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Garniero di Naplusa (1147 - 1191) è stato dal 1190 fino alla morte il Gran Maestro dei Cavalieri Ospitalieri, e di conseguenza un Templare operante in Terra Santa. Il suo nome reale era Garnier de Naplouse.

Biografia[]

Primi anni[]

Garniero nacque in Francia nel 1147. Si trasferì a Gerusalemme dove costruì il suo ospedale dove poteva effettuare i suoi esperimenti. La famiglia di Garniero aiutò Re Riccardo, così facendo, Garniero divenne il Gran Maestro dei cavalieri Ospitalieri. 

Tempo dopo si avvicinò ai Templari e decise di unirsi a loro perché quest'ultimi gli avevano promesso delle persone per i suoi esperimenti.

Esperimenti e membro dei Templari[]

Garniero divenne un Templare, al servizio del Gran Maestro Roberto di Sable. In una lettera che Altaïr ruba a un uomo ad Acri, c'è un collegamento tra lui, un mercante di armi di Damasco chiamato Tamir, e Talal, uno schiavista che procurava a Garniero i prigionieri per i suoi esperimenti.

Usa delle erbe allucinogene capaci di distaccare dai propri sensi e capaci di mutare un nemico in un amico. Per la gente curava le persone, ma egli li faceva qualcosa da farli diventare pazzi.

Morte[]

Verrà ucciso da Altaïr durante una delle sue visite ai pazienti dove uno tentò di fuggire rivelando ciò che faceva veramente, ossia "rubando le loro anime" e disse a due suoi uomini di spezzargli le gambe, nella fortezza degli Ospitalieri ad Acri.

In punto di morte, egli rivela ad Altaïr che voleva solo aiutare quella povera gente curando i loro mali dicendo che erano uomini e donne cresciuti nel corpo ma non nella mente e tentava solo di alleviare quel male che affliggeva loro e alla sua morte, come dice, "pazzi ritorneranno".

Caratteristiche e personalità[]

Garniero credeva di essere un uomo della scienza, pensava che gli esperimenti che eseguiva li faceva per il bene dell'umanità. Era anche un uomo molto crudele perché non gli importava niente dei suoi pazienti, un esempio quando un paziente tentò di scappare e Garniero ordinò alle guardie di spezzargli le gambe per imperdigli di nuovo la fuga.

Egli si riteneva un uomo buono perché prendeva uomini e donne dalle strade per aiutarli anche se li usava come cavie.

Ultime parole[]

Ultimi momenti di vita di Garniero.

  • Altaïr: Liberatevi del fardello.
  • Garniero: Ah, ora avrò riposo, eh? Il sonno senza fine mi chiama. Ma prima di chiudere gli occhi, devo sapere: che ne sarà dei miei figlioli?
  • Altaïr: Coloro che avete fatto soffrire con crudeli esperimenti? Ora saranno liberi di tornare alle loro case.
  • Garniero: Case? Quali case? Le fogne? I bordelli? Le prigioni dalle quali gli ho tirati fuori?
  • Altaïr: Avete preso quelle persone contro la loro volontà.
  • Garniero: Si, per quanto poca potessero averne. Sei in vero così ingenuo? Accontenti un bambino piangente solo perché frigna? "Ma voglio giocare col fuoco, padre". Che cosa gli diresti? Fa' come credi. Ah, ma la tua risposta potrebbe farlo ustionare.
  • Altaïr: Quelli non sono bambini, ma uomini e donne cresciuti.
  • Garniero: Nel corpo, forse, ma non nella mente. Era quello il danno che cercavo di riparare. La ammetto, senza il manufatto che voi ci avete... rubato, i miei progressi sono rallentati. Ma con le mie erbe, misture ed estratti: le mie guardie ne sono la prova. Erano dei pazzi prima che li trovassi e li liberassi dalle prigioni della loro stessa mente. Ah, e alla mia morte, pazzi ritorneranno.
  • Altaïr: Credete davvero di averli aiutati?
  • Garniero: Non è ciò che credo, è ciò che so.

Curiosità[]

  • Nella realtà Garniero muore nel 1192.

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