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La Battaglia di Anfipoli fu combattuta nella guerra del Peloponneso tra Sparta e Atene ad Anfipoli, in Macedonia, nel 422 a.C.

Svolgimento[modifica | modifica sorgente]

Cattura di Anfipoli[modifica | modifica sorgente]

Nell'inverno del 424 a.C. il generale spartano Brasida attaccò Anfipoli, colonia ateniese e importante porto commerciale per vendicare la sconfitta della Battaglia di Pilo. Appellandosi ai residenti scontenti del dominio ateniese riuscì a catturare la colonia senza colpo ferire. Quando gli ateniesi vennero a sapere dell'attacco e inviarono Tucidide a difenderla era già troppo tardi, e si ritrovò ad affrontare l'esercito spartano aiutato dagli alleati delle poleis vicine decisi a respingere la tirannia ateniese. Tucidide non fu quindi in grado di riprendere la città, venne ritenuto responsabile della sconfitta e fu esiliato.

Armistizio[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la vittoria Sparta non acconsentì all'invio di rinforzi, pertanto Brasida fu costretto a negoziare una tregua con Atene per assicurarsi il terreno conquistato. Il politico ateniese Nicia e Sparta lavorarono a una soluzione pacifica, ma il generale Cleone desiderava combattere. L'indecisione durò fino al 422 a.C. quando Cleone venne eletto stratega. La tregua cessò e Cleone si mise in marcia verso Anfipoli.

Seconda battaglia[modifica | modifica sorgente]

Cleone chiamò rinforzi dalla Tracia e dalla Macedonia, ma i soldati ateniesi iniziarono a lamentarsi dell'esitazione di Cleone dandogli dell'incompetente. Cleone si diede quindi da fare per dare inizio alla battaglia senza rinforzi, e notando la città apparentemente sguarnita diede l'inizio all'attacco.

Brasida posizionò i suoi uomini nei boschi vicini per spiare l'accampamento ateniese. Vedendo la sua inferiorità numerica Brasida progettò due attacchi separati per disorientare i nemici, quando notò la ritirata degli ateniesi verso la costa. La codardia di Cleone rassicurò Brasida della vittoria spartana.

Nel frattempo Cleone, vedendo le truppe di Brasida rioccupare Anfipoli si ritirò in attesa dei rinforzi, gettando i suoi uomini in preda alla confusione per via dei suoi ordini contraddittori. Sfruttando la confusione, Brasida si gettò all'attacco.

Nello scontro iniziale Brasida venne ucciso da Deimos, arma della Setta di Cosmos inviato a supporto di Cleone. Poco dopo Cleone lo ferì inavvertitamente colpendolo con una freccia e fuggì via di fronte alla sconfitta, ma venne raggiunto dalla misthios Kassandra sulla spiaggia, dove lo uccise.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Dopo la battaglia le ostilità tra Sparta e Atene diminuirono. Gli ateniesi tornarono nel Pireo mentre Sparta richiamò i rinforzi inviati per Brasida. La morte dei due grandi generali incoraggiò le due poleis a cercare una pace. Un trattato venne promosso da Nicia e subito dopo Sparta e Atene acconsentirono a mettere da parte le ostilità. Tuttavia la pace non fu permanente, e al posto di durare cinquant'anni come proposto il trattato venne rotto in un decennio.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Storicamente Cleone venne ucciso da un soldato della Tracia, mentre Brasida sopravvisse alle ferite mortali abbastanza a lungo da essere riportato ad Anfipoli, dove venne informato della vittoria.

Appare in[modifica | modifica sorgente]

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