Assassin's Creed Wiki

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"Signor Auditore! In città gira voce che tu stia per lasciarci. [...] Ma nessuno di voi andrà da nessuna parte, per ora. I Giannizzeri hanno teso la Catena per chiudere la bocca del Corno d'Oro."
―Yusuf parla con Ezio[src]

La distruzione della grande catena ebbe luogo durante il Rinascimento, nel 1511, evento in cui l'Assassino Ezio Auditore da Firenze distrusse la grande catena nel Corno d'Oro di Costantinopoli.

Ciò permise ad Ezio di poter salpare dalla città e raggiungere la Cappadocia, dove si trovava la città di Derinkuyu, il quartier generale del rito bizantino dell'Ordine dei Templari.

Antefatto[]

Ezio Auditore, dopo aver trovato la quarta chiave della biblioteca segreta di Masyaf,[1] si mise sulle tracce di Manuele Paleologo, nipote dell'ultimo imperatore bizantino e Templare a capo del tentativo di restaurare l'impero bizantino.[2]

Purtroppo, per ottenere quest'informazione, Ezio aveva ucciso Tarik Barleti, capitano dei giannizzeri per ordine del principe Solimano, il quale pensava avesse tradito il sultano Bayezid II. In punto di morte, Tarik rivelò ad Ezio che aveva finto di collaborare con i bizantini solo per scoprire dove si trovava il loro esercito, cioè in Cappadocia, a Derinkuyu.[3]

La distruzione[]

A Vele Spiegate 6

La bomba alla base della torre esplode.

Mentre si dirigeva al porto per imbarcarsi sulla nave che Solimano aveva messo a sua disposizione, Ezio incontrò Yusuf Tazim, il leader della Confraternita ottomana. Questi gli spiegò che i giannizzeri volevano assolutamente catturare l'uccisore di Tarik e per evitare che lasciasse la città avevano tirato la grande catena e istituito un blocco navale.[2]

Yusuf regalò al fiorentino una bomba, molto più potente di quelle che usavano normalmente, e che gli sarebbe servita a distruggere una delle torri che sosteneva la grande catena. Mentre Yusuf si allontanava per radunare gli Assassini, Ezio si diresse verso una torre e, dopo aver posizionato la bomba, la fece esplodere sparando con la pistola celata. La torre crollò, cosa che causò l'affondamento della catena.[2]

La fuga[]

Piri Reis: Non molto discreto come approccio.
Ezio: Ah, già. Scusa il ritardo.
―Piri ed Ezio sulla nave[src]
A Vele Spiegate 9

Ezio usa il cannone a fuoco greco.

Ezio si allontanò rapidamente dalla torre che stava crollando grazie ad una fune tesa e raggiunse i moli. Lì, mentre gli Assassini combattevano contro le guardie, Ezio salì su una nave equipaggiata con un cannone a fuoco greco, che usò per incendiare le navi del blocco navale.[2]

Ciò permise alla nave di Ezio di partire: quindi, il Mentore italiano riuscì con successo a farsi strada tra le diverse navi in fiamme e a salire sulla sua nave. Lì venne accolto sardonicamente dal suo confratello e capitano della nave, Piri Reis, al quale Ezio si scusò per il ritardo. Di conseguenza, la nave di Piri Reis poteva lasciare il Corno d'Oro e seguire la rotta per la Cappadocia senza ostacoli.[2]

Conseguenze[]

In seguito alla distruzione della catena, la marina ottomana fu parzialmente paralizzata a causa della distruzione e dell'incenerimento di parte della sua flotta a Costantinopoli. Inoltre, al suo arrivo a Derinkuyu, Ezio si incontrò con una delle spie di Tarik, Dilara.[4]

La distruzione della grande catena comportò problemi all'Assassino e giannizzero, Murat Bin Husn,[5] il quale temendo ritorsioni decise di fuggire con la propria famiglia dalla città.[6]

Galleria[]

Apparizioni[]

Fonti[]

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