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"Alessandria è dove si incontra il mondo intero, dove si parla ogni lingua sotto il sole per le sue strade, dove greci ed egiziani camminano insieme, dove gli ebrei hanno perfino i loro templi - e gli studiosi di tutto il mondo vengono a studiare al grande Museo e Biblioteca."
―Aya[src]

Alessandria è la seconda città più grande d'Egitto, situata lungo la costa del Mar Mediterraneo. Prende il nome dal re macedone Alessandro Magno, che fondò la città greca intorno al 331 a.C, e fu la capitale dell'Egitto durante la dinastia tolemaica.

Storia

Era tolemaica

Fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C, la polis di Alessandria fu incorporata nel regno di Tolomeo I Sotere nel 323 a.C. Durante quell'anno, Tolomeo dirottò il sarcofago di Alessandro, che era in viaggio verso la Macedonia in quel momento, e in seguito seppellì il re in una tomba della città. A un certo punto durante il regno di Tolomeo XII Aulete, un terremoto colpì la città, causando notevoli danni alla tomba di Alessandro.

Nel 49 a.C, la regina egiziana Cleopatra fu esiliata da suo fratello e marito, Tolomeo XIII, con l'aiuto dell'Ordine degli Antichi. Apollodoro, uno dei fedeli seguaci di Cleopatra, l'aiutò a fuggire attraverso i canali dalla città.

Un anno dopo, nel 48 a.C, Aya, in cerca di vendetta per la morte di suo figlio Khemu, uccise due membri dell'Ordine degli Antichi, Actaeon e Ktesos. In seguito, il Medjay Bayek uccise un altro membro, Eudoros, nelle terme di Alessandria.

Un anno dopo, nel 47 a.C, il faraone Tolomeo XIII assediò la città con il suo esercito nel tentativo di intrappolare il generale romano Giulio Cesare, alleatosi con Cleopatra.

Nel 30 a.C, l'esercito romano guidato da Ottaviano invase Alessandria dopo aver sconfitto il generale romano Marco Antonio nella battaglia di Azio. Aya, ora nota come l' Occulta Amunet, affrontò Cleopatra nel suo palazzo. Lì, Amunet le porse una fiala piena di veleno di aspide, che le permise di suicidarsi, promettendo a Cleopatra di portare suo figlio, Cesarione, con lei a Roma.

Era islamica

Durante gli anni del 1240, la vedova dell'Assassino Sef Ibn-La'Ahad si trasferì in città con i loro figli, dopo aver trascorso un po' di tempo in esilio ad Alamut. Nel 1257 il fratello di Sef, Darim si trasferì ad Alessandria per stare con la sua famiglia, dopo che i Mongoli iniziarono ad assediare la fortezza degli Assassini di Masyaf.

Un discendente di Altaïr di nome Iskender divenne il Mentore degli Assassini in Egitto e aveva la propria sede ad Alessandria. Quando fu catturato e condannato a morte, Ezio Auditore inviò alcuni Assassini per salvarlo dalla sua esecuzione.

Il Templare Odai Dunqas si trasferì in città intorno al 1505, dopo essere stato allontanato dalla casa della sua famiglia.

Nel 1511, durante uno scavo nell'ormai distrutta Biblioteca di Alessandria, i soldati del sultanato mamelucco scoprirono due sigilli di memoria in una cassa del 331 a.C. Ezio Auditore inviò alcuni Assassini da Costantinopoli ad Alessandria per recuperare i sigilli.

Galleria

Fonti

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