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Jariya al-Zakiyya è stata un'Assassina della Confraternita spagnola degli Assassini durante la Reconquista.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Jariya al-Zakiyya fu una donna di grande bellezza di discendenza mista cresciuta alla corte del sultano di Granada durante il Rinascimento. Si riteneva che fosse la figlia segreta del precedente sultano Abu al-Hasan Ali e di una schiava cristiana e fu perciò allevata dalle donne dell'harem.[1]

Durante l'infanzia strinse una forte amicizia con Boabdil, colui che divenne successivamente il futuro sultano di Granada. Quest'ultimo considerò Jariya la sua fedele confidente, quindi chiese ai suoi amici e alleati Assassini di addestrarla come una di loro. Divenuta un'astuta e scaltra assassina, Jariya iniziò a servire Muhammad XII come spia personale per molti anni.[1]

Quando Granada cadde per mano dell'Inquisizione e Muhammad XII fu costretto a lasciare il suo regno ai monarchi spagnoli, il sultano fece giurare a Jariya di abbandonare Granada e di unirsi alla Confraternita spagnola per vendicarlo.[1]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Se Abu al-Hasan Ali fosse davvero il padre di Jariya, quest'ultima sarebbe in realtà la sorellastra di Boabdil.
    • La sua storia fa riferimento a Isabel de Solís, una nobile castigliana divenuta la concubina di Abu al-Hasan Ali e, in seguito, sua seconda moglie dopo essersi convertita con il nome di Zoraya. Tuttavia, fu storicamente documentato che ebbe due figli maschi e non una figlia.
  • Jariya deriva dalla parola araba "jāriya" ("جَارِيَة"), che significa "schiava, una concubina". "Al-" è l'articolo definitivo arabo, che designa "il". "Zakiyya" deriva dall'arabo "zakii" (زكي), che significa "puro, casto", ma anche "intelligente".

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

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