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Cipro è uno stato insulare che si trova nel mar Mediterraneo.

Storicamente parte della civiltà greca, fu governata per un breve periodo dall'Ordine dei Templari dopo che l'acquistò da Riccardo I d'Inghilterra, che l'aveva conquistata e ceduta, durante la terza crociata. Il brutale governo dei Templari scatenò il malcontento dei cittadini, che organizzò una vera e propria resistenza sostenuta da Altaïr Ibn-La'Ahad, Mentore degli Assassini. Quest'ultimo, alla fine, spodestò con largo successo i nuovi governanti in poco tempo.[1]

Durante la loro breve occupazione, i Templari si organizzarono a portare via tutti i manufatti presenti nell'archivio Templare situata al di sotto del castello di Limassol. Venne anche utilizzata per ospitare una Mela dell'Eden fino al 1488, quando venne recuperata dai Templari italiani e trasferita in Italia per essere usata dal loro Gran Maestro Rodrigo Borgia.[2]

Economia[]

Durante l'Impero romano, Cipro era conosciuta per le produzioni di rame, prese dagli enormi giacimenti presenti sull'isola, e per questo dette il nome al termine latino del rame "aes Cyprium".[3]

Storia[]

Dominio Templare[]

Precedentemente governata dai greci e dall'Impero romano, l'isola rimase sotto il controllo dell'Impero bizantino dal 395 fino al 1185. I Templari per quasi un decennio lavorarono in gran segreto a Cipro, istituendo un archivio Templare sotto il castello di Limassol e ricevettero l'aiuto di Isacco Comneno, un membro della famiglia imperiale bizantina che si era autoproclamato imperatore di Cipro e un fantoccio dei Templari.[1]

Tuttavia, nel 1191 in piena terza crociata, Comneno scatenò l'ira di Riccardo I d'Inghilterra, poiché aveva catturato la sorella e la fidanzata del re. Quindi, Riccardo rispose conquistando Cipro e spodestando Comneno. Riccardo usò Cipro come base di rifornimento principale mentre conduceva la guerra contro i saraceni, ma venne convinto dai Templari a venderlo al loro Ordine, preoccupati che il re avrebbe potuto venire a conoscenza dell'archivio.[1]

Con sede nel castello di Limassol, i Templari assunsero un ruolo insolitamente attivo nel governo dell'isola, imponendo nuove leggi dure e arbitrarie per sottomettere la popolazione irrequieta. Alla fine, i cittadini iniziarono a rimanere chiusi in casa per paura di subire abusi dai Templari o di violare nuove oscure leggi, lasciando le strade di Limassol e Kyrenia completamente vuote, tranne della presenza delle pattuglie di guardie oppure di alcuni cittadini.[1]

Allo stesso tempo, i Templari tentarono di conquistarsi la popolazione con la carità attraverso la beneficenza o la costruzione di nuove chiese. Ma la costante brutalità che i Templari usavano contro i cittadini, portarono alcuni di questi ad essere irrequieti e a formare una resistenza contro il dominio dei Templari.[1]

Dopo l'assassinio del Gran Maestro Roberto di Sable da parte dell'Assassino Altaïr Ibn-La'Ahad ad Arsuf, il suo successore, Armand Bouchart, ordinò una ritirata generale dei Templari dalla Terra Santa a Cipro. Altaïr, nel mentre divenuto Mentore degli Assassini levantini, li inseguì a Limassol, accompagnato dalla Templare Maria Thorpe, sua prigioniera.[1]

La resistenza e la liberazione[]

Arrivato in città, Altaïr iniziò a sentire le prime voci su un archivio segreto dei Templari, che conteneva conoscenze e manufatti come la Mela dell'Eden in suo possesso. Pertanto, si mise alla ricerca dell'archivio, aiutando contemporaneamente la resistenza locale.[1]

L'assassinio di Federico il Rosso per mano di Altaïr, capo delle guardie Templari a Limassol, portò Armand a concedere l'immunità a tutti i suoi uomini finché l'indagine non veniva conclusa, a causa anche della scarsa collaborazione dei cittadini. Temendo per la propria vita, dopo aver appreso da Maria della presenza di Altaïr sull'isola, Bouchart partì per la Kyrenia, ma Altaïr si mise al suo inseguimento, dopo aver catturato nuovamente Maria.[1]

Altaïr a Kyrenia.

All'arrivo a Kyrenia, Altaïr si incontrò con Barnaba, capo della resistenza locale, il qule gli chiese di uccidere Giona, un membro della resistenza che collaborava con i Templari. Tuttavia, la morte di Giona scatenò delle rivolte in città, in quanto mercante stimato e rispettato dai suoi concittadini. In seguito, Altaïr apprese che la morte di Giona e, di conseguenza, le rivolte, non erano altro che degli sotterfugi dei Templari, poiché il vero Barnaba fu decapitato precedentemente il suo arrivo e che si era incontrato con un agente Templare che si era spacciato come tale.[1]

Altaïr continuò con la sua ricerca dell'archivio, nel corso del quale impedì l'esecuzione di diversi membri della resistenza e la liberazione di altri dalla prigionia e assassinò vari bersagli chiave importanti per il dominio dei Templari in città: Moloch, i suoi figli gemelli Shalim e Shahar e l'Oracolo Oscuro. La loro morte costrinse i Templari a ritirarsi a Limassol, liberando Kyrenia dal loro controllo. Dopo il ritorno dei Templari a Limassol, Altaïr scoprì che i Templari avevano attuato una repressione più dura di prima, arrestando le persone nella speranza di indebolire la resistenza e prevenire nuove rivolte. Inoltre, i Templari organizzarono una campagna di propaganda contro Altaïr, che gli aizzò contro molti membri della resistenza.[1]

Altaïr si mise ad uccidere i capitani Templari, per indebolire il dominio tirannico dei Templari e, contemporaneamente, si mise ad indagare sull'arrivo di Bouchart a Limassol, scoprendo quasi nulla a causa della morte di Demetrio, il mercante corrotto che aveva aiutato i Templari. In seguito, raggiunse la corte del castello di Limassol per incontrarsi con Alessandro di Limassol, capo della resistenza cipriota, ma lo trovò morto. Quindi, venne circondato da una folla inferocita convinta dai Templari che l'Assassino lo aveva ucciso. Per evitare il peggio, Altaïr usò il potere della Mela sulla folla ordinandole di andarsene e prepararsi a combattere contro i Templari e Armand Bouchart, il vero responsabile dei loro problemi.[1]

Con l'aiuto di Maria Thorpe, che uccise l'agente di Armand Bouchart, Altaïr riuscì a trovare l'archivio Templare sotto il castello di Limassol, solo per scoprire che il suo contenuto fu portato via da Cipro durante il suo soggiorno a Kyrenia. Dopo aver ucciso Bouchart, Altaïr scappò insieme a Maria dall'archivio, che stava iniziando a crollare.[1] In seguito, Altaïr scrisse nel suo Codice che Cipro, alla fine, passò molto volentieri sotto il controllo degli Assassini.[2] Come segno di ringraziamento, Altaïr si sposò con Maria a Limassol, due anni dopo tali avvenimenti.[4]

Ad un certo punto tra il 1225 e il 1227, i Templari lanciarono un attacco sull'isola, per riconquistare l'archivio. Tuttavia, Abbas Sofian, allora capo degli Assassini nel Levante, decise di non inviare rinforzi, permettendo ai Templari di riconquistare l'archivio e provocando la perdita di molti uomini, in ciò che Altaïr definì "un massacro", e il controllo dell'isola degli Assassini.[5]

Rinascimento[]

Nel 1482, prima di diventare prigioniero dei Cavalieri Ospitalieri, il principe ottomano e Templare Cem nascose la Mela dell'Eden nel vecchio archivio a Cipro. Alla fine, fu persuaso a rivelare la posizione della Mela dal Gran Maestro dei Templari italiani, Rodrigo Borgia. Nel 1486, Borgia fece salpare da Venezia una flotta di navi per Cipro, per recuperare la Mela. Dopo due anni, la flotta trovò la Mela e la recuperò da Cipro, riportandola a Venezia.[2]

Verso la fine del 1510, Ezio Auditore da Firenze, Mentore della Confraternita italiana degli Assassini, raggiunse Larnaca con la nave di Ma'Mun, dal quale ricevette una mappa dell'isola disegnata dal cartografo e Assassini Piri Reis. Pertanto, si recò a Limassol per visitare il vecchio archivio Templare, ricordandosi di averlo sentito nelle storie di Altaïr, ma non trovò altro che rovine.[6]

Dato che era ansioso di raggiungere il porto di Acri, in Siria, per dirigersi a Masyaf, Ezio Auditore decise di chiedere aiuto a Domenico Garofoli, il governatore veneziano dell'isola, sperando che il suo connazionale lo aiutasse a trovare il passaggio di cui aveva bisogno. Sebbene fosse educato, Garofoli rifiutò di aiutarlo, poiché qualsiasi loro impresa, anche se pacifica, non approvata dalla diplomazia ufficiale avrebbe potuto scatenare un incidente terribile in Europa, tra le varie nazioni. Quindi, Ezio si ritrovò costretto a cercare al porto una nave in partenza verso oriente, non trovando nessuna nave diretta la sua destinazione. Fortunatamente, venne aiutato da Al-Scarab, un pirata mamelucco, ed insieme a Ezio navigarono fino ad Acri.[6]

Tempi moderni[]

Nel 2000, gli Assassini Daniel Cross e Hannah Mueller visitarono Cipro con l'obiettivo di incontrare gli Assassioni ciprioti e convincerli ad aiutare la missione di Daniel di trovare il Mentore.[7]

Galleria[]

Apparizioni[]

Fonti[]

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