averli risolti tutti e tre la Sfinge si illuminò e morì. Kassandra recuperò dal suo corpo una piuma illuminata che si trasformò in una sfera metallica, mentre la Sfinge si trasformò in un cadavere umano in decomposizione.

Mentre investigava su un altro manufatto a Citera, a Kassandra venne chiesto da un uomo di salvare Empedocle, un presunto dio vivente che era stato catturato dalla sacerdotessa di Afrodite. Dopo averlo salvato, Empedocle le propose di unirsi a lui per vedere i suoi fratelli e sorelle divini, ma il disco necessario per aprire la porta gli era stato rubato. Una volta recuperato, scoprì che si trattava di un'altra chiave per il manufatto.

Kassandra uccide Bronte.

Raggiunto Empedocle all'Isola di Thisvi, Kassandra aprì il portone Isu, dietro il quale c'era il ciclope Bronte, che uccise Empedocle. Kassandra affrontò il gigante e lo uccise. Una volta morto, l'occhio illuminato del mostro si trasformò nello stesso manufatto sferico della Sfinge.

A Creta Kassandra si recò alle rovine del Palazzo di Cnosso, dove trovò un ragazzino, Ardo, in attesa del ritorno di suo padre Nicio che era scomparso durante l'esplorazione del labirinto sotto al palazzo. Ardo mostrò a Kassandra l'entrata sigillata e Kassandra si mise alla ricerca degli accompagnatori del padre. Interrogando il Collezionista scoprì che Nicio, Pesce spada e lui provarono a uccidere il Minotauro utilizzando l'armatura di Teseo come protezione. Terrorizzati dalla creatura, fuggirono lasciando Nicio indietro. Lui le diede poi una parte dell'armatura con cui proteggersi. Messasi alla ricerca di Pesce spada, scoprì che si trattasse di un criminale che controllava Iraklio e inoltre parte della Setta. Quando si infiltrò nel suo nascondiglio, il Pesce spada scambiò Kassandra per Deimos. Le rivelò poi cosa fosse accaduto nel labirinto confermando che Nicio fosse morto. Volendo impedirle di entrare nel labirinto per non rischiare la liberazione del Minotauro, cercò di ucciderla, finendo però per morire.

Kassandra fronteggia il Minotauro.

Durante la ricerca del tutore di Ardo, Kassandra cadde in una trappola della Setta ma sopravvisse all'imboscata. Dopo aver salvato il tutore, lui le spiegò di avere la chiave ma che Ardo l'avesse rubata. Tornata alle rovine, Kassandra parlò al ragazzino che gliela consegnò. Con l'armatura di Teseo, Kassandra entrò nel labirinto per affrontare il Minotauro. Dopo aver ucciso il mostro Kassandra ruppe una delle sue corna che si trasformò nel manufatto sferico. Lasciato il labirinto, diede ad Ardo l'anello del padre morto come ricordo.

Sull'isola di Lesbo Kassandra salvò una donna chiamata Brice da una folla infuriata che la accusava di aver fatto un sacrificio al "Terrore serpeggiante". La donna le spiegò che avesse perso la sua amante Ligea durante la loro caccia alla creatura. Arrivate alle Rovine del terrore trovarono il portone del Tempio pietrificato chiuse. Avendo bisogno della chiave per entrare, Kassandra andò al villiaggio delle Figlie di Artemide a Chio per recuperarla.

Kassandra chiese poi al mercenario Zete il vecchio del mostro, dato che si diceva che l'avesse già ucciso in passato. Lui le spiegò di essere stato pagato dalla Setta per recuperare il manufatto e di aver ucciso la creatura con la sua lancia dopo che lei uccise tutti i suoi amici. Kassandra gli chiese la lancia, ma lui volle combattere per decretarne il proprietario. Dopo averlo ucciso, gli trovò addosso una lettera in cui spiegava di non essere stato lui ad uccidere il Terrore serpeggiante ma Ligea, che quando prese il manufatto però si trasformò a sua volta nella creatura stessa.

Kassandra affronta il Terrore Serpeggiante.

Tornata al Tempio pietrificato, Kassandra entrò con Brice nel complesso. Quando arrivarono di fronte alla creatura però, il mostro pietrificò Brice. Kassandra combatté quindi con la reincarnazione di Medusa e la uccise. Da uno dei serpenti sulla sua testa ottenne quindi l'ultimo manufatto. Kassandra commemorò Brice prima di lasciare il Tempio.

Con tutti i manufatti in suo possesso Kassandra tornò all'Accesso alla Città Perduta, dove li mise all'interno dei pilastri corrispondenti. Una volta attivato il complesso, la Isu Aletheia parlò loro attraverso una registrazione della loro civiltà, del Progetto Olimpo, la guerra tra umani e Isu e della Grande Catastrofe. La Isu chiese poi a Pitagora di passare il Bastone, prima di parlare a qualcuno non presente nel suo ultimo messaggio.

Pitagora muore tra le braccia di Kassandra.

Dopodiché, Kassandra chiese a Pitagora come sigillare Atlantide. Lui rispose che il Bastone di Ermete Trismegisto avrebbe potuto farlo ma aveva bisogno di studiare ancora le conoscenze degli Isu per cambiare il mondo. Vedendo suo padre ossessionato dal suo obiettivo, lei provò a convincerlo ad abbandonare il suo orgoglio egoista e la sua curiosità per impedire alla Setta di scoprire i segreti di Atlantide. Dopo una discussione, Pitagora accettò di consegnarle il Bastone prima di morire all'istante di vecchiaia. In onore di suo padre Kassandra accettò di sigillare il posto. Uscita da lì incontrò Erodoto e Barnaba, a cui fece promettere di non parlare a nessuno di Atlantide.

Distruzione della Setta[modifica | modifica sorgente]

Nel corso delle sue avventure Kassandra si pose l'obiettivo di uccidere tutti i membri della Setta di Cosmos e scovare il loro capo, lo Spettro. Uccise Sotera in Megaride e Mida ad Argo, membri degli Occhi di Cosmos trovando indizi per trovare l'anziano a cui rispondevano: Notte, l'Ombra. Kassandra la uccise ad Atene, trovando addosso a lei prove che testimoniavano la sua influenza nella politica ateniese.

Mettendosi sulle tracce dei membri della Lacrima d'argento, uccise Il Centauro di Eubea, la Chimera ad Andro, Il Grifone argenteo sull'isola di Prassonissi e Macaone a Patrasso. Una volta scoperto il loro anziano Polemone alla Fortificazione di Eracle in Acaia, si infiltrò all'interno per ucciderlo. Tra le sue carte trovò una lettera dello Spettro in cui gli spiegava di voler dare inizio a una nuova era.

Kassandra parla con Cira e Taleta.

Anche dopo la morte di Cleone il ramo della Lega di Delo continuò ad essere attivo. Kassandra ricevette una lettera dalla cacciatrice Cira, in cerca di aiuto per fomentare una ribellione contro il governatore delle Isole d'argento Podarce, membro della Setta. A Mykonos Kassandra si unì a lei e allo spartano Taleta, finendo per scoprire che Podarce fosse il padre di Cira. Uccidendolo liberò le isole dal controllo della Setta. A Chio Kassandra venne assunta da un mercante per uccidere il membro della Setta Codro il toro, capo corrotto delle Isole pietrificate. A Lemno Kassandra scoprì Iobate, capo delle Isole di Efesto, intento a creare un'armata di mercenari. Uccidendolo liberò le isole dal suo controllo. Con tutti i membri del ramo morti, Kassandra continuò la sua vendetta.

Sull'Adrestia Kassandra esplorò i mari alla caccia dei membri degli Dei del mar Egeo. Affondò quindi le navi di Asterio, del Polpo e dello Squalo di Mitilene. Nella battaglia navale per la conquista delle Isole d'ossidiana Kassandra attaccò e distrusse la nave di Soco. In Messara Polemaio assoldò Kassandra per uccidere il capo locale. Addosso a lui trovò trovò una lettera scritta dal figlio Melanto, scoprendo così che facesse parte della Setta. Dopo aver localizzato e affondato anche la sua nave, Kassandra scoprì il loro Anziano, l'Idra, aggirarsi vicino alle coste della Messenia. Dopo aver abbordato la sua nave e averlo ucciso, Kassandra scoprì da una lettera che lo Spettro fosse una donna.

Attraverso tutta la Grecia Kassandra rintracciò i membri degli Adoratori della stirpe. Uccise quindi Zoisme e il capo dei Seguaci di Ares, Arpalo. A Citera Kassandra salvò da un attacco la sacerdotessa Diona, che le disse dei piani della Setta per prendere controllo dell'isola. Aiutandola scoprì però che lei stessa fosse il membro della Setta intenzionato a uccidere Eritha per diventare gran sacerdotessa di Afrodite, ma Kassandra riuscì a riconoscerla e ucciderla. Nella regione di Pefka sull'isola di Creta incontrò Leandro, che la invitò a sfidare il Minotauro per vincere una grande somma di dracme. Dopo tre prove consistenti in trappole per derubare i turisti, Kassandra entrò nella grotta del Minotauro, dove scoprì dietro la maschera della creatura Leandro stesso, che le rivelò di essere stato costretto a fare tutto ciò dalla Setta, che aveva rapito sua figlia Amara. Kassandra la salvò e grazie a lei riuscì a trovare e uccidere l'ideatore del piano Melite a Cidonia. Scoperta l'anziana Giocasta a Chio, si infiltrò nelle Rovine di Anavato e la uccise. Dalle sue lettere scoprì che lo Spettro utilizzasse la religione per manipolare la popolazione.

Gli Eroi della Setta erano il loro braccio armato. Kassandra uccise Ocito in Attica. Mentre cercava di diventare la nuova campionessa dell'Arena di Pefka, affrontò e uccise Belo. Durante la battaglia per la conquista dell'Acaia Kassandra affrontò sul campo Pallade e lo uccise. Dagli indizi trovati durante la ricerca scoprì che il loro anziano di riferimento fosse Exekias, conosciuto per essere il miglior misthios di Grecia. Nonostante la sua forza, Kassandra riuscì ad affrontarlo e ucciderlo. In una lettera Kassandra scoprì che lo Spettro desiderasse essere libero. Grazie al recupero di tutti i frammenti della Piramide, Kassandra riuscì a potenziare la Lancia di Leonida al massimo nella Forgia antica.

Con il solo Spettro rimasto da affrontare, Kassandra fece ritorno al Santuario di Cosmos per affrontarlo. Trovandolo vuoto con solo la Piramide al suo interno, decise di attivarla. La Piramide le diede la visione di un messaggio di Pitagora, in cui spiegò che la Setta fosse un gruppo di persone deciso a controllare tutto attraverso il caos. Avendo distrutto la Setta però, Kassandra aveva lasciato campo libero all'ordine, che verrà utilizzato da un futuro gruppo per limitare il progresso e la libertà. Affidandole il futuro e le speranze dell'umanità, le mostrò una visione di un futuro lontano in cui avrebbe passato il Bastone a un'altra donna.

Kassandra parla con Aspasia.

Terminata la visione, Kassandra vide entrare Aspasia nel Santuario, che le rivelò di essere lo Spettro. Lei le spiegò che con l'arrivo di Deimos si trovò opposta agli obiettivi dei membri della Setta, troppo influenzata da lui. Quando incontrò Kassandra, decise quindi di sfruttarla per sterminare i suoi membri. Aspasia le disse di aver visto attraverso la Piramide la creazione di un regno di un re filosofo e l'arrivo di una società razionale dopo che Kassandra avesse distrutto la Setta. Intenzionata a seguire il futuro indicato dalla Piramide creando una nuova repubblica illuminata chiese a Kassandra di unirsi a lei, ma si rifiutò di farlo. Kassandra decise di lasciare Aspasia in vita, e distrusse la Piramide con la Lancia di Leonida prima di lasciare il posto.

Scontro con l'Ordine degli Antichi[modifica | modifica sorgente]

Incontro con Dario[modifica | modifica sorgente]

Nel corso dei suoi viaggi Kassandra ricevette una lettera in cui la si invitava a raggiungere Potidea in Macedonia, in cui una grande forza stava attaccando i civili. Una volta lì vide dei soldati spartani dare alle fiamme un villagio e prendere in ostaggio la sua popolazione. Kassandra intervenne di conseguenza, uccidendo i soldati e liberando Eantide e gli altri abitanti. Mentre stava finendo di ripulire il villaggio, venne colta alle spalle da un soldato ma venne salvata dal tempestivo intervento di un arciere misterioso, a cui Kassandra disse di andare via alla vista di un uomo mascherato accompagnato da soldati persiani. La misthios uccise i soldati, ma l'uomo mascherato riuscì a fuggire. Più tardi riuscì a rincontrare l'uomo che l'aveva salvata, Nataka, che aiutò a salvare altri abitanti. Lui le spiegò che quei soldati la conoscevano e rispondevano agli ordini del Cacciatore. Mentre Nataka rimase ad aiutare i civili, Kassandra si occupò di seguire le tracce del soldato scelto mascherato.

Sulla strada, Kassandra trovò i corpi di diversi soldati spartani e infine il soldato scelto, privo di vita. Mentre ispezionava il corpo venne attaccata da un vecchio uomo incappucciato dotato di una strana lama, ma lo scontro tra i due venne interrotto da Nataka, figlio dell'aggressore. Prima di lasciarsi, Nataka le chiese di raggiungerli al loro nascondiglio sotto l'arco di roccia. Lì l'uomo misterioso le raccontò la sua storia: lui era Dario, l'uomo che aveva ucciso re Serse I di Persia tre decenni prima. Il re era manipolato dall'Ordine degli Antichi, un'organizzazione segreta intenzionata a imporre ordine sull'umanità utilizzando la forza. Dario le spiegò che lui e Nataka fuggirono dall'Ordine in seguito alla morte del re, ma la loro presenza in Macedonia non era dovuta alla loro presenza bensì a Kassandra stessa, entrata nelle loro mire per via del suo sangue corrotto. Dario le offrì quindi l'opportunità di combattere l'Ordine con lui.

Caccia al Cacciatore[modifica | modifica sorgente]

Dario spiegò a Kassandra che il Cacciatore fosse un Magio dell'Ordine dei Cacciatori, un ramo degli Antichi. Per farlo uscire allo scoperto, decisero di uccidere prima i suoi sottoposti. Kassandra andò poi a caccia di cinghiali con Nataka, scoprendo nel frattempo che il resto della sua famiglia fosse stato ucciso dall'Ordine. Insieme a Nataka, Kassandra investigò sull'epidemia che stava affliggendo Potidea. In cerca della guaritrice, il magistrato locale indirizzò Kassandra alla sua ricerca, dato che gli uomini che aveva incaricato di cercarla non avevano ancora fatto ritorno. Kassandra trovò la guaritrice sulla costa, circondata da alcuni uomini che l'avevano catturata. Dopo averla salvata, la guaritrice Timosa le disse che era stata attaccata dalle guardie del magistrato, e le chiese di recuperare le medicine rubate da alcuni pirati che le avevano caricate sulle loro navi. Kassandra li abbordò, scoprendo che non si trattasse di pirati ma di persiani incaricati di uccidere l'Ombra dell'aquila. Tornata a Potidea, Nataka le rivelò che il villaggio fosse stato avvelenato. Compreso che ci fosse in realtà la stessa Timosa dietro al piano, riuscì a uccidere l'Antica dopo uno scontro.

Collaborando con Dario, Kassandra rintracciò Bubare, il reclutatore dell'Ordine, infiltrandosi alla fortezza di Olinto in cui trovò dei messaggi in codice che indicavano un incontro in una fattoria durante la notte. Kassandra e Dario si appostarono quindi in sua attesa e lo uccisero. Nel corso delle sue ricerche nella fortezza Kassandra scoprì il coinvolgimento di Acanto, moglie del capo della Macedonia, nelle trame dell'Ordine e la uccise.

Kassandra rintracciò poi gli altri membri dell'Ordine: Fratagune, che si occupava degli animali del Cacciatore e Conone, che collaborava con i Seguaci di Ares. Investigando su Ila, un abitante sopravvissuto a un attacco del magistrato di Potidea, scoprì che si era unito all'Ordine in cerca di vendetta. In un accampamento Kassandra trovò un messaggio su Echione, l'Antico che aveva reclutato Ila. Kassandra riuscì quindi a rintracciare e uccidere entrambi, occupandosi anche di uccidere i lupi del Cacciatore che stavano attaccando i civili vicino Anfipoli.

Mentre si trovava in Macedonia, Kassandra salvò Ide, un'amica di Nataka imprigionata in un accampamento militare. L'anziana spiegò a Kassandra di essere arrabbiata con l'Ordine, che aveva assunto dei mercenari intenti a girare intorno al suo posto preferito per bere vino. Kassandra si offrì di uccidere i tre mercenari in cambio di un brindisi, ma dopo aver ucciso Gaia il pugno, Agide del nord e Teo l'osservatore, Kassandra trovò Ide uccisa da una quarta mercenaria, Esadio la spaccaschiena. Dopo aver bevuto una coppa del vino di Ide, Kassandra vendicò la vecchina uccidendo la mercenaria.

A Potidea, Kassandra trovò una lettera da Eantide, che voleva ricompensarla per averlo salvato dall'attacco al villaggio. Kassandra seguì quindi le sue istruzioni e trovò la sua ricompensa. Tempo dopo, Kassandra trovò un'altra lettera da Eantide, che voleva ringraziarla per aver salvato suo fratello alla fattoria durante la cerimonia di Bubante. Kassandra recuperò anche la sua seconda ricompensa.

Nataka inviò Kassandra alla ricerca di un informatore nei pressi delle paludi di Thermes, dove liberò una donna che la informò della cattura di suo figlio, l'informatore di Nataka, da parte dell'Ordine. Kassandra riuscì a trovare il ragazzino, timoroso che lei l'avrebbe ucciso. Mentre lo seguiva trovò un albero pieno dei cadaveri impiccati di uomini che aveva ucciso a Potidea. Lì venne affrontata da un uomo mascherato che le disse di non fidarsi di Dario, che non le stava raccontando tutta la verità su di sé. L'uomo era anche intenzionato a mostrarle il dolore che aveva provocato con tutti gli omicidi che aveva commesso, chiamando a sé i parenti delle sue vittime. L'uomo mascherato lasciò poi il posto, lasciando dietro sé un messaggio in cui vi era scritto che il Cacciatore avrebbe atteso nella foresta.

Incontratasi con Nataka, Kassandra radunò tutte le informazioni raccolte sugli antichi e localizzò il Cacciatore. Nella foresta trovò il Cacciatore, lo stesso uomo mascherato incontrato alle paludi di Thermes, che le disse che il suo sangue corrotto era un pericolo per il mondo, e che il suo dovere era quello di uccidere lei e Dario. Kassandra affrontò quindi il Cacciatore, che riuscì poi a fuggire in una grotta dove Kassandra riuscì a ferirlo mortalmente. Quando i suoi uomini lo raggiunsero per uccidere Kassandra, Dario e Nataka arrivarono nella grotta e li uccisero.

Prima di morire, il Cacciatore rivelò che il suo vero nome fosse Pactia mentre quello di Dario fosse Artabano, e che i due erano amici. Insieme al loro amico comune Amorge, i tre pianificarono la morte di Serse per proteggere la Persia dagli Antichi. In seguito alla morte del re, Amorge e Pactia pensarono che allearsi con gli Antichi avrebbero portato la pace in Persia, mentre Artabano decise di uccidere il giovane Artaserse I poiché manovrato dagli Antichi. Amorge si oppose alla morte di un innocente e protesse il re da Artabano, che venne considerato un traditore e divenne un bersaglio dell'Ordine, che se la prese anche con la sua famiglia.

Mentre Pactia moriva, Dario confermò la veridicità della storia e si occupò di seppellire il corpo del suo vecchio amico. Più tardi Kassandra si incontrò nuovamente con Dario e Nataka nel loro nascondiglio, trovandoli intenti a prepararsi a lasciare il luogo, consapevoli che Amorge avrebbe dato loro la caccia. Kassandra disse loro addio e promise di combattere contro gli Antichi se le avessero dato ancora la caccia.

Confronto con la Tempesta[modifica | modifica sorgente]

Qualche tempo dopo Kassandra ricevette una lettera anonima in cui le veniva chiesto un incontro a Dime, in Acaia. Lì scoprì che il mittente fosse Dario, che dopo aver trovato rifugio in Acaia con suo figlio venne nuovamente trovato dagli Antichi. Nataka era andato in cerca di una nave su cui scappare dal blocco navale a Patrasso ma non aveva ancora fatto ritorno. Insieme, i due si misero alla sua ricerca e riuscirono a salvarlo dai soldati che gli davano la caccia. Nataka li informò poi che gli Antichi avevano catturato e imprigionato dei civili nella Fortificazione di Eracle.

Kassandra si infiltrò quindi nel complesso per salvare i prigionieri, trovando al suo interno anche una lettera che provava una connessione tra la Setta di Cosmos e l'Ordine degli Antichi. Liberò poi un uomo, la madre di una bambina trovata da Nataka e una donna chiamata Cleta. Tornata insieme ai prigionieri da Dario e Nataka, Kassandra parlò con Cleta della situazione dell'Acaia, minacciata dalla flotta della Tempesta, Magio dell'Ordine della Tempesta, altro ramo degli Antichi. Nataka era intenzionato ad aiutare la popolazione che soffriva a causa loro e Dario accettò di combattere gli Antichi per poter finalmente lasciare il mondo greco. Kassandra si unì quindi alla battaglia dei due contro l'Ordine.

Cleta si occupava degli sfollati macedoni giunti nella zona, ma il loro viaggio era stato interrotto dal blocco navale dell'Ordine. Kassandra si offrì quindi di dare loro una mano, trovandosi a collaborare con lo sfollato Oronta, che le chiese di uccidere gli uomini dell'Ordine alla ricerca degli sfollati. Difesa Boura dai soldati, Oronta e Cleta chiesero a Kassandra di recuperare le navi per gli sfollati, requisite dal capomastro di Pellene. Parlando con Cleta, scoprì da lei che la figlia che aveva perduto tempo prima e di cui parlava spesso fosse proprio la Tempesta. Al porto, il capomastro Aristone accettò di aiutare gli sfollati ma solo in cambio di un grosso pagamento in dracme o in tesori, dato il coinvolgimento della Tempesta. Accontentate le sue richieste, degli emissari dell'Ordine raggiunsero Kassandra, Cleta e Oronta chiedendo che un responsabile per la liberazione dei prigionieri si consegnasse a loro per scongiurare una rappresaglia. Di fronte alla proposta, Oronta si offrì di consegnarsi prigioniero.

Durante le sue ricerche, Kassandra trovò addosso ad un cadavere un documento che indicava un Antico, chiamato Sofo, un costruttore di navi di Patrasso che finanziava l'Ordine. Dopo averlo ucciso, scoprì da una lettera dell'Antico Nestore, capitano di una nave che pattugliava le acque dell'Acaia. A bordo dell'Adrestia, Kassandra abbordò la nave e uccise Nestore. Grazie a un'altra lettera, Kassandra trovò Augo, incaricata di tenere d'occhio Dario e Nataka.

Kassandra si incontrò poi con Nataka a Patrasso, con cui spiò una visita della Tempesta alla sua flotta, scoprendo che stava progettando un'arma da far installare sulla sua nave, la Scilla. Tuttavia, il collaudo su una nave della sua flotta non andò bene e affondò tra le fiamme. Investigando ulteriormente nel cantiere, Kassandra e Nataka si accorsero di essere sorvegliati e decisero di attirare i loro inseguitori. Dopo aver ucciso i sicari interrogarono uno di loro rimasto in vita, scoprendo che la Tempesta avesse isolato l'Acaia con lo scopo di trovarla. Per provocarla, Kassandra salì quindi a bordo dell'Adrestia e affondò alcune navi della sua flotta.

Incontratasi con Dario, i due parlarono dell'arma della Tempesta, di cui Dario era già a conoscenza grazie all'ingegnere capo del cantiere, che era però intenzionato a lasciare la regione. L'uomo chiese a Kassandra di incontrare l'ingegnere a un incontro nel teatro con altri costruttori riguardante l'arma in sviluppo, chiamata Soffio della chimera. Kassandra recuperò i progetti dell'arma e tornò dall'ingegnere, trovandolo però ucciso da Megacreonte, un membro dell'Ordine, che sfidò insieme ai suoi uomini anche Kassandra e Dario, finendo per avere la peggio. In cerca di un posto in cui attendere nel frattempo la sconfitta della Tempesta prima di partire per terre lontane, Nataka e Dario, accompagnati da Kassandra, si stabilirono momentaneamente in una casa a Dime di proprietà di un amico di Cleta recentemente morto nel tentativo di lasciare l'Acaia. Lì, Nataka e Kassandra passarono la serata bevendo insieme.

La mattina seguente Kassandra si recò al molo per dire definitivamente addio ai due compagni di avventure, ma al momento della partenza Barnaba accorse per avvertire della presenza di una grossa flotta capitanata dalla Tempesta, intenzionata a uccidere gli sfollati in partenza. Kassandra decise quindi di affrontare in acqua la sua avversaria e la sua flotta, uscendo vincitrice dallo scontro navale. La Tempesta e il suo equipaggio naufragarono su una spiaggia vicina, dove vennero raggiunti da Kassandra e Cleta, che provò a parlare con sua figlia, non riuscendo però a farla tornare alla ragione. In seguito al diverbio, Kassandra si scontrò con la Tempesta, riuscendo a ucciderla.

Nascita e rapimento di Elpidio[modifica | modifica sorgente]

Con la morte della Tempesta gli sfollati furono finalmente liberi di partire, ma al momento dell'imbarco Nataka e Dario decisero di stabilirsi definitivamente a Dime con Kassandra. Da lì nacque una relazione tra Nataka e Kassandra da cui nacque loro figlio, Elpidio. Kassandra e la sua nuova famiglia riuscirono a vivere, dopo anni passati a girovagare, un periodo relativamente tranquillo, seppur mantenendo sempre alta l'attenzione per il pericolo dell'Ordine, costantemente in agguato. Di ritorno da una missione pochi mesi dopo la nascita del piccolo, Kassandra, Dario e Nataka organizzarono una cena da fare insieme sulla scogliera, al termine della quale Nataka decise di riportare Elpidio a casa, mentre Kassandra rimase a chiaccherare con Dario. Poco tempo dopo però, Kassandra si accorse che Dime stava andando a fuoco: Amorge, che si era nascosto negli ultimi tempi dietro l'identità dello sfollato Oronta, aveva richiamato gli uomini dell'Ordine e ordinato loro di attaccare il villaggio. Nonostante ciò, Kassandra e Dario riuscirono comunque a raggiungere Nataka ed Elpidio, e Dario si offrì di rallentare gli Antichi per coprire la fuga del resto della famiglia. Durante la fuga però la coppia cadde in un'imboscata e questa volta fu Kassandra a trovarsi costretta a rallentare gli Antichi per garantire la salvezza di Nataka e di suo figlio. Liberata la strada, Kassandra raggiunse i due sulla spiaggia, ma prima di partire decise di tornare indietro per salvare Dario da una morte certa contro una coppia di fratelli conosciuta come Gli Immortali, riuscendo nel suo intento. Al loro ritorno sulla spiaggia trovarono però Nataka ucciso ed Elpidio svanito, rapito dall'Ordine.

La morte del suo compagno e il rapimento di Elpidio incrinarono i rapporti con Dario, da cui si separò. Osservando le armi utilizzate per l'attacco, Barnaba suggerì a Kassandra di iniziare le sue ricerche dalla Messenia, in cui esse venivano prodotte. Arrivata ad Aipeia, Kassandra visitò l'officina in cui le armi venivano costruite, trovando di fronte a sé un massacro di uomini compiuto da Dario che, dopo aver avvicinato Kassandra, parlò con lei dei risultati delle sue ultime indagini. Kassandra si occupò quindi di sfoltire i ranghi dei sottoposti di Amorge, iniziando dalla liberazione degli iloti tenuti prigionieri da un comandante e utilizzati nella produzione, scoprendo da uno di loro che un'ilota informata su di lui, Rodo, fosse stata portata nella piazza per un'esecuzione. Salvata Rodo dalla condanna, strinse con lei un patto: informazioni in cambio dell'aiuto a portare in salvo i bambini ridotti in schiavitù. Mentre portavano i bambini verso la nave di un pescatore amico al porto, il comandante Arpago stesso sbarrò loro la strada con i suoi uomini, ma Kassandra fu comunque in grado di avere la meglio e riuscì a mettere in salvo i bambini. Kassandra si occupò poi insieme a Dario di Dimocrate, un intermediario dell'Ordine con la Setta. Dopo aver assistito a un incontro tra le due parti, la misthios riuscì a identificare Dimocrate ed eliminarlo. Infine, Kassandra riuscì a salvare un generale ateniese caduto prigioniero degli spartani, assicurandosi così un buon alleato a suo supporto.

Indebolito l'Ordine, Kassandra e Dario decisero di proseguire nel loro piano. Mentre quest'ultimo lasciò l'incontro per parlare con il generale, Kassandra ricevette un messaggio inviatole da un uomo mascherato che chiedeva un incontro con lei. All'incontro si presentò Gergis, l'ultimo magio rimasto in vita dell'Ordine. L'uomo, interessato alla sua figura, discusse con lei della visione del mondo da parte degli Antichi e le offrì informazioni su cosa fosse accaduto a Nataka ed Elpidio a Dime, prima di lasciarle anche decidere della sua vita. Risolta la questione, Kassandra tornò da Dario e dal generale per discutere della strategia: appiccando incendi nei depositi di legname e nei dintorni i soldati dell'ordine avrebbero lasciato la miniera in cui si trovava Amorge sguarnita, dando loro l'occasione di colpire. Il generale e i suoi uomini si scontrarono quindi con la guarnizione rimasta, trovando però la morte nello scontro e costringendo quindi Dario a occuparsi degli ultimi rimasti mentre Kassandra si dirigeva nella miniera. Al suo interno però, Kassandra scoprì che Amorge la stesse attendendo nel tempio di Zeus. Kassandra e Dario raggiunsero quindi Amorge nel tempio, dove lo affrontarono insieme. Ferito mortalmente, Amorge si convinse finalmente a rivelare al suo vecchio compagno dove si trovasse Elpidio: su un'isola a largo della Messenia.

Raggiunta l'isola, Kassandra e Dario ritrovarono finalmente Elpidio, che nel frattempo era stato accudito da Dario II di Persia, il figlio di re Artaserse. Kassandra fu comunque costretta a pensare al futuro di suo figlio e, considerato il rischio posto dall'Ordine sulla sua vita, decise a malincuore di separarsi da lui e di mandarlo insieme a Dario lontano da sé, in Egitto.

Le prove di Aletheia[modifica | modifica sorgente]

Apertura dell'ingresso[modifica | modifica sorgente]

Tempo dopo essere entrata in possesso del Bastone di Ermete Trismegisto, Kassandra ricevette un invito per un incontro in un'isola a sud di Chio. Lì incontrò la Isu Aletheia, di cui aveva già ascoltato la voce all'accesso di Atlantide, che aveva replicato la sua coscienza all'interno del Bastone. Aletheia chiese alla custode del Bastone di trovare Theras, l'amico di Fidia, a Serifo, per avere informazioni su dei simboli misteriosi utili alla misteriosa "erede dei ricordi". Theras raccontò a Kassandra di aver trovato i tre simboli nella tomba di Agamennone in Argolide, quella di Eteocle in Attica e in quella di Orione in Beozia. Kassandra si recò a sua volta alla ricerca delle tombe, fermandosi semplicemente al loro ingresso, in cui la aspettava Aletheia.

Successivamente alle ricerche compiute, Aletheia richiamò nuovamente a sé Kassandra, che la raggiunse all'accesso di Atlantide. Lì Aletheia chiese a Kassandra di aprire un sigillo grazie al suo sangue parzialmente Isu, garantendole l'accesso al portale di Atlantide. Aletheia spiegò a Kassandra che avrebbe dovuto superare delle prove nell'oltretomba per garantirle le capacità di mantenere con sé il Bastone finché non avrebbe incontrato l'erede in un futuro lontano, iniziando la sua avventura dall'Elisio.

Ribellione nell'Elisio[modifica | modifica sorgente]

Catapultata nell'Elisio, Kassandra si trovò di fronte a Persefone, al suo cane Ro, che l'accolse leccandole la faccia e al suo esercito, che l'attaccò a vista immediatamente. Sconfitti i Mirmidoni Isu, Kassandra venne avvicinata da Ermes, che notò subito il bastone da lui creato, capendo che si trattasse della figlia del suo amico Pitagora. Ermes le spiegò che Persefone fosse stata messa a capo dell'Elisio da suo marito Ade, ma in realtà anche lei stessa era una prigioniera al suo interno. Ermes consigliò quindi alla custode di chiedere udienza a Persefone, di parlare con la sua consigliera Ecate e le parlò di alcuni tumulti all'Eredità di Deucalione. Prima di lasciarla andare da Persefone, Ermes le consigliò di parlare prima con Ecate e di occuparsi dei ribelli, e le consigliò di provare le cosiddette "ali di Ermes", strumenti in grado di teletrasportare gli utenti sulle alture.

Kassandra si recò quindi all'Eredità di Deucalione, dove utilizzò le ali per raggiungere il Villaggio dei morti onorevoli, dove vide l'umano Adone, ancora vivo, discutere con Ermes. Adone raccontò alla custode di essere prigioniero di Persefone, invaghita di lui, all'interno dell'Elisio. Adone e Kassandra condividevano la volontà di lasciare l'Elisio e pertanto decisero di collaborare. Adone le chiese di uccidere una delle sovrintendenti di Persefone, sue sottoposte che mantenevano il controllo sull'Elisio. Dopo aver ucciso quindi la sovrintendente Egea alla fortezza delle tre sorelle, Kassandra tornò da Adone, che le confessò di volersene andare per stare con il suo amore Afrodite, prima di invitarla a raggiungerlo al Villaggio di Giapeto.

Lasciate calmare le acque, Kassandra si presentò poi da Persefone, che si scusò con lei per la brutta accoglienza riservatale. Non volendosi scontrare con lei, Kassandra accettò di aiutare Persefone a recuperare il cavallo immortale di Ade, Orfneo, che era stato rubato e portato nell'Elisio da qualcuno per far adirare Ade con sua moglie. Trovato il cavallo, Kassandra si occupò di nascondere l'accaduto al suo proprietario. La custode raggiunse poi Ecate, che trovò intenta in una conversazione con Persefone su Adone. Kassandra origliò le due amiche, ma una volta rimasta sola con Ecate quest'ultima si offrì di aiutarla a sabotare Persefone e farla fuggire dall'Elisio. Ecate le consegnò la chiave per accedere al santuario di Persefone, in cui lei nascondeva i suoi beni personali, tra cui un diario con informazioni sulla porta per l'oltretomba. Leggendo il diario, purtroppo privo di alcune pagine essenziali, Ecate concluse che per attraversare la porta fosse necessario prima di tutto ridurre il controllo di Persefone sull'Elisio, e le suggerì di continuare a collaborare con Adone e i suoi ribelli.

In seguito a questi incontri, Kassandra fece visita all'officina di Ermes, che si offrì di guidare la custode in una visita, durante la quale l'Isu la invitò a raggiungere una chiave nelle rovine di Radamanto, chiamata Visione del custode, per accedere a ulteriori poteri del suo bastone. Al termine della camminata Ermes invitò Kassandra a liberare un guerriero amico suo e di Pitagora, Ciro di Zarax, per fargli fare da guardia personale a Persefone. Liberato Ciro, scoprì da lui che il suo finto rapimento fosse stato inscenato da Adone per farlo avvicinare a Persefone senza destare sospetti. Lasciato Ciro con Persefone, Ermes chiese a Kassandra di recuperare per lui una ricetta rubata di una fiamma eterna da donare a Persefone. In seguito, Ermes e Kassandra si occuparono di colpire alcuni comandanti dei ribelli umani.

Kassandra tornò da Ecate, che le chiese di aiutare un'abile oratrice desiderosa di unirsi alla causa di Adone. La donna accettò, chiedendo prima in cambio però la liberazione di alcuni civili tenuti prigionieri nel Sogno infranto di Persefone e anche la liberazione di suo figlio Terone, che lavorava lì come guardia contro la sua volontà sotto il controllo mentale di Persefone. Fatto ciò, Ecate le chiese di recuperare nel cammino di Ipno una delle ultime boccette rimaste di acqua del Lete, un'acqua bandita da Persefone in grado di cancellare la memoria di chi la beve, e consegnarla a una donna chiamata Amaltea. Quando Kassandra incontrò la donna, scoprì che si trattasse della fidanzata di Terone, in pena per il suo amore di cui non aveva più notizie da molto tempo. Persefone scoprì cosa stesse accadendo, e raggiunse Ecate per rimproverarla per aver tradito la sua fiducia. Kassandra lasciò a Ecate del tempo per riflettere, al termine del quale lei le chiese di infiltrarsi a un simposio di umani devoti a Persefone e avvelenare il loro vino di nascosto. Tuttavia, Kassandra non riuscì a completare il compito in furtività e fu costretta a fuggire dalle guardie. Osservando l'innocenza dei devoti, Kassandra capì che Ecate aveva sempre avuto l'intenzione di raggirarla.

La misthios andò poi da Adone, che le chiese di liberare dal controllo degli Isu alcuni umani per convincerli a unirsi alla sua ribellione. Una volta fatto, Adone le chiese di andare a trattare con un eroe spartano per chiedergli di comandare le forze umane. Recatasi da lui, Kassandra scoprì che l'eroe fosse proprio suo nonno Leonida, che accettò la proposta e sfidò sua nipote a duello, per controllare il livello del suo addestramento. Adone le domandò poi di occuparsi di due sospette spie: un fabbro e una messaggera. Non avendo tempo di occuparsi di entrambi prima della loro fuga, Adone le fece scegliere la spia più pericolosa da fermare.

Ermes raggiunse poi Kassandra, portandole la richiesta di incontrarsi urgentemente con Persefone. La Isu le chiese di portarle la testa di Leonida, un pericolo troppo grande per i suoi soldati in caso di battaglia tra le forze Isu e i ribelli. Kassandra raggiunse suo nonno, ma pensò anche che avrebbe potuto portarle il traditore Ciro al posto di Leonida. Dopo aver accontentato Persefone, Kassandra lavorò con Adone per sabotare la sua armata di colossi grazie a un dispositivo speciale. Distrutti i colossi, Kassandra tornò da Ecate, ma nel suo rifugio trovò solo Persefone, che le confessò i suoi dubbi sulla condotta dell'amica e le chiese di spiare l'incontro segreto che stava avendo al Complesso di Ifigenia. Lì, Kassandra spiò un incontro tra Ecate e Ermes in cui quest'ultimo mise a nudo definitivamente l'intenzione di Ecate di usurpare il trono dell'amica. Scoperto ciò, Kassandra tornò da Persefone nell'intenzione di mettere in chiaro le intenzioni di Ecate che, avendo anche lei raggiunto Persefone, cercò di difendersi dalle accuse incolpando completamente Kassandra per le azioni che le aveva chiesto di compiere.

Terminata la discussione Kassandra raggiunse Adone, convincendolo a dare inizio immediato alla battaglia contro le forze di Persefone per potersi assicurare entrambi una fuga dall'Elisio. Vinto lo scontro, Kassandra si diresse verso Persefone, ma il suo cammino fu interrotto dall'arrivo di Ermes, determinato a vendicare il tradimento nei confronti di Persefone. Kassandra ebbe comunque la meglio nei confronti dell'Isu, che venne gettato giù dall'acropoli da Persefone, rimasta delusa da lui. Kassandra e Adone raggiunsero poi Persefone nel suo palazzo, dove Adone le chiese per l'ultima volta di permettergli di abbandonare l'Elisio per fargli raggiungere Afrodite. Riguardo Kassandra invece, Afrodite non fu disposta ad ascoltare richieste, e la spedì direttamente nell'oltretomba insieme a Ro, che assorbendo una sfera assunse la forma di Cerbero, il cane messo a guardia dei cancelli del regno di Ade.

Lavoro per Ade[modifica | modifica sorgente]

Morte[modifica | modifica sorgente]

Kassandra muore di fronte a Layla.

Ottenuta l'immortalità momentanea grazie al Bastone di Ermete Trismegisto, Kassandra continuò a viaggiare per il mondo attraverso gli eventi della storia. Tornata nel 2018 all'Accesso alla Città Perduta, trovò al suo interno l'archeologa e Assassina Layla Hassan, intenta a ripercorrere le sue gesta attraverso l'Animus. Trovata la chiave della profezia di Pitagora che avrebbe riportato l'equilibrio sul pianeta, Kassandra le lasciò il Bastone, facendole promettere di distruggerlo quando avrà finito di usarlo. Pochi secondi dopo, cadde a terra senza vita.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il nome Kassandra (Κασσανδρα) potrebbe derivare dal greco antico κεκασμαι (kekasmai) "eccellere" e da ἀνήρ (anḗr) "uomo", significando quindi "eccellere sugli uomini".
  • Il giocatore può scegliere se giocare come Kassandra o suo fratello Alexios. Kassandra è tuttavia considerata la protagonista canonica, come confermato da Ubisoft e dalla versione romanzata del gioco.
  • Kassandra ha una cicatrice sul labbro, tratto distintivo di molti protagonisti della serie.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

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