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"La mia vita non è nulla in confronto alla missione che mi è stata affidata."
―Aquilus[src]

Aquilus (Lugdunum, ? - Lugdunum, 259 d.C) è stato un Occulto di origine gallica operante nel ramo romano della Confraternita. È noto in particolare per il suo coinvolgimento nella ricerca dell'Ankh, uno dei rarissimi Frutti dell'Eden. Egli è un antenato di Desmond Miles.

Nato e cresciuto nella villa di famiglia a Lugdunum, Aquilus venne addestrato fin dall'infanzia da suo padre Lucius per diventare un Occulto, così da proteggere gli ideali del loro Credo e l'organizzazione segreta in cui operavano, il Liberalis Circulus. Divenuto un Occulto a tutti gli effetti, Aquilus cominciò una lunga campagna contro l'Ordine degli Antichi, con i quali si contese l'Ankh.

Dopo diverse missioni costellate da assassinii, Aquilus ottenne l'Ankh da suo cugino Accipiter, un Occulto a capo dell'esercito alamanno. In seguito Aquilus dovette affrontare due nuovi viaggi, votati a vendicare l'assassinio di suo padre e recuperare l'Ankh, rubato dall'Ordine degli Antichi.

Morì nel 259, mentre veniva deportato dai soldati romani insieme a sua moglie Valeria.

Biografia[]

Primi anni[]

Aquilus, nacque a Lugdunum come figlio di Lucius, un Occulto romano e di una donna di origine gallica, la cui identità è sconosciuta. Abbandonato dalla madre subito dopo il parto, Aquilus crebbe secondo lo stile di vita degli Occulti, addestrato personalmente da suo padre. Fin da subito si dimostrò un giovane caparbio e assennato, con un incredibile resistenza fisica. Inoltre, durante le poche ore di riposo che Lucius gli concedeva, Aquilus trascorreva del tempo con Weke, l'unico servo di famiglia.[1]

Con lui imparò diverse nozioni filosofiche sia sul Credo degli Occulti, sia sulla cultura generale. Passarono diversi anni, e Aquilus raggiunse la maturità, divenendo contemporaneamente un Occulto in tutto e per tutto. Con le armi e la conoscenza in suo possesso, Aquilus si rese attivo nel perenne conflitto contro l'Ordine degli Antichi.[1]

Scontro con Gracco[]

Già nel 259, Aquilus si era fatto una più che discreta fama come sicario, entrando nella lista delle taglie imperiali. In particolare gli vennero riconosciuti gli assassinii di due importantissimi esponenti degli Antichi: il senatore Caio e il generale Tito.[1]

Aquilus raggiunge l'accampamento romano.

Come suo terzo bersaglio principale, l'Occulto designò il generale Gracco, che attualmente risiedeva in un campo militare appena fuori dalla sua città natia. Dopo circa una settimana di viaggio, Aquilus riuscì a raggiungere l'accampamento dell'Antico ai primi albori della mattina.[1]

Al calare della sera, Aquilus tentò di infiltrarsi dal portone principale. Sfortunatamente venne catturato dai soldati romani, i quali avvisarono Gracco della presenza dell'Occulto.[1]

Aquilus nella tenda di Gracco.

Dopodiché, Aquilus venne scortato dai soldati nella tenda dell'Antico, che lo accolse in udienza. Sopraggiunse un soldato, che avvisò Gracco che un esercito di Alamanni si accingeva ad assaltare l'accampamento. Saputo ciò, Gracco attaccò Aquilus, che nonostante il tentativo di contrattaccare, venne ferito gravemente all'addome, perdendo i sensi.[1]

Quindi l'Occulto si risvegliò poco dopo, affiancato dal suo confratello e cugino Accipiter. Quest'ultimo avvisò Aquilus, che lui e il suo esercito avevano da poco vinto una battaglia contro il reggimento di Gracco, strappandogli sia il territorio sia la vita. Detto questo, Aquilus ricevette da Accipiter, l'Ankh uno dei Frutti dell'Eden che da secoli era frutto di contrasto tra Occulti e Antichi. Entrato in possesso dell'artefatto, Aquilus, una volta recuperate le forze, montò a cavallo dirigendosi verso Lugdunum.[1]

L'Ankh[]

Ritorno a casa[]

Arrivato nella sua vecchia casa, Aquilus vide suo padre e Weke in compagnia in uno sconosciuto. Lucius presentò lo straniero come Caïus Fulvus Vultur uno dei più apprezzato senatori dell'impero, nonché amico di vecchia data di Lucius. Presentatosi al senatore, Aquilus chiamò suo padre e Weke in privato.[1]

Aquilus, Vultur e Lucius a cena.

Giunti in un'altra stanza l'Occulto mostrò ai due l'Ankh. Per sicurezza, Lucius disse a suo figlio di affidare l'artefatto a Weke, che lo avrebbe nascosto in un luogo più sicuro.[1]

Quindi, Aquilus consegnò il manufatto a Weke, per poi dirigersi in salotto per far la conoscenza di Vultur. I quattro cenarono, e quando il senatore si rinchiuse nella stanza degli ospiti, Aquilus si diresse in camera di suo padre, per svolgere una missione da lui richiesta.[1]

Aquilus interroga Faustin.

Da Lucius l'Occulto seppe che il parroco cittadino Faustin era in combutta con gli Antichi, e che un suo complice si era infiltrato in città per minare l'organizzazione degli Occulti. Quindi, Aquilus si diresse alla chiesa cittadina, dove, puntandogli la sua lama celata interrogò il prete.[1]

Spaventato, Faustin rivelò l'identità del suo complice: Caïus Fulvus Vultur. Scoperto il tradimento del senatore, Aquilus uccise Faustin e tornò di corsa a casa di suo padre, trovandolo in un lago di sangue e con la gola squarciata.[1]

Mentre porgeva gli ultimi saluti a suo padre, l'Occulto sentì i gemiti di un morente Weke. Nelle sue ultime parole, Weke rivelò che Vultur aveva rubato l'Ankh, portandolo con se a Roma.[1]

Viaggio a Roma[]

Furioso per l'assassinio della sua unica famiglia, Aquilus si mise in viaggio verso Roma, con lo scopo di recuperare l'Ankh e di vendicare la morte di suo padre. Arrivato nella grande capitale dell'Impero, Aquilus compì qualche indagine, riuscendo a localizzare la residenza del senatore.[2]

Aquilus si infiltra nella residenza del senatore.

Quindi l'Occulto procedette ad infiltrarsi nella zona. Appostatosi su un impalcatura, Aquilus attaccò un gruppo di soldati al soldo di Vultur. Ne risparmiò solo uno, che sfruttò per arrivare alle stanze del senatore.[2]

Avvertendo la presenza del nemico, l'Antico uscì di soppiatto dalle sue stanze, trafiggendo con una lancia il corpo del soldato, che era stato usato da Aquilus come scudo umano.[2]

Aquilus dopo aver ucciso Vultur.

Dopo aver privato Vultur di qualsiasi via di fuga, Aquilus puntò la sua lama celata alla gola del senatore, intimandogli di restituirgli il Frutto dell'Eden. Il senatore quindi consegnò l'Ankh all'Occulto, promettendo di spiegargli il suo funzionamento in cambio della sua vita.[2]

Aquilus acconsentì, ma non assicurò al senatore che avrebbe mantenuto la parola. Vultur spiegò all'Occulto che un tempo l'Ankh, come tutti i Frutti dell'Eden, apparteneva ad un'antica razza venuta prima degli uomini. Il manufatto un questione apparteneva ad Osiride, e dopo la sua morte ad Iside.[2]

L'Antico, infine spiegò che l'Ankh permetteva a qualunque individuo di tornare in vita, sebbene per poche ore. Ottenute queste informazioni l'Occulto uccise il senatore, mettendosi in viaggio verso casa.[2]

Morte[]

Aquilus viene accolto da Valeria.

Dopo aver recuperato l'Ankh, Aquilus tornò nel suo podere nella foresta di Lugdunum, dove venne accolto da sua moglie Valeria. In seguito i due passarono la notte in intimità. Il giorno successivo, Aquilus mostrò a sua moglie l'Ankh, spiegandogli la sua provenienza e il suo potere. Affascinata da tale storia, Valeria convinse Aquilus a tenerlo con loro, così da poterne studiare le proprietà.[2]

Involontariamente, l'Occulto attivò una funzione repressa del manufatto, che iniziò a riprodurre un'ologramma di Lucius. Tale ologramma rilasciò un messaggio registrato dal padre di Aquilus poco prima di morire. Il messaggio parlava di un Occulto noto come Lugos, tra i fondatori del Liberalis Circulum e del ramo romano degli Occulti. Inoltre, l'ologramma disse che per annientare del tutto gli Antichi era necessario restituire l'Ankh a Lugos.[2]

La morte di Aquilus.

Tuttavia, prima che l'Occulto potesse apprendere di più, delle truppe romane fecero irruzione nella residenza dei due, arrestandoli con l'accusa di omicidio. I due vennero legati, caricati su carro e deportati a Roma. Tuttavia, durante il tragitto intervenne Accipiter, che nel tentativo di salvare su cugino, attaccò la legione. Mentre l'Occulto alamanno teneva impegnati i soldati, una di loro tagliò la gola ad Aquilus con il suo pugnale.[2]

Caratteristiche e personalità[]

Aquilus era un onorevole guerriero, ornato tuttavia da una personalità fredda e calcolatrice. Ben poche volte mostrava delle note di sentimentalismo, celando sempre le sue intenzioni sotto un velo di segretezza. Infatti, gli unici momenti passionali di Aquilus erano esclusivamente quelli con sua moglie, Valeria.

Tra le fila dell'Impero, Aquilus era conosciuto come un eccezionale sicario, dallo spirito diabolico e spietato con le sue vittime, tanto che alle volte si guadagnò il soprannome di Aquila sanguinaria. Tuttavia, ciò è in parte falso, poiché Aquilus era solitamente sbrigativo nell'assassinare gli Antichi.

Era anche molto ubbidiente e premuroso nell'eseguire il volere di suo padre, per cui provava un intensissimo affetto, nonché una sorta di devozione. Tutto questo nonostante Lucius, fosse molto coriaceo con suo figlio.

Equipaggiamento e abilità[]

Aquilus esegue un salto della fede.

Aquilus era un abile Occulto, letale nei scontri corpo a corpo e con un incredibile resistenza fisica. Infatti era in grado di compiere la corsa acrobatica con lo stessa semplicità con cui camminava, mantenendo inalterato il suo ritmo respiratorio. La grande fiducia in se stesso, gli permetteva di compiere dei salti della fede da grandissime altezze, senza il minimo cenno di esitazione.

Il suo equipaggiamento era molto semplice, composto dalla classica lama celata, una spada, una daga e dei pugnali da lancio. In combattimento era solito usare la spada combinata ai pugnali da lancio. Tuttavia, nonostante l'abilità di Aquilus come schermidore, l'Occulto prediligeva agire di nascosto.

Infatti, Aquilus doveva la sua fama nella lista delle taglie imperiali, proprio alla sua grande maestria nell'occultarsi. Tuttavia, non sempre tale tecnica portava gli esiti sperati, poiché mentre s'infiltrava nell'accampamento di Gracco, venne quasi subito catturato dai soldati.

Aquilus esegue un assassinio in volo.

Nonostante sia un antenato di Desmond, non è accertabile il fatto che anche Aquilus possedesse l'abilità soprannaturale nota come occhio dell'aquila. Tuttavia è certo che avesse dei sensi molto affinati. Indossava la classica corazza in bronzo dell'esercito romano, differenziata solo per le decorazioni galliche.

Inoltre indossava spalline, guanti e schinieri metallici come protezione per gli altri arti del suo corpo. La sua veste da Occulto era costituita da un lungo mantello, bianco esternamente e rosso internamente.

Curiosità[]

Galleria[]

Apparizioni[]

Note[]

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