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La Cappella Sistina è la cappella privata del papa e il luogo dove si tiene il conclave dopo la fine di ogni pontificato. Integrata nella struttura della Basilica di San Pietro a Roma, porta il nome del papa che ne volle la costruzione, Sisto IV.

All'interno della cappella è nascosto l'ingresso di una struttura risalente all'epoca della Prima Civilizzazione.

Storia[]

La Cappella Sistina fu voluta come cappella palatina del Palazzo Apostolico da papa Sisto IV. Le dimensioni sono quelle del Tempio di Salomone, così come riportate nella Bibbia.[1] Le costruzioni iniziarono nel 1475, affiancate dai lavori per la trasformazione dell'adiacente Basilica di San Pietro. Il cantiere che ne derivò fu poi soprannominato la "fabbrica di San Pietro" e le costruzioni interne e perimetrali durarono mesi e impiegarono i lavori fino al 1481, anno del completamento.

Successivamente, il pontefice commissionò a diversi artisti l'abbellimento dell'ambiente. Furono infatti chiamati a Roma esponenti artistici come il Perugino, Domenico Ghirlandaio e Sandro Botticelli, che abbellirono le pareti della cappella con notevoli affreschi rappresentanti scene della vita di Mosè e di Gesù.[1]

Nel 1492, il conclave si tenne per la prima volta nella Cappella Sistina: fu eletto il Gran Maestro dell'Ordine dei Templari Rodrigo Borgia, che salì al soglio pontificio con il nome di Alessandro VI.

Il 28 dicembre 1499, l'Assassino Ezio Auditore da Firenze si introdusse nella Cappella Sistina, all'interno della quale Rodrigo Borgia stava celebrando la messa, con l'intento di assassinarlo. Dopo un combattimento in cui furono utilizzati i poteri di due Frutti dell'Eden, Rodrigo Borgia immobilizzò l'Assassino con lo scettro papale e lo pugnalò, facendogli perdere conoscenza. Credendo di aver vinto lo scontro, Rodrigo rubò la Mela dell'Eden ad Ezio ed, attraverso un passaggio celato sotto l'altare della cappella, si recò in una cripta nascosta sotto l'edificio, costruita dagli Isu.[2]

Poco tempo dopo, Ezio si risvegliò ed inseguì Rodrigo Borgia nei sotterranei. Raggiunto l'uomo, Ezio lo sfidò in uno scontro leale, senza l'utilizzo di alcun tipo di armi, da cui uscì vittorioso. Dopodiché Ezio utilizzò il potere combinato della Mela e del Bastone dell'Eden per accedere alla Cripta, in cui ricevette un messaggio dalla proiezione olografica di Minerva, un membro della Prima Civilizzazione.[2] Subito dopo, Ezio lasciò la Cappella Sistina insieme a suo zio Mario Auditore.[3]

Successivamente, sotto il pontificato di Giulio II, la cappella si abbellì ulteriormente. Il pontefice si circondò infatti di molteplici artisti, tra cui Michelangelo Buonarrotti, che dipinse il famoso ciclo di affreschi della volta. Clemente VII commissionò poi, sempre a Michelangelo, il Giudizio universale sopra all'altare.

Curiosità[]

  • Nella voce del database dell'Animus 2.0, Shaun Hastings nota che quando Ezio si infiltrò nella cappella gli affreschi di Michelangelo non esistevano ancora, e infatti non sono presenti nel gioco. Tuttavia, nell'immagine del database è visibile il Giudizio universale.
    • Inoltre, la voce del database menziona la data del 1503, mentre Ezio vi si reca nel 1499.

Galleria[]

Fonti[]

Note[]

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