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L'Impero romano è stato il successore della Repubblica romana, da cui ha ereditato cultura, civiltà e potenza militare, che ha continuato a gestire attraverso un accentramento del potere nelle mani dell'imperatore. Alla sua massima estensione, l'Impero romano comprendeva tutte le coste del Mar Mediterraneo, controllando territori in Europa, Asia e Africa.

Dopo quasi quattrocento anni, l'Impero si è frammentato in due governi distinti: l'Impero romano d'Occidente e l'Impero romano d'Oriente, prima di collassare, in occidente, nel 476 d.C. L'Impero romano d'Oriente continuò invece ad esistere fino alla caduta di Costantinopoli nel 1453.

Storia[]

Origini[]

"Hanno saccheggiato Roma, e noi con lei, ma non è il momento di reagire. Dobbiamo raccogliere le forze e prepararci ad affrontare ciò che ci aspetta."
―Un Liberatore sul futuro di Roma.[src]

In seguito a un lungo periodo di profonda crisi istituzionale e guerre civili all'interno della Repubblica, il generale romano Gaio Giulio Cesare si autoproclamò imperatore di Roma nel 49 a.C., supportato in segreto dall'Ordine degli Antichi.[1] Nel 44 a.C. Cesare venne ucciso da un gruppo chiamato Occulti, comandati da Amunet,[1] Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino.[2] Il figlio adottivo di Cesare, Ottaviano, organizzò di conseguenza un'alleanza per dare la caccia agli omicidi del dittatore. Nel corso della battaglia di Filippi, Bruto e Longino vennero sconfitti e Ottaviano, che iniziò a dissolvere gradualmente la Repubblica assumendo il titolo di Augusto e accentrando su di sé maggiori poteri, dando inizio all'Impero romano.[3]

Dinastia giulio-claudia[]

Nel 37 a.C. Caligola divenne imperatore romano. Considerato un despota squilibrato, era supportato dall'Ordine degli Antichi. Nel 41 a.C. l'Occulto Leonius lo colpì a morte con una daga.[4]

Uno dei successori di Caligola, Nerone, era rinomato per i suoi comportamenti tirannici e la sua stravaganza. Venne accusato di aver causato intenzionalmente il grande incendio di Roma nel 64 a.C. per costruire la sua Domus Aurea. Nerone si suicidò nel 68 a.C., ponendo fine alla dinastia giulio-claudia di imperatori.[2]

Dinastia flavia[]

La dinastia flavia di imperatori venne fondata da Vespasiano, che governò dal 69 a.C. al 79 a.C. Sotto il suo governo vennero costruiti diversi grandi edifici tra cui il Colosseo, un grande anfiteatro costruito sopra le rovine di un tempio Isu. Venne succeduto da suo figlio, Tito, che soppresse una ribellione dei giudei e saccheggiò Gerusalemme.[2]

Imperatori successivi[]

Nel 98 a.C. Traiano divenne imperatore. Sotto il suo regno, l'impero raggiunse la sua massima estensione territoriale e numerose opere architettoniche vennero iniziate a Roma.[2]

Caduta[]

Col tempo, per via della sua ampia estensione, venne deciso che l'impero dovesse frammentarsi per governare al meglio i diversi territori. Diviso tra l'Impero romano d'Occidente e l'Impero romano d'Oriente, le due entità continuarono a coesistere fino al Sacco di Roma e il conseguente collasso dell'impero occidentale nel 476 a.C. L'Impero romano d'Oriente continuò tuttavia ad esistere per un altro millennio prima che la sua capitale, Costantinopoli, venne conquistata dall'Impero ottomano nel 1453.[5]

Apparizioni[]

Note[]

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