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Charles-Gabriel Sébastien Sivert, Baron de l'Espérance (1 dicembre 1725 - 5 gennaio 1791) è stato un generale di brigata dell'esercito francese e il governatore della colonia di Saint Pierre e Miquelon. Segretamente era un importante membro dell'Ordine dei Templari coinvolto negli eventi della rivoluzione francese. Inoltre appoggiò l'esiliato François-Thomas Germain nel rovesciare il Gran Maestro dei Templari François de la Serre.

BiografiaModifica

Primi anniModifica

Nato il 1 dicembre 1725 a Louisbourg in Nuova Francia, suo padre,Charles-Léopold-Ébérard de L'Espérance, era un tenente del reggimento svizzero del cavaliere de Karrer stanziato a Louisbourg. Come suo padre, decise molto presto di intraprendere una carriera nell'esercito. Quando aveva solo dieci anni, si arruolò come cadetto nello stesso distaccamento del padre del reggimento svizzero de Karrer. Nel 1742, fu promosso secondo in comando.

Ad un certo punto della sua vita, Sivert si unì ai Templari. Trovandosi nelle colonie, partecipò numerose volte alle operazioni del Gran Maestro Haytham Kenway e ad un disastroso tentativo di recuperare un oggetto misterioso.

Nel 1748, Sivert liberò Jean-Jacques Blaise d'Abbadie dalla prigionia in Inghiltera attraverso il trattato di Aix-la-Chapelle. Reputando d'Abbadie "siete mediocre nel miglior caso e irrilevante nel peggiore", Sivert decise di dargli una posizione nella burocrazia navale, per sfruttare le doti amministrative di d'Abbadie e impiegandolo anche come spia. Tuttavia, si rifiutò di rilevargli per chi lavorava considerandolo uno stupido. D'Abbadie non si oppose e con il tempo la sua posizione, insieme alla sua influenza, aumentò.

La deposizione e la morteModifica

Nel 1778, Sivert divenne il consigliere del Gran Maestro dei Templari francesi François de la Serre, insieme a Chrétien Lafrenière, Marie Lévesque e Louis-Michel le Peletier. Con il tempo, si accorse che de la Serre non si fidava completamente di lui e decise di unirsi alla nuova fazione che si stava creando all'interno dell'Ordine che supportava un loro ex membro, François-Thomas Germain.

Aspettando il momento giusto per colpire, Sivert, Lévesque e le Peletier finsero di essere ancora fedeli a de la Serre. Dopo che quest'ultimo rifiutò la proposta di unirsi all'Ordine del Roi des Thunes e del suo braccio destro Aloys la Touche, fu Sivert stesso che li reclutò per unirsi nella causa di Germain, consegnandogli la spilla dei Templari. Germain ordinò ai suoi di uccidere de la Serre durante la festa nella Reggia di Versailles della figlia Élise de la Serre, in onore della sua unione all'Ordine.

Sivert, con una scusa, attirò de la Serre nei giardini del palazzo, lontano da occhi indiscreti, e lo assalì. Tuttavia, de la Serre rispose prontamente all'assalto e ferì in faccia con la sua spada Sivert, provocandogli una brutta ferita all'occhio sinistro. Trovandosi in un momento di stallo, il Roi des Thunes intervenne pungendo al collo di de la Serre con la punta avvelenata della spilla. L'arrivo improvviso di Arno Dorian che si avvicinò a de la Serre li costrinse alla fuga, ma Sivert sfruttò il momento per attirare le guardie e incastrare Arno dell'omicidio, che venne poco tempo dopo rinchiuso alla Bastiglia.

Il 4 gennaio 1791, Sivert insieme al suo fidato collaboratore Duchesneau s'incontrò nei pressi della Conciergerie con il contrabbandiere Arpinon per discutere di affari. Dopo che Sivert e Duchesneau se ne andarono, Arpinon venne ucciso dal Maestro Assassino Pierre Bellec. Fortunatamente per Sivert, egli non era un bersaglio degli Assassini.

Il giorno dopo, Sivert si trovava alla cattedrale di Notre-Dame per incontrare il suo socio Duchesneau, che avrebbe dovuto portare a termine un affare con un prete. Tuttavia, Arno, che dopo esser fuggito dalla Bastiglia si era unito agli Assassini, uccise Duchesneau e recuperò le chiavi del confessionale, luogo in cui avrebbe incontrato Sivert.

Confessione 3

Arno infilza la lama celata nella gola di Sivert.

Intrufolatosi nel confessionale, Arno si finge Duchesneau e parla con Sivert, scoprendo una rete di contrabbando delle merci delle chiese, una fonte più efficiente rispetto agli aristocratici. Finita la conversazione, Arno lo pugnalò con la lama celata sulla guancia attraverso la grata del confessionale. Attraverso i ricordi di Sivert, Arno scoprì un altro complice della morte di de la Serre, il Roi des Thunes. Arno rivendicò l'ascia rotonda del Templare come trofeo.

GalleriaModifica

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