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Fabio Orsini (1476 - 1504) è stato un condottiero membro della potente casata italiana degli Orsini e un membro delle guardie papali. Era inoltre il cugino di Bartolomeo d'Alviano.

Biografia[]

Giovinezza[]

Fabio Orsini nacque nella omonima famiglia a Roma, da Paolo Orsini. Venne addestrato alle arti del combattimento fin dalla tenera età e, appena diciottenne, prese parte alla battaglia di Montepulciano tra le forze senesi.

Vita militare[]

Circa tre anni dopo, nel 1498, il giovane Orsini si alleò con suo cugino, Bartolomeo d'Alviano, per combattere contro la nobile famiglia dei Sardelli.

Nello stesso anno, la sua carriera venne condizionata quando venne scelto come guardia papale. Per ottenere un favoreggiamento nell'esercito del Papa, sposò Geronima Borgia. In questo modo entrò a far parte dei ranghi della casata e della famiglia papale. Infatti, Fabio fece amicizia con Cesare Borgia, migliorando notevolmente la situazione politica degli Orsini.

Nel 1499, durante la campagna militare in Romagna, Fabio liberò un amico dalla prigionia a Tor di Nona. Questo turbò notevolmente Cesare, che approfittò della situazione mettendo in ginocchio la famiglia Orsini e lasciando continuare la carriera di Fabio nell'esercito, seppur contro la sua volontà.

Guerra contro i Borgia e morte[]

Nel gennaio del 1500, Fabio procurò all'Ordine degli Assassini un covo sull'Isola Tiberina.

Nei mesi successivi, la guarnigione di Fabio fu attaccata dall'esercito del comandate Micheletto Corella e Cesare Borgia sottomise una volta per tutte la famiglia Orsini uccidendone il capostipite, Paolo. Con ciò, Fabio diventò un fuorilegge, razziando le campagne e saccheggiando gli avamposti papali, nonostante le taglie emesse su di lui dal Papa.

Successivamente alla morte di quest'ultimo, rientrò nei ranghi dell'esercito pontifico con l'appoggio del nuovo pontefice, Giulio II. Un chiaro esempio della ripresa al potere di Fabio fu l'arresto per omicidio e incesto di Cesare Borgia, nel dicembre del 1503.

Un anno dopo, Fabio partecipò alla battaglia di Garigliano, rimanendo ucciso da un verrettone sparatogli da una balestra.

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