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Firenze è una città italiana. Capoluogo dell'omonima provincia e della regione Toscana, fu a lungo capitale della Repubblica fiorentina e successivamente del Granducato di Toscana. A partire del XV secolo venne governata dalla famiglia Medici.

Storia[]

Antichità e Medioevo[]

Firenze fu fondata sulle rive dell'Arno nel 59 a.C. da Gaio Giulio Cesare, con il nome di Florentia. Dopo la caduta dell'impero romano la città fu dominata dagli Ostrogoti, e gli attacchi bizantini ne ridussero fortemente la popolazione. Nel 570 la città divenne Longobarda, e ciò pose fine agli attacchi.[1] Integrata all'impero carolingio, la città divenne un comune autonomo nel 1115. Nel XII secolo cominciò a dominare il contado circostante, e furono fondate le Arti. La sua moneta d'oro, il fiorino, venne introdotta nel 1252.[2] La popolazione arrivò a contare 80000 abitanti nel XIV secolo. Di questi, 25000 lavoravano nell'industria della lana.[1] Il conflitto tra guelfi e ghibellini, e più tardi tra guelfi bianchi e guelfi neri, costrinse molti all'esilio: tra questi Dante Alighieri.[2]

Dante divenne il mentore di un giovane Assassino veneziano, Domenico. Marco Polo gli affidò il Codice di Altaïr Ibn-La'Ahad per portarlo in Spagna, ma Dante fu ucciso dai Templari nel 1321 prima di poter partire. Polo stesso fu ucciso nel 1324. Domenico e il figlio Renato si stabilirono a Firenze: grazie alla fortuna lasciatogli da Polo, Domenico prese lezioni di architettura, letteratura e musica per fingersi un nobile fiorentino. Scelse come nome di famiglia Auditore. In seguito acquistò e ristrutturò una villa nel borgo di Monteriggioni.[3]

Nel 1387, la rivolta dei cardatori della lana, detti i "Ciompi", portò il popolo al governo. Tuttavia, questo periodo di democrazia durò soltanto sei mesi, e l'aristocrazia riprese il potere. A partire dal 1382, Firenze fu governata dalla famiglia Albizzi. L'ascesa della famiglia Medici e della loro banca li preoccupò, e nel 1433 Cosimo de' Medici fu esiliato. Tuttavia, Cosimo fu richiamato a Firenze nel 1434, e prese il potere, diventando di fatto "signore" della città. Esiliò tutti gli Albizzi tranne Luca degli Albizzi, che gli era fedele e che divenne Gonfaloniere, succedendo a Ilario Auditore.[1]

Rinascimento[]

A Cosimo succedette il figlio Piero, e dopo la morte di Piero il figlio Lorenzo de' Medici prese il potere nel 1469, a soli vent'anni. Sotto la guida di Lorenzo, la città visse un periodo d'oro malgrado il popolo fosse privato di potere. Allo sviluppo commerciale di Firenze si aggiunse lo spettacolare sviluppo culturale. Considerata come la culla del Rinascimento, Firenze si arrichì di magnifici palazzi, chiese e opere d'arte d'ogni tipo. Alcuni dei più grandi artisti dell'epoca, quali Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, erano fiorentini.[3]

Uberto Alberti, Lorenzo de' Medici e Giovanni Auditore.

La diplomazia di Lorenzo mirava a mantenere l'equilibrio tra gli stati italiani: per questo divenne un ostacolo ai piani di Rodrigo Borgia, Gran Maestro dei Templari. Il Borgia sostenne la famiglia Pazzi nei loro piani per prendere il potere a Firenze, con l'accordo di papa Sisto IV. L'Assassino Giovanni Auditore da Firenze, stretto alleato di Lorenzo, scoprì alcuni dei piani dei Templari, ma non riuscì a prevenire l'assassinio del duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza. Per evitare che Giovanni riuscisse a sventare la congiuria, i Templari lo fecero condannare a morte insieme ai figli dal Gonfalonieri Uberto Alberti, approfittando dell'assenza di Lorenzo. Il secondogenito di Giovanni, Ezio Auditore da Firenze, sfuggì all'arresto e vendicò i familiari uccidendo Alberti, prima di fuggire a Monteriggioni.[3]

Lorenzo attaccato da Francesco.

I Templari poterono così continuare i loro piani: ammassarono un esercito nella campagna toscana, grazie alle armi fornite dalla famiglia Barbarigo. Gli Assassini, guidati da Mario Auditore, scoprirono la congiura dei Pazzi nel 1477. Nell'aprile 1478, Ezio Auditore fece ritorno a Firenze per uccidere Francesco de' Pazzi, e spiò un incontro dei Templari, venendo a sapere che i congiurati avrebbero attaccato i Medici durante la messa. Il 26 aprile, i Templari attaccarono i Medici davanti alla cattedrale di Santa Maria del Fiore. Ezio riuscì a salvare Lorenzo e a portarlo in salvo, ma Giuliano de' Medici fu ucciso. Malgrado la fuga di Lorenzo, i Pazzi attaccarono Palazzo della Signoria, guidati da Francesco. Quest'ultimo fu assassinato da Ezio, e il suo corpo fu impiccato sul Palazzo. Di fronte alla folla che inneggiava ai Medici, Jacopo de' Pazzi e gli altri congiurati fuggirono.[3]

Lorenzo fece imprigionare o esiliare i membri della famiglia Pazzi, che privò di tutti i possedimenti in città. Inoltre, diede ad Ezio Auditore i nomi dei congiurati: oltre a Jacopo, Antonio Maffei, l'arcivescovo Francesco Salviati, Stefano da Bagnone e Bernardo Baroncelli. L'Assassino li uccise tutti tra il 1479 e il 1480. Questo fu l'inizio di una lunga collaborazione tra i due uomini: Ezio eseguì dei contratti di assassinio per conto di Lorenzo, eliminando coloro che avevano aiutato i Pazzi. Nel decennio seguente, Ezio continuò a collaborare con Lorenzo per garantire la sicurezza di Firenze, uccidendo agenti del signore di Forlì, Girolamo Riario, e della Repubblica di Venezia.[3]

Lorenzo morì nel 1492. Il figlio Piero de' Medici gli succedette, ma meno abile del padre non riuscì a conservare il potere e i Medici furono cacciati nel 1494. Il frate Girolamo Savonarola utilizzò la Mela dell'Eden in suo possesso per prendre il potere e instaurare una teocrazia. Fece bruciare nei Falò delle Vanità oggetti lussuosi, opere d'arte e libri per riportare Firenze ad un'era medievale. Fu aiutato a controllare la città da nove luogotenenti, soggiogati grazie alla Mela. Venuto a sapere che la Mela era a Firenze, Rodrigo Borgia, nel frattempo diventato papa, inviò i suoi soldati ad attaccare la città.[3]

La folla riunita davanti a Palazzo Pitti.

Ezio Auditore tornò a Firenze nel febbraio 1497. Con Niccolò Machiavelli, elaborò un piano per liberare la città: uccidere i luogotenenti, permettendo agli Assassini Paola e La Volpe di organizzare la rivolta dei distretti liberati. Ezio uccise dunque il Pittore, il Capitano della Guardia, il Nobile, il Sacerdote, il Mercante, il Dottore, l'Agricoltore, il Condottiero, e il Predicatore. Finalmente, il 23 maggio 1498 una folla inferocita si riunì davanti a Palazzo Pitti, dove resideva Savonarola. Il frate tentò di usare la Mela per controllare la popolazione, ma un pugnale da lancio di Ezio gli fece cadere il Frutto dalla Mano, e la folla lo catturò. Fu portato piazza della Signoria e messo al rogo. Ezio, per evitargli le sofferenze, lo uccise con la lama celata. In seguito, l'Assassino si rivolse al popolo fiorentino, incitandoli a scegliere da sé il proprio futuro, al posto di affidarsi a un potente, in quanto, disse, è la facoltà di scegliere ciò che riteniamo giusto a renderci uomini.[3]

La Repubblica fu restaurata, e Pietro Soderini divenne Gonfaloniere.[4] Tra il 1500 e il 1503, Ezio Auditore inviò degli apprendisti Assassini a Firenze per compiere delle missioni.[5]

Nel 1512, con l'appoggio di papa Giulio II, Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo, riconquistò Firenze, prima di essere eletto papa l'anno seguente. Gli esponenti del potere repubblicano, tra cui Machiavelli, furono imprigionati. La città rimase sotto il controllo mediceo sino al 1527, quando vi fu un ultimo tentativo di restaurare la repubblica. Dopo l'assedio dalle truppe imperiali, i Medici tornarono al potere. Alessandro de' Medici fu nominato nel 1532 Duca di Firenze.[4] I Medici governarono la Toscana, divenuta Granducato nel 1569, sino all'estinzione della dinastia nel 1737.[2]

Tempi moderni[]

Firenze fu capitale del Regno d'Italia tra il 1865 e il 1871.[2]

Nel 2012, una ricostruzione virtuale del Mercato Vecchio fu utilizzata comme mappa del Programma di Addestramento Animi dell'Abstergo Industries.[5][6]

Sempre nel 2012, una gilda di Assassini guidata da Adriano Maestranzi operava a Firenze. Harlan Cunningham era uno degli Assassini che ne facevano parte. La gilda accolse un sopravissuto della cellula di Whistler nel settembre di quell'anno.[7]

Il Mentore William Miles arrivò a Firenze il 4 ottobre, per essere vicino al gruppo composto da Lucy Stillman, Rebecca Crane, Shaun Hastings e Desmond Miles. Dopo la morte di Lucy e aver recuperato la Mela dell'Eden a Roma, la squadra arrivò a Firenze il 26 ottobre da dove, dopo uno scontro con i Templari, lasciarono l'Italia.[7]

Il 30 novembre, la squadra Sigma dell'Abstergo attaccò la base degli Assassini. L'anziano Maestranzi la fece saltare in aria, uccidendo tutti i Templari tranne il loro leader, Juhani Otso Berg. Cunnigham fu l'unico Assassino a sopravvivere allo scontro.[7]

Distretti e luoghi d'interesse[]

Firenze era divisa in quattro distretti: San Giovanni, Santa Maria Novella, San Marco, e Oltrarno.

Vista laterale del Duomo e del campanile.

Palazzo Medici.

Due tombe degli Assassini si trovano a Firenze: quella dell'Assassina babilonese Iltani nella lanterna della cupola di Santa Maria del Fiore, e quella dell'Assassino persiano Dario sotto a Santa Maria Novella.

Curiosità[]

  • Stranamente, nella piazza della Basilica di Santa Maria del Fiore manca il Battistero di San Giovanni, costruito nel IV secolo. Secondo Ubisoft, il Battistero è stato tagliato a causa di limitazioni nella programmazione.
  • Il quartiere a sud di Firenze non è raggiungibile al giocatore nel gioco principale, ed il tentativo di attraversare il Ponte Vecchio farà desincronizzare Desmond. Sebbene non sia possibile raggiungerlo, i manifesti appariranno anche lì quando si è famigerati, e sarà visibile da alcuni punti d'osservazione. Il quartiere Oltrarno è visitabile solo acquistando il DLC Il Falò delle Vanità, insieme all'abilità del salto in volata, utilizzabile solo qui.
  • Firenze appare come mappa del Multiplayer di Assassin's Creed: Brotherhood e Assassin's Creed: Revelations.

Galleria[]

Note[]

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