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Castel Sant'Angelo, conosciuto anche come Mausoleo di Adriano, è una fortezza situata a Roma e raggiungibile attraverso il ponte Sant'Angelo, poiché costruito sulle rive del Tevere. Il castello è inoltre collegato alla basilica di San Pietro tramite un passaggio sopraelevato detto passetto di Borgo. L'Assassino Ezio Auditore da Firenze si infiltrò diverse volte nel castello agli inizi del XVI secolo.

Commissionato dall'imperatore romano Adriano con la funzione di mausoleo, per ospitare i suoi resti e quelli della famiglia, il castello nel Rinascimento fu usato dallo Stato Pontificio come fortezza e prigione e talvolta anche come residenza papale.

Storia[]

Età romana[]

Castel Sant'Angelo venne eretto come monumento funerario e mausoleo su commissione dell'imperatore romano Adriano tra il 135 e il 139 d.C. con lo scopo di ospitare le spoglie dell'imperatore e della sua famiglia. Successivamente, nel 401, fu trasformato e adattato come struttura militare a ausiliaria in caso di attacco. Ciò in quanto la struttura, in origine, si trovava fuori dalle mura cittadine. Due anni dopo, l'imperatore Onorio incluse il mausoleo, diventato ormai fortilizio, nelle mura aureliane a posizione militare e difensiva principale.[1][2]

Sacchi di Roma[]

Nel 410, i visigoti di Alarico attaccarono Roma, e dispersero le ceneri ancora intatte di Adriano.[1][2] I vandali di Genserico nel 455 devastarono la città e l'edificio di Castel Sant'Angelo. I saccheggi furono terribili in oltre 40 anni di invasioni e di "sacchi" che Roma subì più volte.[3]

Roma fu nuovamente protagonista di un assedio tra il 537 e il 538 da parte dei visigoti di Vitige, i quali erano intenzionati di distruggere il generale Belisario e i suoi uomini.[2]

Rinascimento[]

Il castello andò sempre più in rovina fino al XIV secolo, quando venne ricostruito e fortificato. Inoltre, furono aggiunti passaggi segreti e nuovi edifici della fortezza, come torrioni e mura perimetrali. Ma le aggiunte più importanti furono i cambiamenti del XV e XVI secolo. Furono attuati anche miglioramenti architettonici come una corte interna al castello, ove si tenevano le esecuzioni di detenuti politici o eretici in privato, per il diletto di sua Santità. Ma soprattutto è notevole il passetto di Borgo, un passaggio sopraelevato apposito per le fughe del collegio cardinalizio e del Papa stesso. Queste mura collegavano castel Sant'Angelo alla basilica di San Pietro, diventando un sistema di fuga efficace e sicuro. Ciò fece raggiungere alla struttura del Castello l'apice architettonico, ma soprattutto politico che ospitava, simboleggiando il potere Pontificio sulla città e sul popolo stesso.[1][2]

Liberazione di Roma[]

Nel 1499, Ezio Auditore da Firenze scalò parte di castel Sant'Angelo per raggiungere il passetto di Borgo e arrivare alla basilica di San Pietro. Una volta lì, si infiltrò nella cappella Sistina, dove cercò di assassinare Rodrigo Borgia.[4]

Nel 1501, Ezio scalò nuovamente il castello per salvare Caterina Sforza, che vi era tenuta prigioniera, e uccidere Rodrigo e Cesare Borgia. Riuscì a salvare Caterina, ma non ad uccidere i Templari, poiché Rodrigo non era presente al castello in quel momento e Cesare partì per Urbino poco dopo che Ezio aveva cominciato a scalare le mura.[5]

Dopo il suo attacco, il castello fu presidiato da numerose guardie papali e soldati francesi, quest'ultimi ottenuti grazie all'alleanza di Cesare con Luigi XII, re di Francia, e posti al comando di Octavian de Valois, parente del re e intimo amico di Cesare.[6]

Nel 1503, Ezio riuscì a penetrare nel castello da una porta laterale, grazie alla chiave che gli aveva dato Pietro Rossi, amante di Lucrezia Borgia. Durante l'infiltrazione, origliò una conversazione tra Lucrezia e una guardie, la quale informava la Borgia che il papa aveva requisito l'intera scorta di cantarella e che era impegnato in un incontro con Cesare.[7] Poco dopo, attraverso una finestra, Ezio assistette al tentativo del papa di uccidere suo figlio, avvelenandolo. Il tentativo in parte fallì, in quanto Lucrezia interruppe la riunione per avvertire Cesare dell'intenzione del padre, ma Cesare comunque rimase indebolito per l'ingerimento di una buona dose di veleno. Quindi, in un'impeto di rabbia, Cesare uccise il padre, nonostante Lucrezia cercò di fermarlo dicendogli dove era nascosta la Mela dell'Eden. Afferrata al collo da Cesare, Lucrezia rivela dove era nascosta la mela e viene lasciata andare. Dopo che Cesare ha lasciato la stanza, Ezio Auditore entra da una finestra aperta nella stanza e, dopo aver porto a Rodrigo l'ultimo saluto, viene informato da Lucrezia che la mela era nascosta al padiglione presente nel cortile nella basilica di San Pietro.[8]

Curiosità[]

  • Tra Assassin's Creed II e Assassin's Creed: Brotherhood, la struttura del castello cambia notevolmente.
  • In Brotherhood, saltando col paracadute dalla sommità del Castello si ottiene l'obiettivo/trofeo "Il volo dell'aquila".
    • Durante la Sequenza 5, la porta vicina alle quattro guardie papali e la recinzione che permette di accedere al cortile sono chiuse, quindi il completamento dell'obiettivo/trofeo non è possibile fino a un'ulteriore progressione della storia a meno che non si usi il paracadute per planare all'interno del cortile.
  • Nonostante sia il punto più alto raggiungibile in scalata nel gioco, il pennone in cima al castello non è un punto d'osservazione.

Galleria[]

Apparizioni[]

Fonti[]

  1. 1,0 1,1 1,2 Assassin's Creed II - Database: Castel Sant'Angelo
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 Assassin's Creed: Brotherhood - Database: Castel Sant'Angelo
  3. Castel Sant'Angelo
  4. Assassin's Creed II - Nella tana del lupo
  5. Assassin's Creed: Brotherhood - Infiltrazione
  6. Assassin's Creed: Brotherhood
  7. Assassin's Creed: Brotherhood - Requiem
  8. Assassin's Creed: Brotherhood - Una mela al giorno...

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