Assassin's Creed Wiki
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Mario: Dobbiamo respingerli finché la gente non sarà fuggita. Insieme per la vittoria!
Ezio: Insieme. Zio... state attento.
Mario: Certo.
—L'ultima conversazione di Mario con Ezio durante l'assedio, 1500.[src]

L'assedio di Monteriggioni è stato lo scontro decisivo tra l'esercito dei Borgia, comandato da Cesare Borgia, e i mercenari degli Auditore, capitanati da Mario Auditore. L'assedio ebbe luogo il 2 gennaio 1500, cinque giorni dopo lo scontro a Roma tra Ezio Auditore da Firenze e il padre di Cesare, papa Alessandro VI, durante il quale l'Auditore scoprì la Cripta Vaticana e il messaggio lasciato dall'Isu Minerva.

Ritorno dal Vaticano[]

Arrivo a Monteriggioni[]

"Preparati, Ezio. Sarai bersagliato di domande."
―Mario a Ezio, dopo l'arrivo a Villa Auditore, 1500.[src]

Dopo che Ezio Auditore ricevette il messaggio lasciato da Minerva nella Cripta sotto il Vaticano,[1] lui e lo zio Mario tornarono a cavallo a Monteriggioni, dopo essere sfuggiti con successo alle forze papali, portando con loro la Mela dell'Eden.[2][3]

I due viaggiarono per quattro giorni, conversando su ciò che Ezio aveva visto nella Cripta. Mario, dopo aver ascoltato le parole del nipote, lo rassicurò che molte delle cose che erano state predette sarebbero accadute in un futuro lontano da loro, quindi non dovevano preoccuparsene.[2][3]

Ezio e Mario poco fuori Monteriggioni.

Quando arrivarono vicini al borgo, Ezio rimase sorpreso nel vedere una palla di cannone colpire il terreno vicino ai due, ma Mario spiegò che i suoi mercenari si stavano addestrando con i nuovi cannoni che erano stati installati durante l'assenza di Ezio.[2][3]

Entrando nella città, Ezio e Mario furono accolti caldamente dai loro compaesani, salutandoli vivacemente. Alle scale che portavano a Villa Auditore, i due furono raggiunti dalla sorella di Ezio, Claudia. Dopo un breve saluto, Claudia informò Ezio della presenza di Caterina Sforza, la contessa di Forlì, a Monteriggioni.[2][3]

Claudia chiese al fratello se Rodrigo Borgia fosse morto, al che Ezio rispose che avrebbe spiegato tutto, sia a lei che agli altri, più tardi nello studio dello zio. Mentre Claudia se ne andava, Mario avvertì il nipote di prepararsi a molte domande, prima di entrare alla villa.[2][3]

Giro nel borgo[]

"Sono io la fortunata, ci siete voi ad aiutarmi."
―Angelina rivolta ad Ezio.[src]

Ezio che parla con Angelina.

Prima di entrare alla villa, Ezio diede una mano a diversi cittadini in città per alcuni compiti. La prima a cui diede una mano fu una donna che chiedeva in giro di aiutarla a portare una scatola di fiori molto pesante.[4][3]

Lui si offrì di portarla per lei, e la donna iniziò a flirtare con Ezio durante il tragitto, dicendo che i fiori erano per la festa di compleanno di Claudia il giorno dopo, e che aveva bisogno di qualcuno con classe che la accompagnasse alla festa.[4][3]

Ella affermò che anche lo stesso Ezio Auditore sarebbe rimasto impressionato da lui, e, dopo che Ezio rivelò la sua identità, la donna ne rimase notevolmente sorpresa e gli chiese di mantenere il segreto della festa a Claudia, in quanto doveva essere una sorpresa. Ezio, che continuò il flirt, rispose che il suo silenzio aveva un prezzo e la donna, comprendendo la richiesta, gli disse che aveva un'idea ma che avrebbe dovuto aspettare a domani.[4][3]

Ezio si recò, quindi, fuori dalle mura di Monteriggioni, per aiutare il capo stalliere a recuperare il cavallo preferito di Mario, poiché era scappato poco prima. Dopo aver riportato il cavallo all'uomo, lo stalliere consigliò ad Ezio di non passare tanto tempo in battaglia come suo zio, al che Ezio gli rispose sorridente, affermando che le sue battaglie erano già state vinte.[5][3]

Le ultime persone che Ezio aiutò quel pomeriggio furono due mercenari, che in quel momento si stavano allenando con i cannoni. Ezio li volle provare, ma i due affermarono che i cannoni non funzionavano correttamente e che avevano bisogno di trovare l'ingegnere che li aveva costruiti, ma non riuscivano a trovarlo. Ezio, dopo averlo trovato a dormire in una delle torri delle mura, lo svegliò e lo condusse dai mercenari, che furono aspramente rimproverati dall'ingegnere per aver usato i cannoni, che non erano pronti a sparare.[6][3]

Dopo aver sistemato il primo cannone, l'ingegnere chiese a Ezio di testarlo lui stesso, per assicurarsi che funzionasse nel modo giusto. Dopo aver provato il cannone riparato, i mercenari informarono Ezio che se avesse sentito qualche rumore il giorno dopo, sarebbero stati loro che si esercitavano. Nel mentre, l'ingegnere si prodigò a riparare anche il secondo cannone.[6][3]

Ezio discute i piani con Caterina.

Infine, Ezio ritornò alla villa, dove Caterina Sforza lo attendeva nell'atrio principale. Dopo aver salutato il suo vecchio alleato, Caterina spiegò a Ezio la sua presenza in città e affermò di voler stringere un'alleanza con lui.[7][3]

Ella chiese ad Ezio l'assistenza dei mercenari di Monteriggioni per difendere Forlì dall'invasione dell'esercito papale. L'Auditore assicurò Caterina che molto probabilmente le avrebbe dato ciò che voleva e che ne avrebbero discusso più tardi, dopo l'incontro nello studio di Mario, al che lei accettò.[7][3]

Riunione[]

Machiavelli: Potremmo parlare di Cripte, dei e antichi luoghi solo quando i nostri nemici saranno morti. Avresti dovuto ucciderlo. Ne patiremo le conseguenze.
Ezio: Non sono qui per dibattere sul passato. Insieme, dovremmo piuttosto parlare del futuro.
Machiavelli: No. Io devo partire immediatamente per Roma.
—Machiavelli discute con Ezio a Monteriggioni, 1500[src]

Ezio incontra gli altri Assassini nello studio di Mario.

Ezio arrivò allo studio insieme a Caterina, dove Claudia, sua madre Maria, lo zio Mario e Niccolò Machiavelli lo stavano aspettando. Ezio raccontò ai presenti tutto ciò che aveva visto nella Cripta, e del suo scontro con Rodrigo Borgia.[7][3]

Parlò quindi del "quadro" della dea Minerva, che aveva parlato a Ezio di un disastro che sarebbe avvenuto in un lontano futuro, così come dell'esistenza di antichi templi che avrebbero potuto aiutare la razza umana. Dopo questo messaggio, si era rivolta ad un fantasma di nome Desmond, mettendo l'Auditore in grande confusione, per poi scomparire nel nulla.[7][3]

Tutti rimasero sbalorditi nell'udire le parole di Ezio e Claudia chiese se la dea apparsa fosse umana. Ezio le rispose che lo era, anche se le sue parole dimostravano il contrario. Mario chiese chi fosse Desmond e dove fossero i templi di cui Minerva aveva parlato, ma Ezio non fu in grado di rispondere a nessuna delle due domande. Machiavelli entrò nel discorso chiedendo come fosse finita con Rodrigo, se avesse implorato pietà o chiesto il suo perdono oppure gli avesse offerto potere in cambio della propria vita, ma lui gli disse che non aveva fatto niente di tutto ciò. Machiavelli rimase di stucco nell'apprendere che Rodrigo fosse rimasto così calmo prima di morire, al che Ezio rivelò di averlo lasciato in vita.[7][3]

Machiavelli discute con Ezio.

Infuriato per la notizia, Machiavelli rimproverò Ezio, dicendo che risparmiarlo era stato un grosso errore e che avrebbero potuto andare alla ricerca dei cosiddetti Templi solo dopo la morte dei loro nemici.[7][3]

Ezio tentò di spiegare perché aveva risparmiato Rodrigo, affermando che avrebbero dovuto dimenticare il passato e concentrarsi di più sul futuro, ma Machiavelli non fu d'accordo con lui, partendo velocemente per Roma.[7][3]

Mentre Machiavelli usciva dalla villa, Mario cercò di confortare Ezio sulla decisione presa, affermando che si fidava molto del suo giudizio. Successivamente, Ezio lasciò lo studio e tornò nella sua stanza. Lì si spogliò e fece il bagno, e fu presto raggiunto da Caterina, entrata anche lei in camera sua. Dopo il bagno, i due continuarono le loro "attività" a letto, rimanendo insieme fino all'alba.[7][3]

L'assedio dei Borgia[]

Attacco a sorpresa[]

Mario: Sono i Borgia!
Ezio: E nessuno li ha avvistati?
Mario: Si saranno ammassati a est durante la notte. Dobbiamo respingerli finché la gente non sarà fuggita.
—Mario spiega cosa sta accadendo ad Ezio.[src]

Ezio con Caterina.

Il mattino seguente, Caterina chiese a Ezio se voleva già "ripartire", al che lui rispose che non aveva bisogno di chiederlo. Mentre stavano per iniziare, si sentirono dei colpi di cannone dall'esterno.[8][3]

Quando Caterina, spaventata, si chiese cosa fosse, Ezio le assicurò che erano solo i mercenari dello zio che si allenavano con i nuovi cannoni. Tuttavia, venne subito smentito quando una palla di cannone entrò nella sua stanza, colpendo le finestre della stanza di Ezio e anche l'armatura di Altaïr, distruggendola.[8][3]

Ezio si alzò dal letto e si vestì velocemente. Nel trambusto, fece in tempo a prendere solamente una spada comune e la sua lama celata sinistra, prima di buttarsi fuori dalla villa attraverso il muro squarciato dalla palla di cannone.[8][3]

Caterina lasciò la stanza tramite le scale, dicendo ad Ezio che avrebbe guidato i suoi uomini per aggirare i nemici. Dopo questo, i due si separarono, con Ezio che le raccomandò di non farsi vedere.[8][3]

Ezio, quindi, saltò sul tetto della villa sottostante la sua stanza, dove vide Monteriggioni pesantemente danneggiata dal fuoco dei cannoni, con gli edifici in fiamme e in parte distrutti. Mentre guardava la sua città cadere lentamente sotto il fuoco nemico, l'Assassino vide una palla di cannone diretta verso di lui, che riuscì a schivare di poco.[8][3]

Mario spiega a Ezio dell'attacco.

Cadendo dal tetto, Ezio cadde a terra, ma fu tempestivamente aiutato da suo zio, che lo informò sulla situazione, dicendo che i Borgia erano i responsabili dell'attacco. L'Auditore si chiese come avessero fatto a passare inosservati, al che Mario rispose che probabilmente avevano preso una strada alternativa verso est, durante la notte.[8][3]

Mentre la villa veniva danneggiata sempre più, Mario incaricò Ezio di salire sui bastioni della città e aiutare i mercenari, mentre gli abitanti del borgo fuggivano. Mario informò Ezio che lui, a sua volta, avrebbe guidato un attacco frontale contro la fanteria dei Borgia.[8][3]

Prima di andare, Ezio chiese a Mario se avesse la Mela con sé, al che lui rispose che la stava tenendo al sicuro. Mentre i due si separarono, Ezio disse a Mario di stare attento, e fu rassicurato dall'assenso dello zio.[8][3]

Ezio saltò rapidamente dal bordo del cortile della villa e atterrò su un cavallo li vicino, cavalcando velocemente attraverso la città che crollava. Quando raggiunse il lato meridionale delle mura, una torre vicina crollò, uccidendo il suo cavallo e costringendo l'Assassino a saltare dalla sella. Ezio si aggrappò allora ad un'impalcatura vicina e procedette su per una scala fino in cima alle mura.[8][3]

Ezio protegge la città tramite i cannoni.

Lì, si unì ai mercenari nel presidiare i cannoni, usandoli per distruggere la fanteria dei Borgia, i cannoni e le torri d'assedio in avvicinamento. Mentre Ezio e i mercenari difendevano la città, i cittadini fuggirono alla villa.[8][3]

Proprio quando i civili furono in salvo, i Borgia riuscirono a fare breccia nelle difese della città, tramite una torre d'assedio che raggiunse con successo le mura orientali. Mentre un mercenario prendeva il suo posto come cannoniere, Ezio corse attraverso i bastioni per aiutare i mercenari attaccati dai soldati dei Borgia.[8][3]

La morte di Mario[]

"Tutto questo sangue versato andrà in qualche modo deterso. Dunque consideralo un invito da parte della mia famiglia... alla tua."
―Cesare, un attimo prima di uccidere Mario.[src]

Mario Auditore ai piedi di Cesare Borgia.

Ezio uccise il comandante dall'alto e si gettò nella mischia, eliminando i restanti nemici e uccidendo rapidamente due bruti. Intanto, le forze nemiche aprirono le porte della città, e Mario rientrò nel borgo a stento, cadendo a terra mentre Ezio guardava impotente.[8][3]

Dietro di lui, c'era il capitano generale dell'esercito del Papa, Cesare Borgia, accompagnato da sua sorella, Lucrezia, i suoi generali, Juan Borgia il Maggiore, Octavian de Valois, Micheletto Corella, vari soldati e Caterina presa come prigioniera.[8][3]

Cesare richiamò l'attenzione di Ezio, affermando che il Papa gli aveva parlato di lui, del suo "piccolo gruppo di Assassini" e della mela dell'Eden, tenendola in alto per farla vedere a Ezio.[8][3]

Ezio si precipitò da Mario attraverso i tetti per salvarlo, mentre Cesare prese rapidamente a Octavian la nuova arma da fuoco progettata dall'amico dell'Assassino, e la puntò alla testa di Mario.[8][3]

Cesare punta la pistola contro Mario.

Affermando che c'era stato troppo spargimento di sangue tra le due famiglie, Cesare sparò con la pistola un colpo dritto a Mario, uccidendolo come invito dei Borgia agli Auditore ad affrontarli nel centro del loro dominio, Roma.[8][3]

Successivamente, mentre Ezio assisteva sconcertato all'omicidio dello zio, venne colpito alla spalla sinistra e al ventre da alcuni archibugieri dei Borgia posizionati sulle mura della città, che lo fecero cadere dai tetti e perdere conoscenza.[8][3]

Fuga dalla città[]

I mercenari trasportano Ezio.

Svegliandosi, Ezio vide due mercenari che lo trascinavano in salvo attraverso le strade distrutte del borgo. Ezio gli ordinò di lasciarlo, insistendo sul fatto che potesse stare in piedi da solo.[9][3]

Nello stesso momento, i soldati dei Borgia arrivarono per finire ciò che avevano iniziato, e, sapendo di non poterli affrontare da solo, Ezio chiamò i mercenari in suo aiuto. Alla fine, Ezio e i mercenari si fecero strada attraverso la città e raggiunsero la villa.[9][3]

Mentre si faceva strada tra le macerie della città, Ezio trovò Claudia e un altro gruppo di mercenari assaliti da altri soldati. Ezio e il suo gruppo di mercenari li aiutarono, respingendoli con successo. Il gruppo si diresse subito verso il Santuario, inseguito dalle guardie di Borgia.[9][3]

Uno dei ladri di Monteriggioni, che stava per chiudere la porta del Santuario, disse a Ezio che pensavano fosse stato ucciso. Prima che Ezio chiudesse il passaggio, il ladro se ne andò per aiutare le truppe. Dopo questo, Ezio chiuse la porta segreta del passaggio nascosto, e scese le scale per incontrarsi con Claudia, Maria e i cittadini sopravvissuti.[9][3]

Ezio, Maria e Claudia fuori Monteriggioni.

Nelle gallerie sotto il Santuario, Ezio comandò la fuga attraverso un lungo e pericoloso passaggio, costruito dietro la statua di Altaïr Ibn-La'Ahad, che portava all'esterno delle mura settentrionali.[9][3]

Dopo un lungo viaggio attraverso la complessa struttura, affrontando anche le guardie che erano riuscite a raggiungere il gruppo, Ezio e gli altri civili riuscirono a fuggire dalla città.[9][3]

Dopo tutto quel tempo, i Borgia avevano dato per scontato che Ezio fosse morto e avevano fatto richiamare le loro truppe di invasione.[9][3]

Uscito dalle mura esterne, Ezio chiese un cavallo, e incaricò Claudia di riportare loro madre a Firenze. Claudia chiese al fratello dove fosse diretto, al che lui rispose che stava andando a Roma.[9][3]

Mentre i civili fuggivano dal borgo, Maria salutò suo figlio e gli disse di distruggere i Templari, ma di ricordare per chi combattevano gli Assassini. Ezio partì quindi immediatamente a cavallo verso la città eterna.[9][3]

Conseguenze[]

Ezio: Ah, Roma.
Margherita: Sì, o quel che ne rimane da quando i Borgia sono al potere.
―Ezio dopo aver visto Roma.[src]

Dopo l'attacco, gli Assassini persero quindi il loro leader e la Mela dell'Eden contro Cesare e il suo esercito.

La notte stessa, viaggiando lungo la campagna senese, Ezio si indebolì sempre di più a causa delle ferite riportate nell'assedio, cadendo poi da cavallo per svenire sulla strada.[9][3] Niccolò Machiavelli, tornato indietro dopo aver saputo dell'attacco, lo trovò e lo portò a Roma, dove lo lasciò nelle mani di Margherita dei Campi, che lo curò e ricucì le sue ferite.[10][3]

Ezio si sveglia a Roma.

La donna gli disse che un uomo lo aveva portato a Roma e gli aveva lasciato un nuovo equipaggiamento e degli abiti per lui. Mentre Ezio si vestiva e si preparava a partire, la donna gli diede istruzioni di incontrarsi con Niccolò Machiavelli al mausoleo di Augusto.[10][3]

Uscendo di casa, Ezio scoprì ben presto di trovarsi a Roma. Con questo, si preparò per vendicare la morte dello zio e liberare la città dalla morsa dei Borgia.[11][3]

Claudia e Maria Auditore scelsero ugualmente di recarsi a Roma per combattere contro i Templari, piuttosto che rifugiarsi a Firenze. Claudia divenne la matrona del più grande bordello della città, La Rosa in Fiore, fonte d'informazione per la Confraternita.[12]

Dopo l'assedio, le forze dei Borgia saccheggiarono il borgo. Tra gli oggetti recuperati si trovavano una cappa con lo stemma degli Auditore, che fu data a Goffredo Borgia,[11] e i dipinti della galleria della Villa: i quadri di Leonardo da Vinci furono dati a Lucrezia Borgia.[13]

Galleria[]

Apparizioni[]

Fonti[]

  1. Assassin's Creed: Brotherhood - Ite missa est
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 Assassin's Creed: Brotherhood - Ritorno a casa
  3. 3,00 3,01 3,02 3,03 3,04 3,05 3,06 3,07 3,08 3,09 3,10 3,11 3,12 3,13 3,14 3,15 3,16 3,17 3,18 3,19 3,20 3,21 3,22 3,23 3,24 3,25 3,26 3,27 3,28 3,29 3,30 3,31 3,32 3,33 3,34 3,35 3,36 3,37 3,38 3,39 3,40 3,41 3,42 3,43 3,44 3,45 3,46 3,47 3,48 Assassin's Creed: Fratellanza
  4. 4,0 4,1 4,2 Assassin's Creed: Brotherhood - Libera uscita
  5. Assassin's Creed: Brotherhood - Caccia al purosangue
  6. 6,0 6,1 Assassin's Creed: Brotherhood - Esercitazione di tiro
  7. 7,0 7,1 7,2 7,3 7,4 7,5 7,6 7,7 Assassin's Creed: Brotherhood - Riunificazione
  8. 8,00 8,01 8,02 8,03 8,04 8,05 8,06 8,07 8,08 8,09 8,10 8,11 8,12 8,13 8,14 8,15 8,16 Assassin's Creed: Brotherhood - Calunnia
  9. 9,0 9,1 9,2 9,3 9,4 9,5 9,6 9,7 9,8 9,9 Assassin's Creed: Brotherhood - Uscita d'emergenza
  10. 10,0 10,1 Assassin's Creed: Brotherhood - Come nuovo...
  11. 11,0 11,1 Assassin's Creed: Brotherhood
  12. Assassin's Creed: Brotherhood - Il prezzo del riscatto
  13. Assassin's Creed: Brotherhood - Un lancio di dadi

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