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Ezio: Che cos'è che vuoi dalla Cripta, Rodrigo?
Rodrigo: Non sai che cosa è custodito all'interno? [...] Dio! Lì dentro c'è Dio!
―Ezio e Rodrigo nella Cripta[src]

Il confronto in Vaticano è stato uno scontro tra il Maestro Assassino Ezio Auditore da Firenze e il Gran Maestro Rodrigo Borgia che ebbe luogo il 28 dicembre 1499 a Roma, nella Cappella Sistina e nella Cripta sottostante.

Il confronto fu il culmine di due decenni di lotta tra i due uomini, cominciata nel 1476 quando il Borgia fece uccidere il padre e i fratelli di Ezio. Negli anni trascorsi nel frattempo, Ezio aveva sventato le congiure Templari a Firenze e a Venezia.

Rodrigo Borgia aveva in suo possesso lo Scettro Papale, un Bastone dell'Eden che combinato con la Mela dell'Eden nelle mani di Ezio Auditore permetteva di aprire la Cripta Vaticana, così come predetto nel Codice di Altaïr Ibn-La'Ahad. Rodrigo era convinto che Dio si trovasse all'interno, e che i Frutti dell'Eden servissero a controllarlo. Un primo scontro vide la vittoria di Rodrigo, che si impossessò della Mela. Tuttavia, non riuscì ad aprire la porta della Cripta. Ezio vinse il secondo scontro, ma scelse di risparmiare il Gran Maestro, conscio che la vendetta non avrebbe riportato in vita i familiari e che Rodrigo avrebbe dovuto vivere avendo visto i suoi sogni infranti.

Fu Ezio che, grazie all'alta concentrazione di DNA Isu che possedeva, poté aprire la Cripta. All'interno incontrò l'ologramma di Minerva, che gli rivolse un messaggio destinato a Desmond Miles in cui annunciava la Seconda catastrofe.

Antefatto

La profezia

Ezio: Ebbene, lui dov'è? [...] Il tuo Profeta! Non sembra sia apparso nessuno, Rodrigo! Quante persone sono morte per questo? Per il contenuto di questo scrigno? E guarda, non c'è nessuno!
Rodrigo: Tu sostieni di non credere. Eppure sei venuto... Non lo vedi? Il Profeta è già qui... Sono io il Profeta.
―Ezio e Rodrigo a Venezia[src]

Il Mentore degli Confraternita levantina degli Assassini Altaïr Ibn-La'Ahad studiò la Mela dell'Eden in suo possesso tutta la sua vita, annotando alcuni delle sue scoperte nel suo Codice. Una di queste scoperte fu l'esistenza di una Cripta a Roma. Le visioni del futuro gli permisero di apprendere che la Cripta sarebbe stata aperta da un "Profeta" in possesso di due Frutti dell'Eden: un Bastone e una Mela dell'Eden. Il Profeta sarebbe apparso nella "città fluttuante" quando vi sarebbe stato portato il secondo Frutto.[1]

Le pagine del Codice furono disperse in Italia, e sia gli Assassini che i Templari si dedicarono alla loro ricerca. Fu dalle pagine del Codice che il cardinale Rodrigo Borgia, diventato Gran Maestro del rito romano dell'Ordine dei Templari nel 1476, apprese l'esistenza di un Profeta, e si convinse di esserlo. Capì che il Bastone era lo Scettro Papale, e decise di diventare papa per impossessarsene e poter accedere alla Cripta, che si trovava sotto la Cappella Sistina.[1]

Rodrigo si dedicò quindi alle congiure per prendere il controllo dell'intera Italia, e alla ricerca di una Mela dell'Eden.[1] Il principe ottomano e Templare Cem si impossessò della Mela dell'Eden del padre Mehmet II nel 1481, ma non riuscì ad utilizzarla e decise quindi di nasconderla a Cipro prima di negoziare con i Templari europei. Si recò quindi a Rodi, dove tuttavia fu imprigionato dai Cavalieri Ospitalieri. Dopo anni di prigionia, rivelò che la Mela si trovava nell'Archivio Templare a Cipro.[2] Rodrigo ordinò quindi ai Barbarigo di recuperarla. Silvio Barbarigo occupò l'Arsenale di Venezia per organizzare una spedizione, che trovò il manufatto e fece ritorno a Venezia il 25 giugno 1488.[1]

Ezio, travestito da guardia, si confronta con Rodrigo Borgia.

Rodrigo si trovava a Venezia, convinto di provare il suo ruolo di Profeta ricevendo il Frutto dell'Eden nella "città fluttuante". Tuttavia, l'Assassino Ezio Auditore da Firenze aveva appreso l'arrivo della spedizione e seguì il Frutto sino a Rodrigo. Ezio gli fece notare che nessuno era apparso, ma Rodrigo ribatté che lui era il Profeta. I due combatterono, e Rodrigo fu costretto a fuggire quando gli altri Assassini giunsero in soccorso di Ezio, abbandonando la Mela. Gli Assassini, sorpresi dalla presenza di Ezio, capirono che il Profeta era in realtà il giovane Auditore.[3]

Rodrigo fu eletto papa il 26 agosto 1492, entrando così in possesso del Bastone dell'Eden.[1]

Il Codice svelato

"No! Non può essere! La Cripta... Sembra che la Cripta sia a Roma."
―Ezio Auditore analizzando il Codice[src]

Gli Assassini osservano le pagine del Codice.

Nel 1499, gli Assassini si riunirono a Villa Auditore, la loro sede a Monteriggioni. Ezio Auditore aveva trovato tutte le pagine del Codice, e le aveva fatte decifrare dall'amico Leonardo da Vinci. Osservate con l'occhio dell'aquila, le pagine erano attraversate da un disegno: Ezio le dispose in modo da poterlo vedere completo e notò con stupore che si trattava di una mappa del mondo con continenti sconosciuti. Scoprì inoltre che la Cripta si trovava a Roma. Fu allora che Mario Auditore capì che Rodrigo sapeva già dove si trovasse la Cripta, e che lo Scettro papale era il Bastone menzionato dalla profezia.[4]

Ezio decise quindi di recarsi a Roma per trovare la Cripta ed assassinare Rodrigo Borgia. Gli altri Assassini lo accompagnarono per creare disordini in città, permettendogli di agire indisturbato.[4]

Infiltrazione nel Vaticano

Ezio: È finita, Rodrigo! Smetti di combattere, e fai in modo che la tua morte sia rapida.
Rodrigo: Davvero, Ezio? E tu al posto mio ti daresti per vinto così facilmente?
―Ezio e Rodrigo nella cappella Sistina[src]

Ezio combatte le guardie di Castel Sant'Angelo.

Il 28 dicembre 1499, giunto al distretto Vaticano, Ezio scalò i muri di Castel Sant'Angelo e si fece strada combattendo sino al Passetto di Borgo, che connetteva il Castello con il Palazzo Apostolico. Ezio compì una parte del percorso a cavallo, ma una porta chiusa lo costrinse a continuare a piedi. Ezio eliminò le guardie che si opponevano a lui e penetrò nel palazzo. Mimetizzandosi tra i prelati, Ezio si inoltrò non visto dalle guardie e raggiunse la Cappella Sistina, dove il papa stava celebrando la messa.[5]

Lì approfittò delle impalcature presenti per avvicinarsi dall'alto all'altare e colpì Rodrigo. Tuttavia prima che potesse ucciderlo con la lama celata Rodrigo usò i poteri del Bastone per scagliare lontano l'Assassino. In seguito attaccò tutti i presenti con il Bastone. I prelati presenti caddero a terra, ma Ezio resistette grazie alla Mela. Rodrigo, capendolo, lo ringraziò di avergli portato la Mela e lo schernì, dicendogli che avrebbe presto rivisto il padre. Ezio usò la Mela per creare delle copie di se stesso, e aiutarlo nello scontro con il Gran Maestro. Rodrigo usò il Bastone come fosse una lancia e si rivelò essere un formidabile opponente per l'Assassino.[5]

Rodrigo usa il potere del Bastone per immobilizzare Ezio.

Malgrado ciò, Ezio riuscì a sconfiggere Rodrigo e gli disse di arrendersi, promettendogli una morte rapida. Rodrigo lo attaccò nuovamente con il potere del Bastone, facendogli perdere la spada, e si rese invisibile. Quando Ezio prese la Mela per vedere oltre l'illusione, Rodrigo gliela fece cadere dalla mano e se ne impossessò. Il papa pose la Mela in cima al Bastone, e poi colpì Ezio allo stomaco con un pugnale, lasciandolo per morto. Rodrigo aprì il passaggio segreto nella Cappella e scese nella Cripta. Ezio, che era sopravissuto grazie all'armatura di Altaïr che indossava, svenne brevemente. Quando tornò in sé, identificò il meccanismo che apriva il passaggio e seguì Rodrigo.[5]

La Cripta

Il secondo scontro

"Non voglio approvazioni. Voglio il potere. [...] Sono diventato Papa perché mi dava l'accesso. Mi dava il potere! Tu pensi che io creda a una singola, maledetta parola di quel libro ridicolo? Tutte menzogne, superstizioni, come ogni altro testo religioso scritto negli ultimi diecimila anni!"
―Rodrigo ammette i suoi veri obiettivi[src]

Ezio e Rodrigo combattono nella Cripta.

Una breve scalinata condusse Ezio in una struttura con un'architettura sconosciuta e illuminata senza torce. Quando raggiunse l'anticamera, scoprì che Rodrigo non era riuscito ad aprire la Cripta e stava tempestando di pugni la porta. Ezio sfidò Rodrigo a un combattimento senza trucchi, armi o antichi manufatti, e Rodrigo accettò. Mentre i due combattevano a mani nude, l'Assassino chiese al Templare cosa pensava trovare all'interno della Cripta. Rodrigo fu sorpreso che gli Assassini non fossero giunti alla stessa conclusione: all'interno della Cripta si trovava Dio.[5]

Ezio, scettico, gli chiese cosa pensasse avrebbe fatto Dio se Rodrigo fosse riuscito ad aprire la porta. Rodrigo gli disse che era soltanto interessanto al potere che poteva ottenere e spiegò la sua convinzione che i Frutti dell'Eden fossero stati creati per controllare gli dei. Quando Ezio ribatté che ciò non corrispondeva alla visione cristiana di Dio, il papa ammise che non credeva affatto alla dottrina cattolica, né a qualunque altra religione. Si era fatto eleggere solo per il potere temporale del papato, nonché per avere accesso al Bastone e alla Cripta.[5]

Ezio apre la Cripta con la Mela e il Bastone.

Ezio sconfisse nuovamente Rodrigo, che non riuscì ad accettare la sconfitta, tanto era convinto di essere il Profeta. Ezio gli disse che si sbagliava, e non lo era mai stato. Rodrigo gli chiese di ucciderlo, ma Ezio rifiutò, perché la morte del Gran Maestro non avrebbe riportato in vita la sua famiglia.[5] Mentre Rodrigo, i suoi sogni infranti, osservava, Ezio si avvicinò ai Frutti, che si attivarono al suo tocco grazie all'alta concetrazione di DNA Isu nei suoi geni. I raggi di luce colpirono una parete, che si rivelò essere la porta della Cripta. Ezio recuperò la Mela e si addentrò nella Cripta,[1] mentre Rodrigo fuggì.[6]

Il messaggio

"Non intendo parlare con te, bensì attraverso di te. Tu sei il profeta. La tua parte l'hai fatta. Tu sei il suo tramite ma, ti prego, taci! Lasciaci comunicare."
―Minerva ad Ezio[src]

Ezio mostra la Mela a Minerva.

La Cripta reagì alla presenza di Ezio, illuminandosi. Giunto in fondo alla Cripta, gli apparve davanti l'ologramma di Minerva, una degli Isu. La figura lo accolse chiamandolo Profeta, e gli chiese di mostrarle la Mela, che toccò. Quando Ezio le chiese chi fosse, Minerva rispose che aveva molti nomi: era anche stata chiamata Merva e Mera, così come Giunone era un tempo chiamata Uni e Giove, Tinia. Ezio credette che fossero dei, ma Minerva gli rispose che erano solo "venuti prima".[1]

Anche se gli umani faticavano a comprenderli, anche quando gli Isu erano ancora sulla terra, Minerva gli disse che dovevano comprendere il loro monito. La figura distolse poi lo sguardo da Ezio, come se qualcun'altro fosse presente nella Cripta. Ezio chiese altre spiegazioni, ma Minerva lo zittì, dicendo che il messaggio non era rivolto a lui: il Profeta era solo il tramite del messaggio, non il destinatario.[1]

Ezio ascolta il messaggio di Minerva.

Minerva spiegò che Coloro che vennero prima avevano creato gli uomini, che tuttavia si ribellarono. Meno forti degli Isu, ma molto più numerosi, le due razze combatterono, distraendo l'attenzione dal cielo. Fu solo troppo tardi che si accorsero della minaccia posta dal Sole, che bruciò la terra, lasciando in vita pochi sopravvissuti. Volendo assicurarsi che la catastrofe non si ripetesse, gli Isu cercarono di tramandare il monito. Tuttavia, il tempo distrusse il loro messaggio, che venne frainteso e perduto. Minerva lasciò quindi un altro messaggio, per ricordare ciò che era stato perduto ma anche per dare speranza: il destinatario del messaggio doveva trovare i Templi costruiti da coloro che rifiutarono la guerra, e usare il sapere contenuto all'interno per salvare il mondo dall'imminente catastrofe.[1]

Dopo aver detto che il messaggio era stato recapitato e che tutti gli Isu erano scomparsi, Minerva aggiunse "Il resto è in mano tua, Desmond." Ezio, non sapendo chi fosse Desmond, chiese altre spiegazioni, ma l'ologramma scomparve.[1][6]

Fuga dal Vaticano

Ezio: Non credereste mai a ciò che ho visto, zio.
Mario: Resta vivo così potrai raccontarmelo.
―Ezio e Mario nella Cripta[src]

Ezio prova a recuperare il Bastone.

Ezio tornò nell'anticamera, dove scoprì la fuga di Rodrigo, che aveva lasciato dietro di sé i suoi vestimenti papali. L'Assassino tentò di recuperare il Bastone, ma il Frutto sprofondò nel pavimento, innescando un meccanismo che fece abbassarsi il pavimento dell'anticamera. Ezio fu raggiunto dallo zio Mario, che commentò fosse meglio che il Bastone si trovasse nelle mani della terra, piuttosto che in quelle dell'uomo. Ezio fu sorpreso dalla presenza di Mario, che spiegò come la sua preoccupazione l'avesse spinto a raggiungere il nipote per aiutarlo. Ezio, ancora scosso dal messaggio di Minerva, volle parlarne con lo zio, che gli disse ne avrebbero discusso dopo essere fuggiti.[6]

Ezio esita a sbarazzarsi della Mela.

I due Assassini risalirono nella Cappella Sistina, dove i prelati si erano ripresi dall'attacco del Bastone. Mario chiese al nipote se fosse ferito: Ezio rassicurò lo zio, dicendogli che l'armatura di Altaïr lo aveva protetto dagli attacchi di Rodrigo. Ezio e Mario uscirono dal palazzo e, malgrado un gruppo di guardie che li attaccarono davanti alla Basilica di San Pietro, riuscirono a fuggire dal Vaticano. In cima ad una torre sulle rive del Tevere, Ezio non riuscì a decidere se sbarazzarsi o meno della Mela gettandola nel fiume. Mario gli disse che l'avrebbe custodita finché Ezio non avesse preso una decisione. I due lasciarono Roma e fecero ritorno a Monteriggioni.[6]

Conseguenze

"Sono convinta che per trovare i templi dobbiamo recuperare la Mela dell'Eden di Ezio. Minerva l'ha in qualche modo alterata "toccandola"."
―Lucy Stillman alla sua squadra[src]

Ezio raccontò agli altri Assassini quanto visto nella Cripta. La confraternita fu contenta di sapere che non vi era custodita una terribile arma, e che il messaggio di Minerva non richiedeva loro di agire subito. Ezio lasciò Roma convinto che il suo lavoro fosse finito.[7]

Avendo visto i suoi sogni infranti, Rodrigo rinunciò a combattere contro gli Assassini. La guida dell'Ordine dei Templari fu presa dal figlio Cesare, capitano generale delle armate papali, che attaccò Monteriggioni per impossessarsi della Mela. Dopo l'assedio, gli Assassini si spostarono a Roma per combattere i Borgia e liberare la città. Ezio recuperò la Mela dopo la morte di Rodrigo per mano di Cesare, il 18 agosto 1503.[7]

Desmond apre la porta del Grande Tempio con la Mela alterata da Minerva.

Nel 2012, Desmond Miles rivivette nell'Animus i ricordi dell'antenato Ezio Auditore, assistito da una squadra di Assassini composta da Lucy Stillman, Rebecca Crane e Shaun Hastings. Il 15 settembre, tre mesi prima della Seconda catastrofe, Desmond ricevette il messaggio di Minerva. Gli Assassini furono inizialmente scettici del messaggio, ma la certezza che la Grande Catastrofe avesse distrutto gli Isu li spinse a prendere sul serio il monito di Minerva.[1] Lucy teorizzò che la Mela fosse stata alterata da Minerva nella Cripta, e che fosse necessaria per trovare i Templi Isu. Desmond continuò ad esplorare i ricordi di Ezio e scoprì che il Mentore rinascimentale aveva nascosto la Mela dell'Eden nel Tempio di Giunone, sotto il Campidoglio, nel 1507. Gli Assassini se ne impossessarono il 10 ottobre.[7] Il 30 ottobre Desmond usò la Mela per aprire la porta del Grande Tempio, che conservava i metodi di salvezza della Terra.[8]

Galleria

Note

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