Assassin's Creed Wiki

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Isla de la Juventud.

Isla de la Juventud, precedentemente conosciuta come Pinos Isle, è un'isola caratterizzata dalla presenza di rovine maya. Situata nelle regione di Castillo de Jagua nelle Indie occidentali, l'isola si trova precisamente poco più a sud-ovest di Cuba.

Battezzata La Evangelista da Colombo nel 1494, ha ispirato Robert Luis Stevenson e J. M. Barrie.

Storia[]

Nel 1716, il pirata Edward Kenway giunse sull'isola per dare la caccia alla Templare Lucia Márquez, per acquisire la chiave Templare in suo possesso e aiutare la Maestra Assassina Opía Apito. Infatti, Edward e Apito collaborarono insieme per eliminare il piccolo esercito della Márquez e, dopo averla inseguita per un po' attraverso le rovine, Edward la assassinò.[1]

In un momento imprecisato durante le sue avventure nelle Indie occidentali, Edward Kenway ritornò sull'isola per eliminare un gruppo di predatori di tombe che stavano profanando le rovine dell'isola, come parte di un contratto di assassinio.[2]

Nell'agosto 1716, il pirata Alonzo Batilla giunse in vicinanza dell'isola e seppe da Aaminah che qui vi era un forte in cui tenevano temporaneamente gli schiavi prima di portarli nei mercati per venderli al miglior offerente. Deciso a distruggerlo, Alonzo salpò immediatamente per raggiungerlo. Durante il tragitto, Alonzo dovette superare la stretta sorveglianza di alcune pattuglie e, alla fine, gli venne bloccato il passaggio da Alvaro al comando di un galeone e da due golette. Costretto a combatterli, Alonzo riesce ad affondare le golette e a tener testa al galeone, ma non a sconfiggerlo. Fortunatamente, Alvaro decise di ritirarsi lasciando ad Alonzo la vittoria. Il pirata, quindi, riuscì a raggiungere il forte e diede inizio all'attacco. Per evitare di uccidere gli innocenti imprigionati al suo interno, Alonzo distrusse solamente le mura del forte, lasciandolo senza difese, e liberò gli schiavi.[3]

Curiosità[]

  • In Assassin's Creed IV: Black Flag, l'isola non sembra possedere un numero così insolito di pini da poter giustificare il nome con cui era conosciuto precedentemente.
  • Nonostante venga diverse volte citata come Juventud sia da Opía Apito che da Vargas agli inizi del XVIII secolo, l'isola venne riconosciuta ufficialmente con tale denominazione soltanto dal 1978.
  • Sebbene la rappresentazione nel gioco dell'isola presenti delle rovine dell'architettura maya, in realtà nell'isola non esiste alcuna architettura del genere.

Galleria[]

Apparizioni[]

Fonti[]

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