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ACO Apheru

Apheru.

Apheru è stato un bambino egiziano che viveva a Memphis durante il regno di Tolomeo XIII.

Biografia[]

Apheru fu il fratello maggiore di Neema e Ngozi, e vissero tutti insieme nella casa di Nef a Memphis. Tutti e tre fecero amicizia con un cane di nome Anta, che in seguito diverrà il loro protettore. Insieme, viaggiarono spesso per Giza esplorando il deserto circostante.

Nel 48 a.C, mentre stavano ritornando a Memphis, Anta venne rapita dai banditi dall'Adoratrice del dio Thot. Apheru e i suoi fratelli furono costretti a rubare per i banditi in modo che Anta potesse lasciata vita e forse essere restituita a loro. 

Un giorno, incontrarono un geografo greco chiamato Corteseos fuori dalla Grande Piramide di Giza. Apheru lo stordì con una mazza dietro di esso, permettendo ai suoi fratelli di rubare gli appunti dell'uomo, che poi dettero al capo dei banditi.

Non molto tempo dopo, il Medjay Bayek di Siwa si imbatté nel corpo privo di sensi di Corteseos, portandolo ad indagare. Prima che il medjay potesse reagire, Apheru lo colpì con la stessa mazza, prendendo la sua piuma di airone e nascondendola nella Piramide di Menkaure.

Nonostante gli sforzi dei bambini per coprire le loro tracce, alla fine furono rintracciati da Bayek, che recuperò la sua piuma dalla piramide. Apheru si scusò per le sue azioni e di quelle dei suoi fratelli, portando Bayek ad interferire e ad accettare di salvare Anta per loro.

Quando Bayek riuscì a recuperare Anta dal nascondiglio dei banditi, Apheru spiegò che il capo dei banditi, che soprannominarono il "Cavaliere", fu il responsabile del rapimento di Anta. Bayek, dunque, andò alle mastabe della piramide di Khufu per cercarlo.

Quando alla fine Bayek riuscì ad eliminare il capo dei banditi ed a recuperare gli appunti di Corteseos, Apheru e i suoi fratelli furono invitati dal geografo a recarsi a Memphis con lui, poiché aveva intenzione di mappare l'Egitto.

Qualche tempo dopo, i bambini tornarono alla Casa di Nef e videro il loro "Padre" assassinato da Gaia Afrania, una ricca signora romana che cercò di rapire i bambini per venderli come schiavi.

Fonte[]

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