PL Affranto.png Qui si cerca di espandere la mente degli uomini.

Questo articolo è uno stub e ha bisogno di espandersi. Puoi aiutare Assassin's Creed Wiki aggiungendo altre informazioni.


Barnaba era un capitano navale greco attivo durante la Guerra del Peloponneso. Da capitano della nave Adrestia, divenne un compagno fondamentale della misthios Kassandra.

In gioventù Barnaba fece il soldato prima di passare a governare navi commerciali per guadagnarsi da vivere. Grazie a ciò sviluppò una rete di contatti attraverso la Grecia, includendo governatori locali e mercenari, che divennero un'importante fonte d'informazioni per Kassandra. Quando lei lo salvò, lui le offrì di servirsi della sua nave e della sua ciurma per lasciare Cefalonia insieme.

Barnaba era anche sposato con Leda di Itaca, con cui ebbe una figlia, anche lei chiamata Leda.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Barnaba nacque in un uliveto sull'isola di Mykonos. Assieme ai suoi fratelli si arruolò poi nell'esercito ateniese, servendo da capitani nella marina.

A un certo punto Barnaba conobbe Leda, nativa dell'isola di Itaca. I due si innamorarono e si sposarono, viaggiando anche insieme in nave.

In una notte durante un assedio la flotta di Barnaba venne distrutta da una tempesta. Barnaba disse di essersi trovato faccia a faccia con la "bestia omicida" di Poseidone, per via di cui perse l'occhio. Mentre la nave affondava Leda legò insieme alcuni pezzi dello scafo e riuscì a portare Barnaba sulla costa remando.

Successivamente i due si separarono. Barnaba lasciò la marina per navigare in conto proprio a capo della sua nave, l'Adrestia.

Incontro con Kassandra[modifica | modifica sorgente]

Barnaba torturato dal Ciclope

Nel 431 a.C. Barnaba visitò l'isola di Cefalonia attraccando al porto di Sami. Mentre si trovava sull'isola raccontò la storia del suo ultimo viaggio, in cui trovarono un naufrago che prima di morire disse di aver visto un "mostro con un occhio solo". Le parole irritarono il bandito chiamato Ciclope di Cefalonia, che lo rapì per torturarlo alla baia dei ladri.

Il Ciclope mise ripetutamente la testa di Barnaba in una giara piena d'acqua, finché non venne fermato dall'arrivo della misthios Kassandra. La mercenaria uccise il Ciclope e i suoi uomini, e portò al sicuro Barnaba. Dopo averle raccontato le sue storie, Barnaba le offrì di mettere la sua nave e il suo equipaggio al suo servizio come ringraziamento.

Quando partirono da Sami, Kassandra disse a Barnaba di viaggiare verso la Megaride, dove doveva uccidere per conto di Elpenore un generale chiamato Lupo di Sparta. Barnaba disse a Kassandra che il soprannome indicava il generale Nicolao, facendo così scoprire a entrambi che si trattasse quindi del padre di Kassandra.

Ricerca dei serpenti[modifica | modifica sorgente]

Barnaba e Kassandra si preparano al viaggio

Dopo aver affrontato suo padre, Kassandra tornò da Barnaba per parlargli di ciò che le aveva detto, cioè che sua madre fosse ancora viva e di fare attenzione ai "serpenti tra l'erba". Diretti a Cirra per trovare Elpenore, Barnaba le consigliò di approfittarne per chiedere consigli alla Pizia a Delfi. Barnaba la avvertì quindi di prepararsi al peggio.

Mentre Kassandra ebbe un incontro turbolento con Elpenore, Barnaba si incontrò al Tempio di Apollo con Erodoto, a cui raccontò molte informazioni su Kassandra e sulla lancia spezzata di suo nonno Leonida. Quando lei li raggiunse, lo ammonì di non essere così aperto nei confronti degli estranei. I tre discussero poi della risposta data dalla Pizia alla richiesta di Erodoto su come porre fine alla guerra. Kassandra riconobbe la sua risposta, "la primavera non brami l'inverno, poiché causerebbe solo morte", come una minaccia, ma Barnaba la schernì replicando che aveva passato troppo tempo a Cefalonia. Kassandra si lamentò poi della lunga fila per vedere la Pizia, ma Barnaba la invitò a saltarla ed entrare semplicemente dentro, visto che nessuno avrebbe avuto il coraggio di fermarla.

Dopo che Kassandra uccise Elpenore venendo a conoscenza della Setta di Cosmos, lei si incontrò con Erodoto al Leone di Leonida al Passo delle Termopili per provare una sua teoria sulla Lancia di Leonida. In seguito Barnaba accolse anche Erodoto a bordo dell'Adrestia. I due gli rivelarono che la Setta controllava le parole della Pizia e, attraverso esse, tutto il mondo greco, stupendolo nel profondo. Nonostante tutto Barnaba incitò Kassandra a scatenare l'ira degli dei su di loro, ordinando poi alla ciurma di raggiungere Andro per continuare le ricerche di Kassandra prima di proseguire verso Atene.

Viaggi nell'Egeo[modifica | modifica sorgente]

Quando Kassandra riuscì a ottenere informazioni su sua madre Myrrine a un simposio ad Atene, Barnaba la accompagnò nei suoi viaggi di ricerca attraverso l'Argolide, la Corinzia e Ceo. Mano a mano che proseguivano Kassandra lo aggiornava continuamente sulle sue scoperte, sia sulla madre che sulla Setta. Di volta in volta Barnaba riaffermava la sua fiducia nelle abilità di Kassandra.

Dopo aver fatto ritorno ad Atene durante l'epidemia di peste, Kassandra scoprì il luogo in cui si trovava sua madre. Messisi quindi in viaggio verso Nasso insieme all'etera Aspasia, Barnaba avvertì la nervosità della compagnia di viaggio e la rassicurò che sua madre sarebbe stata fiera di avere una figlia così coraggiosa e leale.

In seguito all'incontro tra le due, Kassandra raccontò a Barnaba che persino Sparta fosse caduta nelle mani della Setta. I due navigarono insieme per distruggere la flotta dell'isola di Paro, in guerra con Nasso, per mettere al sicuro l'isola governata da Myrrine prima della loro partenza. Una volta finito, accompagnò Kassandra a trovare il suo vero padre sull'isola di Thera.

Con Nasso al sicuro Kassandra raggiunse sua madre al porto del villaggio di Giteo in Laconia, prima di fare ritorno a Sparta per la prima volta dal suo esilio. La baia sembrò familiare a Kassandra, e Barnaba commentò che "un uccello può andarsene per anni, ma riconoscerà sempre il suo nido al ritorno". Kassandra aveva paura di non essere più la benvenuta, ma lui le rispose che "c'è sempre un momento in cui ci è concesso di tornare a casa". Kassandra gli chiese dove fosse la sua casa, ma Barnaba decise di tenere quella storia per un altro giorno.

Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]

Barnaba ed Erodoto osservano la caduta di Testicle

A Sparta uno dei due re, Pausania, incaricò Kassandra di scortare il campione di pancrazio Testicle ai Giochi olimpici in Elide per provare la sua lealtà verso Sparta e ottenere il perdono per la sua famiglia. Durante il viaggio dall'isola in cui si allenava in Elide, Barnaba si complimentò con il campione per i risultati ottenuti ai giochi precedenti. Sfortunatamente però, poco dopo essere sbarcati Testicle in preda all'ubriachezza cadde dalla banchina in acqua, dove venne attaccato e ucciso da uno squalo. Su suggerimento di Alcibiade, Kassandra prese il suo posto gareggiando ai giochi.

Una volta raggiunto il Santuario di Olimpia Barnaba fu più che felice di accompagnare Kassandra a fare un giro della città, raccontandole nel frattempo la storia dei Giochi e le tradizioni associate a essi.

Nel corso dei Giochi Alcibiade partecipò assieme ad altri alle solite celebrazioni organizzate dai suoi vecchi amici e giudici olimpici Callia e Demosfane. Poco dopo però si sentì male di fronte a Barnaba e Kassandra, che temendo un avvelenamento investigò sul banchetto mentre Barnaba si prendeva cura di lui. Kassandra trovò tutti gli altri partecipanti morti tranne Callia. Continuando a cercare arrivò dal mercante Priamo, che la condusse all'antidoto che salvò la vita ad Alcibiade.

Ribellione di Delo[modifica | modifica sorgente]

Barnaba legge la nota a Kassandra

Kassandra ricevette una nota da Cira, una ribelle sull'isola di Mykonos, in cerca di aiuto nella sua guerra contro Podarce, il crudele capo dell'isola, e gli ateniesi che lo supportavano. Kassandra lo avvertì che si trattasse di uno dei membri della Setta di Cosmos. Arrivati a Mykonos Barnaba le spiegò la storia mitica delle isole di Delo e Mykonos, oltre che ad aggiornarla sulle crudeltà commesse da Podarce nei confronti della popolazione.

In seguito alla morte di Podarce, Barnaba si unì ai festeggiamenti della liberazione dell'isola insieme a Iola, una donna che aveva conosciuto al Grande Tempio di Apollo a Delo.

Ripresa di Atene[modifica | modifica sorgente]

Barnaba e Socrate accorrono da Kassandra

Tempo dopo Kassandra andò a combattere tra le fila spartane la Battaglia di Pilo, dove affrontò suo fratello Deimos. I due persero entrambi i sensi per via della caduta di alcuni alberi e lei venne catturata e imprigionata ad Atene per ordine di Cleone, ora capo della polis. Armato solo di una pala, Barnaba assaltò la prigione insieme a Socrate per liberarla, scoprendo però che Kassandra aveva appena provveduto a farlo da sola. I due le restituirono poi il suo equipaggiamento e le chiesero di incontrarsi alla Residenza di Pericle, dove assieme ad altri alleati si occupò di rovinare la popolarità di Cleone e la sua autorità.

Cena a Sparta[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte di Cleone alla Battaglia di Anfipoli, Kassandra uccise suo fratello sul Monte Taigeto. Lei decise quindi di riunire ciò che restava della sua famiglia per una cena nella sua casa d'infanzia. A tarda serata Barnaba si unì a lei sulla collina che dava sulla città, discutendo con lei della fine della sua avventura. Pronto però per viverne un'altra, la invitò a tornare sull'Adrestia per continuare i loro viaggi fianco a fianco.

Viaggio ad Atlantide[modifica | modifica sorgente]

Banaba attende Kassandra con Erodoto

Nel 422 a.C. Barnaba ed Erodoto accompagnarono nuovamente Kassandra a Thera per incontrare suo padre. Mentre lei entrò nei meandri dell'isola i due rimasero fuori ad aspettarla. Quando fece ritorno Kassandra rivelò loro dell'esistenza di Atlantide sotto l'isola e che suo padre fosse nientemeno che il filosofo Pitagora, stupendo Erodoto. Nonostante l'importanza delle sue scoperte, Kassandra fece promettere loro di non rivelare mai nulla a riguardo a nessuno.

Ricerca di Leda[modifica | modifica sorgente]

Un giorno Barnaba seguì di nascosto Kassandra in una delle sue missioni, arrivando all'interno di un nascondiglio pirata per liberare una prigioniera. Nel nascondiglio però i banditi erano già ubriachi, e Barnaba entrò per berne un po'. Scoprirono però che era vino ai fiori di loto, utilizzato per drogare i banditi. In preda alle visioni, Barnaba vide sua moglie Leda in tre visioni con un ciclope, con una strega e mentre cantava con una sirena. Le visioni bastarono a metterlo alla ricerca di sua moglie basandosi sui luoghi in cui erano ambientate.

Mentre mandava Kassandra in cerca di sua moglie ad Anafi, Kos e Paro, lei trovò un grande uomo chiamato Polifemo e lo salvò dai banditi che lo minacciavano. Lui le raccontò di una brava donna con occhi verdi che era stata gentile con lui. A Kos salvò un uomo chiamato Euriloco da delle torturatrici soprannominate "sirene" e lo portò a fare compagnia a Polifemo, dati i loro interessi comuni per la pesca e la poesia. L'uomo le parlò di una donna che stava con loro ma fuggita da parecchio tempo, a cui apparteneva un aulos trovato addosso a una delle sirene. A Paro invece fece la conoscenza di Circe, una donna che viveva circondata da maiali e leoni. Circe provò ad avvelenarla, ma Kassandra la uccise. Tra i suoi effetti personali trovò un bracciale appartenuto proprio a Leda.

Barnaba incontra sua figlia Leda

Rintracciata Leda grazie alle origini degli oggetti, tutti creati nelle piane assediate dell'Attica, Barnaba e Kassandra si recarono in una grotta conoscuta come ingresso per l'oltretomba in cerca di lei. Nella grotta i due trovarono molti cadaveri e una donna, che Barnaba riconobbe come sua moglie Leda. Lui si stupì che sua moglie fosse rimasta giovane, ma scoprì che la ragazza fosse sua figlia, anche lei chiamata Leda. Barnaba e lei parlarono della storia con la madre, che purtroppo era morta anni prima. Leda spiegò loro che i cadaveri erano dei suoi pretendenti, che dopo il rifiuto di un matrimonio provavano a ucciderla per impossessarsi della sua fattoria. I tre si recarono poi insieme a uccidere i pretendenti rimasti, per poi festeggiare il loro ritrovamento. Barnaba la invitò a bordo dell'Adrestia, ma lei decise di restare a proteggere la fattoria in onore di sua madre e per compiere il volere degli dei.

Caratteristiche e personalità[modifica | modifica sorgente]

Barnaba credeva fortemente negli dei greci e alle vecchie leggende di eroi e bestie mitologiche, oltre al fatto che il destino delle persone fosse predeterminato dagli dei stessi. Pensava anche che la Pizia agisse solo sotto il controllo di Apollo, ma rimase incredulo quando scoprì che era controllata dalla Setta di Cosmos. Ha sempre supportato le azioni di Kassandra, nella convinzione che esse fossero progettate dagli dei. Era anche solito raccontare origini e storie mitologiche dei posti che visitava con Kassandra. Caratterialmente era un uomo gentile e allegro, capace di non lamentarsi e mantenere la calma in ogni situazione.

Vita sentimentale[modifica | modifica sorgente]

Barnaba ha avuto almeno tre donne nel corso della sua vita. A metà del V secolo a.C. si sposò con una donna chiamata Leda originaria di Itaca. Tuttavia, i due si separarono e persero le loro tracce. Lei nel frattempo era però rimasta incinta a insaputa di Barnaba e chiamò sua figlia Leda, come sé stessa. Padre e figlia si ricongiunsero solo circa trenta anni dopo.

Intorno al 428 a.C. Barnaba si legò a una vedova di Nasso, Photina, nel frattempo che Kassandra aiutava sua madre dopo essersi ricongiunte. Barnaba consentì a Photina di tatuare la sua schiena e intrecciargli i capelli. Come regalo d'addio e ricordo del loro breve amore lei gli regalò un medaglione precedentemente appartenuto a suo marito. Nonostante i due stessero bene insieme, vennero divisi dalla vita di mare di Barnaba.

Qualche tempo dopo Barnaba incontrò la cacciatrice di contrabbando Iola al Santuario di Apollo sull'isola di Delo, facendo scoppiare un amore a prima vista. Più tardi i due celebrarono assieme la liberazione delle Isole d'Argento. Iola inizò anche a chiamare Barnaba affettuosamente, rinominandolo "Barni". Kassandra offrì a Iola di unirsi all'equipaggio della nave, che accettò di buon grado. Quando Barnaba incontrò sua figlia le parlò di Iola, dicendole di volergliela presentare.

Appare in[modifica | modifica sorgente]

I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.