Una festa del giubileo.
Il giubileo è l'anno della remissione dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale e fu indetto per la prima volta nel 1300 da papa Bonifacio VIII.[1] Originariamente previsto a cadenza secolare, il giubileo venne in seguito modificato per essere celebrato ogni 25 anni ed estorcere più denaro ai pellegrini.[2]
Per ricevere il perdono, i pellegrini dovevano visitare le quattro basiliche maggiori di Roma:[2] la basilica di Santa Maria Maggiore, la basilica di San Pietro, la basilica di San Paolo fuori le mura e la basilica di San Giovanni in Laterano.[1] Sfortunatamente, per i pellegrini romani il perdono l'avrebbero ottenuto solamente dopo aver visitato per trenta volte le quattro basiliche, mentre i pellegrini stranieri solo quindici. Inoltre, dovevano attraversare la porta sacra murata di ciascuna basilica, ognuna delle quali veniva aperta con un martello d'argento dal papa o da un cardinale in giorni diversi.[2]
La porta Viridaria fu il principale ingresso settentrionale nel Vaticano che accoglieva i principali afflussi di pellegrini che giungevano in occasione del giubileo.[3]
Storia[]
Giubileo del 1450[]
Il giubileo aperto nel 1450 si rivelò alquanto tragico a causa dei numerosi incidenti mortali ai danni dei pellegrini. Il parapetto di ponte Sant'Angelo si deformò a causa della sempre più crescente folla di pellegrini diretta alla basilica di San Pietro, causando di fatto un annegamento di massa.[4] Inoltre, centinaia di pellegrini morirono calpestati durante gli spostamenti da una basilica all'altra. La popolazione fu talmente traumatizzata dalla follia del Giubileo che gli attori e i musicisti erano soliti fermarsi per qualche anno per aiutare il deflusso dei pellegrini al termine dell'evento.[2]
Giubileo del 1500[]
Nel 1500, venne aperto un nuovo Giubileo e Fiora Cavazza, una cortigiana presso il bordello La Rosa in Fiore, offrì volentieri i suoi servizi ai pellegrini che venivano accolti al bordello. I suoi numerosi ospiti, tra cui un banchiere fiorentino e un ambasciatore, gli permisero di ottenere conoscenze e stringere amicizie acquisendo familiarità con gli ambienti sociali più elevati di Roma.[5]
Elisabetta Gonzaga, duchessa di Urbino, partecipò al Giubileo organizzato dal papa Alessandro VI, nonostante i rapporti tra la sua famiglia e quella del Borgia fossero stati danneggiati a causa delle mire espansionistiche di Cesare Borgia di conquistare tutta l'Italia. Gli Assassini, sotto la guida del loro Mentore Ezio Auditore, temevano perciò che Cesare avrebbe preso la presenza della duchessa come un insulto e non avrebbe lasciato che la cosa rimanesse impunita. Francesco Vecellio e la sua squadra di Assassini rintracciarono Elisabetta e la invitarono a seguirli per la sua incolumità, ma la duchessa, non fidandosi di loro, preferì rimanere sulla strada. Le sue proteste attirarono diverse guardie dei Borgia e una di esse riconobbe la duchessa puntandole contro l'arma. Vecellio lanciò una bomba fumogena e Tessa Varzi iniettò alla duchessa un sedativo, facendole perdere i sensi e permettendo gli Assassini di metterla in salvo.[6]
Durante l'esplorazione della tana di Romolo al Colosseo, Ezio Auditore dovette inseguire un seguace di Romolo vestito con un costume del Giubileo e giunse davanti a una festa in maschera affollata. Dopo aver individuato il suo bersaglio mimetizzato tra la folla, Ezio lo inseguì finché non riuscì ad assassinarlo ed entrare nel santuario di Romolo.[7]
Galleria[]
Apparizioni[]
Fonti[]
- ↑ 1,0 1,1 Giubileo universale della Chiesa cattolica su Wikipedia
- ↑ 2,0 2,1 2,2 2,3 Assassin's Creed: Brotherhood - Database: Artisti del Giubileo
- ↑ Assassin's Creed: Brotherhood - Database: Porta Viridaria
- ↑ Assassin's Creed: Brotherhood - Database: Ponte Sant'Angelo
- ↑ Assassin's Creed: Project Legacy - Roma: Capitolo 1 - Fiora Cavazza: Ballando col diavolo
- ↑ Assassin's Creed: Project Legacy - Roma: Capitolo 3 - Francesco Vecellio: In difesa della duchessa
- ↑ Assassin's Creed: Brotherhood - In pasto ai lupi
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