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"Non vanificate i sacrifici che i vostri compagni hanno compiuto! Andate! Affrontate il nostro nemico! Malediranno il giorno in cui ci hanno attaccati!"
―Discorso di Lafayette ai suoi uomini poco prima della battaglia, 1778[src]

La battaglia di Monmouth, detta anche battaglia di Monmouth Courthouse, è stata una battaglia che impegnò da una parte l'Esercito Continentale guidata dal comandante in capo George Washington e dall'altra l'esercito britannico guidato dal generale Henri Clinton e avvenne il 28 giugno 1778 a Monmouth, a sud della Frontiera. Poco dopo la battaglia divenne nota anche per l'estrema calura che causò la morte di tanti soldati di entrambi gli schieramenti.

Storia

Preludio

Dopo aver passato l'inverno a Valley Forge, dove l'Esercito Continentale passò il tempo venendo addestrato adeguatamente alla guerra dai generali americani e anche provenienti dall'Europa, George Washington decise di colpire gli inglesi. L'Assassino Connor aiutò George Washington a far superare l'inverno ai suoi uomini recuperando i rifornimenti rubati dal Templare Benjamin Church.

Per catturarlo Connor si alleò con il padre, il Templare Haytham Kenway, alleanza che durò anche dopo la sua morte. Infatti, a New York decisero di scoprire le prossime mosse degli inglesi tendendo un'imboscata a dei comandanti inglesi. Da loro scoprirono che gli inglesi si sarebbero ritirati da Philadelphia per proteggere meglio New York. Haytham e Connor informarono George Washington dei piani inglesi. Tuttavia, ilrapporto tra Connor e George si spezzò dopo che Haytham gli mostrò una lettera in cui ordinava di sterminare il villaggio indiano di Connor, in quanto i Kanien'kehá:ka si erano alleati con i lealisti. Infuriato, Connor cavalcò fino al villaggio uccidendo tutti i messaggeri inviati a dare l'ordine ad un distaccamento più avanti.

Intanto Washington fece trasferire il suo esercito a Monmouth per colpire gli inglesi durante la loro ritirata da Philadelphia a New York, in modo tale da causare ingenti perdite nello schieramento avversario.

Infatti, gli inglesi decisero la ritirata in quanto la Francia entrò in guerra a fianco degli americani e con una buona possibilità che la flotta francese potesse bloccare il fiume Delaware tagliando i rifornimenti britannici verso l'entroterra.

La battaglia

Durante il consiglio di guerra Charles Lee si assunse la responsabilità di guidare l'avanguardia contro gli inglesi, ma quando il nemico iniziò a muoversi per evitare la battaglia, Lee mosse le sue truppe molto lentamente scontrandosi con la retroguardia di Charles Cornwallis. Durante lo scontro Lee iniziò a dare ordini contraddittori gettando nella confusione i suoi uomini, quindi si ritirarono in modo disorganizzato. Ciò Lee lo fece per far cadere in cattiva luce Washington e prendere il suo posto come comandante in capo.

Connor arrivò a Monmouth scoprendo il disastro di Lee dal Marchese di Lafayette, il quale dovette raccogliere i soldati in ritirata e riorganizzarli per la battaglia. Tuttavia, il tempo perso da Lee permise a tutta la colonna britannica di organizzarsi e attaccare l'Esercito Continentale, quindi Lafayette notò l'avvicinarsi di una grande forza inglese. Essendo in minoranza, Lafayette ordinò la ritirata per riorganizzare le truppe nelle retrovie del grosso dell'esercito guidato da Washington e ordinò a Connor di salvaguardare la ritirata usando il cannone con un piccolo contingente a lui assegnato. Connor fece il suo dovere ritardando il più possibile l'avanzata britannica, ma la penuria di colpi di cannone lo costrinse a ritirarsi insieme ai restanti sopravvissuti.

Durante la ritirata gli inglesi catturarono alcuni americani eseguendo varie esecuzioni, ma Connor impedì che andassero a buon fine. L'Assassino guidando la ritirata condusse gli americani a ripararsi da Washington, che con il grosso dell'Esercito teneva a debita distanza gli inglesi.

A causa della troppa calura della giornata la battaglia venne interrotta nel primo pomeriggio e gli inglesi si tennero lontani dalla portata di tiro degli americani. Comunque, entrambe le parti riorganizzarono gli schieramenti anche se non si diedero battaglia. Durante la notte gli inglesi sfruttarono l'oscurità per continuare la marcia verso New York e solamente alle prime luci dell'alba le vedette americane notarono l'assenza degli inglesi sul campo di battaglia.

Conseguenze

Subito dopo la battaglia Connor rivelò a Washington il tradimento di Lee verso i suoi confronti. Sebbene fosse riluttante, Washington si convinse dopo che Lafayette diede conferma delle parole di Connor. Quindi lo fece arrestare e lo deferì a una corte marziale, la quale lo fece allontanare dall'esercito. La decisione comunque non soddisfò Connor, che reputava Lee un pericolo finché sarebbe rimasto in vita, quindi se Washington non l'avrebbe ucciso l'avrebbe fatto lui.

Inoltre l'ordine di sterminare gli indiani del Kanatahséton portò Connor a separarsi da Washington, al quale gli disse di godersi la vittoria perché non l'avrebbe mai più aiutato.

La battaglia terminò in maniera incerta, dove entrambi gli schieramenti si contesero la vittoria, in quanto gli americani nonostante non fossero riusciti a infliggere devastanti perdite al convoglio nemico riuscirono comunque a tenere testa agli attacchi nemici alzando il morale generale delle truppe, mentre gli inglesi non riuscirono a sfruttare l'attacco disorganizzato di Lee per distruggere l'esercito americano, ma riuscirono a ripiegare a New York.

Fonti

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